martedì, 15 aprile 2008

E lezioni per tutti (di come NON si doveva votare)

Ormai vado avanti a scrivere on demand (che vuol dire che mi arrivano richieste anche sul cellulare). Il tema è, come si può facilmente intuire, il voto appena espresso dal popolo italiano.

Tutto quello che posso dire è che nessuno si dovrà mai permettere in mia presenza di citare, rammentare, ricordare, sostenere o suggerire, neppure per scherzo, niente che riguardi gli oroscopi, i segni zodiacali e quanto questo 2008 sarà fortunato per il Capricorno.

A meno che George Clooney (nonostante l'età avanzata) non bussi alla mia porta, vinca una qualche lotteria che mi permetta di vivere di rendita fino al giorno fatale e il prossimo Primo Ministro venga investito da una mandria di bifolchi leghisti col forcone, quest'anno si annuncia come il peggiore di questo secolo. Le note vicende politiche e le meno note vicende personali mi spingono verso una decisione sofferta ma inevitabile.

Emigro, lascio tutti e tutto e vado via. Ciao.

 


Non è vero. Non parto. Ma mi è piaciuto scriverlo.

produzione neuronale di ironica | 15/04/2008 16:44 | commenti (23)
giovedì, 10 aprile 2008

Appello (... che s'ha da fa')

Leggendo questo articolo su usi e costumi di chi legge i blog, noto la mancanza di una categoria che pure a me risulta presente: i fan dei commentatori.

Tra i lettori non commentanti del mio blog attualmente in semi-ibernazione, c'è una mia amica ex compagna di studi che conosco da esattamente 33 anni (e a leggere questa cifra il cor mi si spaura). E' già la seconda volta nel giro di pochi giorni che mi chiama per segnalarmi con singolare passione alcuni commenti ai miei  ultimi post. Ella nega, ma io intravedo in questo slancio una qualche forma di interesse per il commentatore più che per il commento.

Superando quindi la mia naturale ritrosia e il torpore del periodo, invito i commentatori che si firmano solo col nome e che fossero interessati, a contattarmi. Provvederò a far da tramite. Perché io a queste cose ci credo ancora. Per gli altri.

produzione neuronale di ironica | 10/04/2008 18:41 | commenti (9)
venerdì, 04 aprile 2008

Dalle stelle allo stallo

Mi sento in dovere di rispondere ai segnali di incoraggiamento e solidarietà che in questo periodo di tribolazione interiore mi sono giunti.

Stupita, commossa e in parte rincuorata, ringrazio. Purtuttavia non prevedo di tornare a breve.

Da quando sono coprotagonista dello spin-off di Dentiful (che pure prosegue tra rivelazioni, lacrime e scene madri) non ho proprio voglia di esternazioni ironiche. Escludo inoltre categoricamente una riconversione del mio nick in "cuore_nella_tormenta_61". Sono talmente ripiegata su me stessa, che mi verrà la cifosi dell'anima.

produzione neuronale di ironica | 04/04/2008 10:48 | commenti (11)
giovedì, 06 marzo 2008
Assente per crisi

Ci sono momenti in cui l'energia va incanalata. Ci sono pagine difficili da voltare.

Se tanto mi dà tanto, fatti due calcoli e una semplice proporzione, ci si risente tra una decina di anni
produzione neuronale di ironica | 06/03/2008 15:01 | commenti (34)
domenica, 17 febbraio 2008

Sexy Moretti

Ieri sera ho visto "Caos calmo". È probabile che sarei andata comunque a vederlo, ma la voglia di sbugiardare la C.E.I. mi ha fatto rinunciare a Ewan Mc Gregor diretto da Woody Allen.

Mi è piaciuto, nonostante la recitazione molto morettiana di Nanni Moretti, irrinunciabile nei suoi film, un po' fastidiosa in quelli degli altri. Una storia surreale, piena di personaggi comprensivi e solidali con il protagonista, alle prese con la faticosa elaborazione di un lutto. Miscuglio apprezzabile di attori, dall'ovviamente presente Silvio Orlando, alla stavolta tollerabile Valeria Golino, per finire con un cameo di lusso di Roman Polanski.

E la scena di sesso? Sebbene utile ai fini della narrazione, la visione del sedere di Moretti ci poteva essere risparmiata, senza togliere assolutamente nulla alla storia. Ho sentito anche qualche risolino in sala. E quindi, anche se l'appello agli attori affinché si rifiutino di girare certe scene (bona Ugo, come si dice dalle mie parti) è ridicolo, dichiaro che io l'avrei fatta più corta e meno esplicita. Bastava fare come nei vecchi film, dove una dissolvenza incrociata tra gli sguardi anelanti dei due e un camino acceso segnalava l'amplesso imminente.

È che non ci sono né gli sguardi né i camini di una volta. I preti sì invece, son sempre gli stessi e non si smentiscono mai.

produzione neuronale di ironica | 17/02/2008 23:24 | commenti (12)
giovedì, 14 febbraio 2008

Svalentino

Stamattina la segretaria superstite (ieri ne abbiamo persa un'altra, dopo soli due mesi) mi ha chiesto con aria complice "Cosa fai stasera?"

Nel pomeriggio, il parrucchiere dando il colpo finale di spazzola mi ha detto "Ecco sei pronta per stasera!"

I casi sono due, o questa gente mi conosce tanto poco da pensare che io possa tenere in una qualche considerazione una festa insulsa come San Valentino, oppure mi hanno organizzato un incontro a sorpresa con... non so, il Dr. House, per esempio. Nel dubbio, stasera il pigiamone cogli orsacchiotti non me lo metto.

produzione neuronale di ironica | 14/02/2008 20:02 | commenti (6)
martedì, 12 febbraio 2008

Mercanti d'arte

Avere a che fare col pubblico espone a situazioni potenzialmente rischiose e, per quanto si cerchi di prevenirle, non si potranno mai evitare del tutto.

No, non siamo stati rapinati.

Tempo fa siamo stati contattati da una signora che, presentatasi come "artista di fama internazionale" (sue testuali parole), proponeva di effetture uno scambio d'opera: quadri in cambio di prestazioni odontoiatriche. Naturalmente, annusando il potenziale aneddoto da raccontare nelle sere d'inverno a veglia davanti al camino, ho incoraggiato e alimentato questo insolito rapporto economico-sanitario. Dopo un tira e molla di due mesi, stamattina l'artista di fama internazionale si è presentata in studio in compagnia del suo agente commerciale, un anziano signore indiano (che parlava come Kabir Bedi, ma con accento francese) con un florilegio dei suoi dipinti.

Di fronte a un preventivo di svariate migliaia di euro, la proposta era quella di appendere al chiodo una o più opere di valore equivalente. Per convincere il dottore hanno cominciato a tirare fuori, oltre che ad articoli e recensioni di famosi (dicevano loro) critici, la filosofia alla base dell'opera artistica della signora. Dopo trenta secondi lui esibiva il suo famoso sguardo vacuo che significavava "non ho tempo da perdere, non capisco nulla, voglio solo sapere quanto costano". Visto che quelli imperterriti continuavano a parlare, ha pensato bene di andarsene lasciandomi da sola con loro con l'incarico di estirpare i prezzi. Dopo quasi due ore di filosofia tibetana ("Lei conosce la cultura tibetana?" e io ""Sì, un po'. Anzi, non molto"), di relazione tra arte e matematica, passando dalla successione di Fibonacci alle caratteristiche della musica indiana, sono riuscita a scrivere le famigerate cifre.

Ce ne siamo liberati solo per l'ora di pranzo. Non so se poi la transazione andrà a buon fine (io credo di no), ma provata da questa inconsueta mattinata, ho deciso che d'ora in poi, la sera davanti al camino (che non ho) sto zitta a fare meditazione.

produzione neuronale di ironica | 12/02/2008 15:56 | commenti (7)
mercoledì, 06 febbraio 2008

Dentiful (mobisode) Ovvero "Non tutto il male..."

Abbiamo avuto una settimana complessa, convulsa e a tratti drammatica. Stavolta nella saga ci son finita più o meno direttamente anche io, era tanto che covava questa puntata da co-protagonista, e la tragicommedia è arrivata in una fase di sereno stallo, dopo che ho fatto apparire all'orizzonte la prospettiva di una mia dipartita (relativa, non assoluta per il momento).

Anche per questo il mio spirito è un po' evaporato, e l'episodio, consumato nel giro di due giorni lavorativi e un fine settimana, ha lasciato molto nervosismo ma anche la speranza di liberarci di qualche personaggio zavorra (per es. HCl).

Devo passare la nottata, e la passerò.

produzione neuronale di ironica | 06/02/2008 18:00 | commenti (5)
lunedì, 28 gennaio 2008

Mister Spermatozoo

Grazie alle conoscenze che ho affettuosamente conservato nel prestigioso mondo scientifico italiano, mi sono imbattuta in questo articolo pubblicato nel numero di gennaio del Journal of Evolutionary Biology, in cui viene affrontato con serietà un tema assai interessante. Se il dovere della Scienza è quello di porsi di fronte alla realtà aprendosi al dubbio in cerca di risposte, in questo caso, riprendendo un vecchio proverbio, la domanda da porci è "L'abito fa il monaco?".

Per capire esattamente la genesi dell'indagine in oggetto, che riassumerò per i non anglofoni e i pigri, ho fatto una piccola ricerca anch'io. Marianne Peters è una giovane e simpatica biologa australiana che ha tanto studiato e tanto lavorato. Leggendo il suo CV ho riconosciuto tracce che io pure ho percorso anni addietro. Volontariato, studi sulla dieta dei pinguini, frequentazione del dipartimento di malacologia, tesi di laurea sul successo riproduttivo del Larus novaehollandiae (il gabbiano argentato che vive in Australia), e così via. Argomenti invidiabili, dal mio punto di vista; io avrei voluto studiare i delfini, ma poi dovetti ripiegare sui gatti perché in Arno c'erano solo dei gran talponi.

Comunque, dopo anni e anni di gavetta, la giovane dottoressa ha pensato "Sai icché... " lei non lo sa, ma ha dei lontani antenati di San Frediano e quindi ha pensato "Sai icché, io mi sono stufata. E se per il dottorato di ricerca mi inventassi qualcosa di un po' più stuzzicante?" Esisteva già un precedente studio spagnolo che sosteneva la correlazione tra la bellezza degli uomini e la qualità del loro seme. Qui urge una piccola precisazione. Non s'intendeva dire che gli spagnoli sono teste di... ma che, secondo lo studio effettuato, Banderas avrebbe degli spermatozoi formidabili in termini di numero, forma e motilità.

Insomma l'idea è garbata alla dottoranda, e così dalla sua tesi di dottorato è scaturito l'articolo in questione, che in italiano reciterebbe pressappoco così: "La bellezza maschile fornisce indizi della qualità del seme?" In pratica sono stati selezionati una certa quantità di maschi australiani in base alla loro prestanza fisica (e questa secondo me è stata la parte più gustosa dell'indagine), e le loro foto sono state mostrate a vari gruppi di donne che dovevano giudicarli (e anche questa dev'essere stata una bella fase, ma meno di quella precedente). Parallelamente è stato valutato un campione di seme di ogni bellone. (Gli hanno fatto uno spermiogramma, ma questo è meno divertente). Il risultato è che anche se uno è bello bello, non è detto che abbia degli spermatozoi sinuosi, flessuosi, natanti ed eleganti e soprattutto fecondanti.

L'indagine non è così peregrina come potrebbe apparire. Dal punto di vista evolutivo, si potrebbe pensare che uno bello ha più probabilità di trasmettere i suoi geni di uno brutto, e quindi si verrebbero a selezionare solo gli individui belli e con capacità di fecondare la femmina (che, dicono, è sempre lei che sceglie, ma su questo io ci farei un altro studio). Ma, la realtà è diversa e l'inghippo si risolve pensando al vecchio adagio popolare che dice "Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace". Quindi, siccome alle donne piacciono anche gli imprenditori bruttini ma che le facciano ridere, capita che perfino certi racchi, di cui non posso fare il nome, abbiano la capacità di inseminare l'attricetta di turno.

Vorrei concludere inviando un caro saluto a chi mi ha direttamente e indirettamente segnalato lo studio, e alla ricercatrice Marianne, augurandole di pubblicare altri articoli come questo, così potrò scriverci un altro post.

produzione neuronale di ironica | 28/01/2008 18:54 | commenti (15)
sabato, 26 gennaio 2008

Il Giardino dei Finzi Contini

Raggiunta dalla chiamata, non alle armi, ma alla giornata della memoria, ho scelto di ricordare questo libro sull'argomento.

Devo confessare che più che esempi letterari mi erano venuti in mente film. Ma da un film al romanzo il passo, a volte, è breve. Giorgio Bassani scrisse "Il Giardino dei Finzi Contini" nel 1962 e la storia di un gruppo di giovani dell'alta società ferrarese, segnati dalle leggi razziali e dall'orrore della persecuzione nazista, vinse l'Oscar nel 1972 col film diretto da Vittorio De Sica.

Invito alla scoperta (o al ripasso) dei nomi di coloro che sostennero le leggi razziali, promulgate esattamente settanta anni fa. Potrebbero esserci delle sorprese.

produzione neuronale di ironica | 26/01/2008 23:02 | commenti (8)
giovedì, 24 gennaio 2008

Pet-ting therapy

Polemica nel Regno Unito perché l'autista di un non meglio identificato autobus non ha lasciato salire sul mezzo, da lui guidato, un giovanotto che portava al guinzaglio la sua fidanzata (del ragazzo, non dell'autista). Nella foto la spiegazione dell'apparente caso di discriminazione: non aveva la museruola.

produzione neuronale di ironica | 24/01/2008 19:12 | commenti (5)

Segnalazione per toscani e dintorni

Fino a domenica prossima in piazza Santa Croce a Firenze c'è il Paradiso. Non quello di Dante, che scruta sdegnoso il popolo dall'alto del piedistallo, ma quello godurioso della Fiera del cioccolato. Io ci sono andata oggi pomeriggio, dopo il lavoro, a digiuno. E' bastata la visione dei banchetti in mezzo alla piazza a scatenarmi la salivazione. Ho assaggiato, comprato, sgranocchiato, annusato.

C'era un sole tiepido, e mi sono sentita anche un po' felice (non contenta, proprio felice).

produzione neuronale di ironica | 24/01/2008 17:42 | commenti (2)
domenica, 20 gennaio 2008

Uno stravagante portapenne

Riprendo volentieri la mia rubrica "Oggetti nella testa", per il caso del ragazzo americano di cui si è occupato il New England Journal Of Medicine. Ricordo che qualsiasi segnalazione di casi analoghi costituirà oggetto di interessamento da parte di questo blog, dato che mi considero ufficialmente collezionista di notizie riguardanti corpi estranei inseriti nella testa delle persone.

produzione neuronale di ironica | 20/01/2008 13:55 | commenti (5)
sabato, 19 gennaio 2008

Satana è dappertutto

Sorprendente rivelazione: nell'Università ci sarebbero professori cornuti e fumatori.

produzione neuronale di ironica | 19/01/2008 12:36 | commenti (4)
mercoledì, 16 gennaio 2008

Second life

Finalmente ieri sera, grazie alla potenza del nuovo pc, sono entrata in Second Life.

Che è una delle scemenze più colossali degli ultimi secoli. Ma questo è solo un mio parere, e poi ho visto troppo poco per emettere un giudizio ponderato e motivato. Quindi ribadisco che, di primo acchito, Second Life è noioso, inutile e, cosa peggiore di tutte, mi ha fatto sentire stupidissima. Intendiamoci, la faccenda è anche interessante, entro i limiti dell'interesse che si può avere per le migliori attività che fanno perdere il tempo. Devo dire che il primo impatto è inquietante, e sembra di essere in un manicomio. Ci sono questi omarini che si muovono in modo scomposto, fanno cose strane, sono mostruosi e vanno e vengono chissà dove e chissà perché.

Mi sono creata un avatar col culo grosso e i capelli viola, perché volevo che mi somigliasse in qualcosa. Si chiama Alexandra Shepherd, perché il cognome si può solo scegliere da un elenco e così ho voluto onorare un paio di personaggi dei telefilm. All'inizio non sapevo nemmeno come fare a camminare, poi ho imparato a volare e a sedermi. Volando sono arrivata in una specie di discoteca dove uno stava dicendo di essere un travestito anche nella vita reale ed elencava gli abiti da donna che possiede. Non so perché, ma mi sono sentita fuori luogo e ho ripreso il volo. Sono finita in un locale all'aperto, con le palme e gente che chiacchierava seduta intorno ai tavolini. Un tizio mi ha chiesto di ballare il tango con lui e poi mi ha chiesto se volessi fare del sesso. Siccome ancora non sono sicura che il mio avatar sia fornito dell'apposito apparato, ho preferito declinare l'invito, per non fare brutte figure.

Ho anche incontrato degli italiani, un uomo in smoking e un paio di donne, una con uno strepitoso vestito rosso. Mi hanno detto che loro ci passano le nottate lì. E si divertono pure. Non è che non ci creda, ma ho qualche dubbio che mi ci possa divertire anche io.

Dopo pochi minuti, per niente interessata alla conversazione, ho augurato a tutti la buonanotte e sono letteralmente sparita.

Nella foto, eccomi mentre mi sto cambiando d'abito, in volo sull'oceano.

produzione neuronale di ironica | 16/01/2008 19:21 | commenti (15)
lunedì, 14 gennaio 2008
Senza fili

Post impellente ma approssimativo per provare il portatile con connessione wireless. Finalmente sono riuscita ad entrare in Second Life, giusto in tempo per uscirne (sembra un manicomio e non è un modo di dire). Il pc è bellissimo, con il coperchio nero lucido e l'interno chiaro. Sono seduta sul letto ma potrei essere in corridoio o in salotto, oppure nello stanzino della cucina. E potrei continuare a navigare in internet.

Prima o poi troverò un vantaggio in tutto questo.
produzione neuronale di ironica | 14/01/2008 00:27 | commenti (9)
giovedì, 10 gennaio 2008

Another time, another place

Sì, ieri era il mio compleanno.

E ho risentito tante voci dal passato più o meno remoto. Ci si trova d'improvviso in altri tempi e in altri luoghi, ci si sente con un pizzicorino allegro nel cuore e sembra di essere uguali a come si era. Ma non è vero, e alla fine, dopo l'ultima, inaspettata, strabiliante chiamata, sono ripiombata nel presente. Martedì abbiamo l'audit per l'ISO 9001 e in studio sembrano tutti impazziti. Mi hanno costretto a disertare l'incontro del corso d'inglese online che sto seguendo, però ho lavorato due ore in più, e con l'acquisto che ho appena fatto, tutto fa brodo.

Sì, ieri era il mio compleanno. Oggi no.

produzione neuronale di ironica | 10/01/2008 19:01 | commenti (14)
mercoledì, 09 gennaio 2008

L'anno che è arrivato

I vantaggi del diventare vecchie:

- diminuiscono i rischi di prendere la meningite

- aumenta la probabilità che ti cedano il posto sull'autobus

- non si devono più comprare gli assorbenti*

- puoi contare sull'indulgenza degli altri perché sei vecchia

- dopo i 65 anni si ha diritto allo sconto sui treni*

...

Maledizione.

(* La cosa, per il momento, non mi riguarda).

produzione neuronale di ironica | 09/01/2008 17:17 | commenti (11)
martedì, 08 gennaio 2008

Incontro

Oggi pomeriggio, nel mentre che ero alle Poste e stavo compilando alcuni bollettini per pagare una serie di bolli e tasse (sono ligia e osservante), alzando gli occhi per cercare di ricordarmi il codice fiscale, ho visto una signora che mi guardava. L'ho guardata anch'io. E' così che ci siamo riconosciute (funziona quasi sempre).

Era una professoressa del laboratorio dove ho prestato manodopera in passato. E' stata la mia prima capa, sempre molto in tiro, vispa e alla moda, sebbene all'epoca avesse già 45 anni (sic!). La signora è ancora piacente e vivace, e in pochi minuti ci siamo aggiornate sulle nostre vite. Ora è in pensione e se la gode.

Dopo 27 anni di convivenza è stata chiesta in moglie (dal convivente) e alla soglia dei 60 anni si è sposata.

L'ho raccontato a mia madre, la quale ha commentato "Hai visto, c'è sempre speranza".

Che avrà voluto dire?

produzione neuronale di ironica | 08/01/2008 20:12 | commenti (10)
sabato, 05 gennaio 2008

Buoni propositi

Ieri sera, dopo 14 anni, ho rimesso piede (tutti e due) su un palcoscenico. Ho presentato il concerto di capodanno (come Peppi Franzelin) nel paese dell'astrombettista. (Musiche di Strauss, testi miei).

Spero che mi sia di buon auspicio perché entro quest'anno vorrei tanto poter presentare qualcos'altro. Le mie dimissioni, per esempio.

produzione neuronale di ironica | 05/01/2008 16:22 | commenti (5)
martedì, 01 gennaio 2008

Peppè peppeè peppeè...

(post necessariamente lungo)

Probabilmente sarà un anno molliccio come gli altri, ma intanto questo 2008 è iniziato con una bottarella di vita.

Ho trascorso gli ultimi dieci fine anno a casa, in pantofole, con il conto alla rovescia dettato dalla tv e brindisi molto ristretti. Cosicché quando l'astrombettista mi ha proposto di provare una serata in discoteca (compresa di cenone al buffet) in riviera (romagnola) prima mi sono detta "Ommamma". Poi ho pensato "Perché no?". E mi sono venute circa una decina di risposte, tra cui, non mi piace la discoteca, non mi piacciono le feste obbligate e poi non so come vestirmi.

Per ritrovare una mia presenza in una discoteca bisogna risalire a quando gli anni '80 volgevano al termine e con essi i miei vent'anni. Già allora c'era troppo rumore e troppa gente per piacermi, ma era una cosa per giovani, ed io ero giovane, non potevo sottrarmi.

Insomma, ci siamo andati. La cena era alle 22,00, ed io, abituata ad orari da casa di riposo, già due ore prima avevo un certo languorino. Procrastinata l'uggia con un cappuccino nell'unico bar aperto in località Lido di Savio (prov. Ravenna), deserto come Dodge City quando stanno per arrivare i banditi, siamo tornati in albergo e, addobbati per l'occasione, ci siamo recati verso il luogo del festeggiamento. Dopo venti minuti di ricerca di un parcheggio, siamo riusciti a trovarlo a 300 metri di distanza (importante notazione perché legata alle mie calzature da di' di festa). Appena penetrati nell'ambiente semibuio mi sono ricordata perché i miopi preferiscono la luce. Il maitre (così è stato definito da una cameriera) ci ha accolti con quella esagerata falsa cortesia dei lavoratori in campo turistico-alberghiero, ma sempre meglio di un calcio in uno stinco.

Ci siamo collocati su divanetti zebrati nei pressi di un'altra coppia, in modo da avere diritto alla bottiglia di spumante per il fatidico brindisi.

Nota: adesso non solo si discriminano i single perché rompono l'equilibrio dei numeri pari, ma addirittura alcuni privilegi sono riservati ai gruppi. Tutta colpa del papa, come sempre.

Il cibo era ottimo e abbondante, ma dopo il risotto e le lasagne io ero bell'e pronta per la tisana della buonanotte. La sala era limitatamente piena di persone che, a occhio e croce (perché non ci vedevo tanto bene), non erano più giovani di noi. Anzi, diciamo che c'erano un sacco di babbioni. Un megaschermo trasmetteva le immagini di raiuno, e così anche quest'anno abbiamo brindato con quelli della tv (va bene cambiare, ma senza esagerare).

C'era una specie di dj. Un signore robusto che, poveraccio, ha provato in tutti i modi ad animare la festa. Prima con un giochino deficiente coi cappellini di carta (che io ovviamente ho disertato vistosamente) e poi, disperato, ha tentato la carta della Vecchia fattoria, ia ia oh. Io pensavo, ma non c'è neppure un VIP, che tristezza. Il signore robusto col microfono continuava a citare la provenienza dei presenti, e quando, con grande enfasi, ha dichiarato che c'era perfino qualcuno da Firenze, mi sono illusa di essere io la VIP della serata.

Poi è arrivata la mezzanotte, il trenino (a e i o u, ipsilon, etc.) e abbiamo cominciato a chiederci a che ora avremmo potuto lasciare la sala senza dare nell'occhio. Abbiamo concordato di resistere almeno fino all'una. Nel frattempo la luce violetta faceva risaltare la camicia bianca dell'astrombettista e le cuciture del cinturino del mio orologio, e questo mi ha intrattenuto piacevolmente per qualche minuto.

A un certo punto, siccome la maggioranza se ne stava seduta a suonare senza entusiasmo le trombette di cartone, il dj deve aver fatto qualche considerazione sulle pance e sulle rughe, e ha cominciato a evocare le hit parade degli anni '70 e '80. Ho resistito a "Oie como va" e al "Gioca Jouer", ma quando è partito "YMCA", i miei piedi devono aver pensato a un deja vu, e così sono scesa in campo. Siamo andati avanti fino a che il fiato mi ha retto, e dopo "Born to be alive", "Knock on wood" e "Don't let me be misunderstood" mi sono accasciata sulla zebra a forma di sedile.

Il popolo si agitava sulla pista da ballo, in un tripudio di sederi (e che sederi) fasciati di lamè, signori decisamente anziani con maglioncini girocollo, qualche esagerata con brillantini sulla testa, sugli occhiali, sui vestiti, sulle calze e più non vado oltre. Le due belle topolone, come abbiamo affettuosamente definito due signorine di un gruppo vicino, si dimenavano sotto gli occhi di improbabili tombeur des femmes.

Una cosa molto carina però è successa, e la racconto con una certa emozione. Per la prima volta ho ballato un lento con l'astrombettista, cosa che, siccome abbiamo vissuto le nostre adolescenze e giovinezze in territori differenti, non era mai successo prima. Lo so che non fa ridere nemmeno un po', ma a me è piaciuto tanto. (Peccato che per arrivare a mettergli le braccia intorno al collo mi ci devo quasi impiccare).

Poco prima dell'una sono entrate quattro popputissime ragazze vestite da veline, e questo ha rimandato di un po' il nostro proposito di lasciare la festa. Il tempo di approssimarci con nonchalance all'uscita e mi sono resa conto che, molto poco romanticamente, avevo i piedi in preda a fitte da tacchi alti (per la cronaca, quei cuscinetti di gommina da mettere nelle scarpe non funzionano). Ho arrancato fino all'automobile, e alle ore 1,35 eravamo in camera a vedere "Alien" su Italia1.

Poi stamattina siamo stati al mare a raccogliere conchiglie. L'abbiamo fatto davvero.

Buon anno.

produzione neuronale di ironica | 01/01/2008 16:58 | commenti (5)
lunedì, 31 dicembre 2007

Da non crederci

Stasera sarò qui.

Non ho tempo per spiegare, vado a cotonarmi i capelli. Buona fine anno a tutti. (Poi vi racconto).

produzione neuronale di ironica | 31/12/2007 10:45 | commenti (2)
giovedì, 27 dicembre 2007

E poi dice che uno si butta a sinistra

Studio Aperto dovrebbe essere il telegiornale di Italia 1, nel senso che secondo le intenzioni dovrebbe essere un telegiornale. Oggi ne ho visto un pezzettino, giusto in tempo per sapere che la padrona che ha smarrito Tommi (un cagnetto delizioso) è disposta a sborsare 5000 euro pur di ritrovarlo, che in un paesello in provincia di Udine un vandalo ha imbrattato trenta metri di strada per dedicare una canzone di Venditti alla fidanzata, e soprattutto che Lucio Dalla ha dichiarato di non essere mai stato comunista, di essere affiliato all'Opus Dei e di aver partecipato ai Festival dell'Unità solo perché è un professionista.

La giornalista in studio (aperto) sembrava esultante, soprattutto per questa ultima sconvolgente notizia.

A me, come per magia, è venuta voglia di dire parolacce.

produzione neuronale di ironica | 27/12/2007 14:02 | commenti (14)
martedì, 25 dicembre 2007

E' Natale

Auguri a quei deficienti che da mezz'ora stanno bombardando il quartiere come se fosse capodanno. Auguri a chi mi manda i messaggi sul cellulare; forse c'è qualche problema di rete, perché me ne sono arrivati cinque tutti uguali dalla stessa persona (grazie, stanno continuando ad arrivare). Auguri ai programmatori di retequattro, che, siccome quest'anno "Sette spose per sette fratelli" ha saltato il turno, hanno riproposto "Tutti insieme appassionatamente", che saranno stati almeno cinque o sei anni che non lo rivedevo. Best wishes to my Teacher of the writing english course. Auguri di buon Natale, tanto dura poco.

produzione neuronale di ironica | 25/12/2007 00:55 | commenti (16)
giovedì, 20 dicembre 2007

Dentiful (gran finale di stagione, col botto)

Avevamo lasciato la giovane Maria Concetta in partenza per un incontro, semi-galante e semi-lavorativo, verso un paese che si affaccia sull'Oceano. Dissolvenza incrociata: sguardo languido perduto sul tramonto pensando che l'indomani lui arriverà. Lieve brezza ghiacciata, data la stagione.

Nel frattempo, in una località del nord Italia, la bella Kelly, bionda ma ormai passata di moda, fa il diavolo a quattro per convincere J.L. a non rimandarla a quel paese (il suo). Piange, si dispera, fa le scene turche pur essendo brasiliana (un miscuglio etnico inquietante), chiede di restare a qualsiasi titolo, offrendosi anche di dare il cencio in terra vestita da cameriera sexy. La mattina dopo J.L prende di peso la bellona e la scarica all'aeroporto. Convinto di essersene liberato, zompetta lieto all'idea di Maria Concetta che l'attende trepidante in terra straniera.

Ma non sempre le cose vanno come noi vorremmo, e - colpo di scena - dopo nemmeno mezz'ora il maturo professionista si ritrova davanti alla porta la brasiliana in odor di "Attrazione fatale", che, disertando il volo intercontinentale, è tornata dall'amato. Il quale, dopo essersi ripreso dal colpo, ha detto "è tutto inutile, non ti voglio più e domani vado da quell'altra, che mi aspetta con la brezza ghiacciata tra i capelli".

A causa dello sciopero degli sceneggiatori la puntata si dovrebbe interrompere qui, ma, grazie a recentissime informazioni di prima mano, posso svelare che qualche giorno dopo Kelly è stata ricondotta all'aeroporto e che quindi finalmente il vero amore (quello che è) potrà trionfare.

Dato però che questo non è un film, e che un "season finale" che si rispetti deve lasciare almeno un cliffhanger per tenere alta la tensione, l'ultima scena è un primo piano della bella appiccicosa che, con gli occhi pieni di lacrime e iniettati di sangue, tramuta il suo pianto in un ghigno diabolico. Si allarga l'inquadratura e la vediamo all'aeroporto avviarsi al check in. Ma, ricordandoci ancora che le cose non sempre vanno come vorremmo, veniamo a sapere dall'agenzia di viaggi che la ragazza non risulta essersi imbarcata su quell'aereo, e che quindi potrebbe trovarsi ancora sul suolo italiano...

Fine

produzione neuronale di ironica | 20/12/2007 21:09 | commenti (9)
mercoledì, 19 dicembre 2007

Zecchino arrugginito

Alcune notizie non andrebbero divulgate.

Ho letto questa e mi si è fermato il cuore. Non le voglio sapere certe cose. Se l'interprete di "Popoff" è diventato calvo, se Cristina D'Avena picchia i bambini, se chi cantava "Il caffè della Peppina" spaccia, ruba e dice le parolacce, non lo raccontate a noi vecchi bambini di un tempo. Lasciateci vivere nel sogno.

produzione neuronale di ironica | 19/12/2007 20:23 | commenti (10)
domenica, 16 dicembre 2007

In hoc signo vinces

Sono una oroscopo-scettica. Non credo che le stelle influiscano sui casi umani, non credo che i pianeti s'impiccino delle nostre vite. Quelli transitano per i fatti loro, ci ignorano, ci schifano. E non credo nemmeno di avere tratti in comune con Joan Baez perché siamo nate lo stesso giorno (anni diversi, eh), a parte il fatto che un tempo sapevo a memoria "Blowing in the wind" e avevo imparato anche gli accordi alla chitarra. Non vedo punti di contatto con Gesù, David Bowie, Andreotti o Umberto Eco o la Arcuri. Sebbene in effetti qualcuno... no, proprio no.

Però martedi prossimo Giove, Saturno, Venere, e forse qualcun'altro, entrano nel segno (speriamo regga). Tutti gli strolaghi lo stanno strombazzando, con quelle facce un po' così che si ritrovano. Pare che sarà un evento epocale, e che per il capricorno stia per iniziare un periodo così fortunato, ma così fortunato che aiutami a dire quant'è fortunato.

Dice che però devo smettere di pensare negativo. Ma così è troppo facile. Se Giove mi porta fortuna deve farlo indipendentemente da quello che penso io. Comunque ho deciso di dargli una chance. Martedì dalle ore 7,30 alle 19,30 crederò all'oroscopo. Dodici ore saranno sufficienti per darmi una dimostrazione: voglio vincere alla lotteria, trovare un altro lavoro e dimagrire cinque chili (per iniziare). Altrimenti, Giove, saprò che sei un quaquaraquà.

produzione neuronale di ironica | 16/12/2007 20:10 | commenti (9)
giovedì, 13 dicembre 2007

Che scoperta

Mentre in Italia i ricercatori devono elemosinare i fondi, altrove c'è qualcuno che viene pagato per scoprire l'acqua calda. E la scopre. Doveva arrivare un ragazzo belga di 26 anni (ho fatto una ricerca anch'io) per spiegarci che le femmine umane, potendo scegliere, preferiscono un fidanzato ricco a uno indigente. Bravo, complimenti a te e al tuo collaboratore (ci si sono messi in due). 

Come ho recentemente scritto, ma solo come esercizio per il corso di inglese, mi piacerebbe trasferirmi nel Regno Unito, a Newcastle per esempio. Ho bell'e pronte una decina di pensate eto-sociologiche di sicuro successo, tra cui: la gente preferisce vivere in case riscaldate piuttosto che in capanne con gli spifferi; gli esseri umani temono le malattie e preferiscono star bene in salute, e infine - ma questo merita una tesi di dottorato - che i maschi quando invecchiano si mettono i pantaloni corti e vorrebbero comprarsi la macchina sportiva.

produzione neuronale di ironica | 13/12/2007 17:22 | commenti (9)
giovedì, 06 dicembre 2007

Dentiful (a richiesta)

Riassunto delle puntate precedenti: dove ragazze, preferibilmente brasiliane e di bell'aspetto, incontrano maturi professionisti sposati, di aspetto trascurabile, ma con grandi ambizioni.

Avvicinandosi il Natale, la produzione ha voluto regalarci alcune puntate affannate e dense di avvenimenti. Dopo un periodo di preparazione in cui sono emersi nuovi personaggi, come l'Homo Ciellinus (HCl), una serie indefinita di segretarie in prova e una giovane dottoressa fuori sede, in questi giorni vari colpi di scena hanno animato lo studio (non televisivo) in cui passo alcune ore al giorno, quel tanto che basta per espiare qualche colpa evidentemente commessa in una vita precedente.

La trama è complessa ma nemmeno tanto originale. Un professionista ultra quarantenne (J.L.) locato nell'alta Italia (in Lombardia, ma di più non dirò) separato con figli, e con una giovane ex-compagna anche lei dentista (ops, mi è sfuggito) brasiliana d'ordinanza (credo che quel genere di professionisti sia obbligato dall'albo professionale ad avere amanti brasiliane) che chiameremo Kelly, s'invaghisce di una ancora più giovane dottoressa proveniente dal sud d'Italia che chiameremo per brevità Maria Concetta. Maria Concetta si confida con l'anziana, ma eccezionalmente saggia, intelligente, colta e molto affascinante Alex, che offre alla ragazza ascolto e sostegno e, da donna di mondo, le fornisce un consiglio prezioso: "Se ti piace, vai".

Le settimane trascorrono e le puntate pure, mentre assistiamo al corteggiamento sempre più pressante di J.L. nei confronti di Maria Concetta, sebbene quasi sempre separati da 327 chilometri. Proprio nel momento in cui Maria Concetta sembra convinta a cedere alle pressioni della passione di J.L., arriva Kelly dal Brasile con la valigia in mano pronta a trasferirsi in Italia, come lui le aveva chiesto precedentemente. Veniamo quindi a scoprire che la brasiliana non sapeva di essere ex, anzi non lo era affatto.

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Seconda parte.

Inquadratura sullo sguardo vacuo di J.L che non trova niente di meglio da fare, per levarsi di torno Kelly, che proporle un lavoro altrove, in un'altra città, in un altro studio. I più maliziosi avranno indovinato dove.

Così martedi scorso si è presentata questa bionda per un colloquio con HCl, il responsabile delle risorse umane. (L'unica cosa buona che ha fatto da quando è arrivato è introdurre l'uso di numerosi moduli da riempire, e io di questo gli sarò sempre grata). Quando è avvenuto l'incontro tra Maria Concetta e Kelly il ghiaccio è sceso sul centro storico della città, e la brasiliana sdegnata ha girato il suo notevole sedere evitando vistosamente di salutare la rivale.

La situazione è precipitata quando il capo e HCl, vispi e perspicaci come due Echinodermi estinti nel Paleozoico, dopo due giorni che vedevano Maria Concetta seminare lacrime e Kelly arrampicarsi sui muri pur di non incrociarla nei corridoi, hanno intuito che ci fosse sotto qualcosa (non gli sfugge nulla a quei due lì). Per farla breve, la situazione sembra essersi sbloccata dal momento che Kelly è tornata verso Nord con un nulla di fatto. In aggiunta, la bella ma povera (in senso metaforico) è poi stata invitata, da quel galantuomo di J.L., a tornare al suo continente perché lui ora ha da fare e insomma, dicevo per dire, e ciao.

Fine della puntata


Nel prossimo episodio (attenzione, spoiler): Maria Concetta ha un appuntamento con J.L. in un paese europeo che si affaccia sull'Oceano, per parlare e chiarirsi. Alex suggerisce che è più economico fare una telefonata, dimostrando senso pratico ma altrettanta scarsa fantasia. HCl, mosso da una morbosa curiosità, cerca di estirpare informazioni da Alex, che in cambio gli chiede di poter compilare i moduli per tutti i dipendenti.

produzione neuronale di ironica | 06/12/2007 17:46 | commenti (7)
venerdì, 30 novembre 2007

Il velo impietoso

Questa è la storia di Haidar Mahdi, un terrorista super-ricercato iracheno. Di lui non ho trovato altre notizie, non so quanti anni abbia, che cosa abbia combinato. So solo che è stato catturato per un eccesso di vanità.

Un gruppo di terroristi iracheni doveva effettuare un viaggio su un camioncino. Il problema che si poneva era come poter passare inosservati e svignarsela alla chetichella. Notizie certe, che so solo io, testimoniano che la prima scelta fosse la simulazione di un corteo funebre, ma che sia stato proprio il super-ricercato Haidar Mahdi ad opporsi, perché avrebbe dovuto viaggiare chiuso nella bara e questo lo avrebbe messo in un forte stato di ansia.

Il gruppo ha quindi optato per fittizi festeggiamenti di nozze. Anche in questo caso ho avuto una soffiata che mi ha rivelato la volontà di Haidar Mahdi stesso di interpretare il ruolo della sposa. Pare infatti che, oltre che claustrofobico, il terrorista sia anche molto vanesio. Qualcuno del gruppo ha tentato timidamente di dissuaderlo, offrendogli in cambio la parte di uno dei testimoni, osservando come il bianco non donasse al suo colorito, ma Mahdi ha insistito di voler indossare l'abito da sposa col velo (anzi, pare che sia stata proprio la prospettiva del copricapo di pizzo a fare impuntare il super-ricercato).

Quando sono passati da un posto di blocco vicino alla città di Taji, la polizia ha visto il camioncino addobbato coi fiori, palloncini e le lattine attaccate ai parafanghi e lì per lì non si è preoccupata, ma l'hanno fermato lo stesso (si chiama posto di blocco apposta), forse anche per fare gli auguri agli sposi. E qui, dopo un momento di perplessità, hanno arrestato tutto il gruppo, paggetti e invitati compresi. 

In questo momento Haidar Mahdi è in galera, e non sa capacitarsi di come abbiano potuto sgamare il suo travestimento. Ha già iniziato gli allenamenti per la prossima fuga: sarà una majorette della Banda Municipale di Baghdad.

produzione neuronale di ironica | 30/11/2007 21:00 | commenti (3)

 
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