giovedì, 30 ottobre 2003
zucca

Hallo-de che?

 

 

Perché dobbiamo scopiazzare gli americani? Cosa c’entriamo noi con le loro zucche vuote?

 

 

 

 

produzione neuronale di ironica | 30/10/2003 21:05 | commenti (4)
mercoledì, 29 ottobre 2003

De paura

 

La notizia del tapis roulant che ha stritolato una signora inglese, ha risvegliato antiche fobie.

 

Quando ero piccola avevo il terrore che mi rimanessero i piedi infilati dentro la fessura dove finiva l’ultimo scalino della scala mobile. Immaginavo cosa sarebbe successo se non avessi fatto in tempo a sollevare i piedi e ad atterrare sulla terra ferma: mi sarei infilata lentamente e inesorabilmente dentro, trascinata dalla scala. Sarei stata schiacciata e fatta a fettine sottili. Avvolta negli ingranaggi sarei morta con enormi sofferenze.

 

Non l’avevo mai ammesso, pensavo fosse una paura stupida. Ma ora, grazie a quello che è successo alla stazione di Roma Tiburtina, so che non era un pensiero da bambina scema.

 

Adesso aspetto che qualcuno verifichi l’esistenza del Fantasma Formaggino.

 

 

produzione neuronale di ironica | 29/10/2003 00:43 | commenti (7)
martedì, 28 ottobre 2003
castagne

LA GITA A MARRADI (FI) (Per la portinaia)

 

Domenica ore 8,55 arriva puntuale il Treno delle Castagne. Ciuff ciuff… La locomotiva a vapore modello 640 (detta la Signorina) nera, lucida e ansimante (le locomotive a vapore sono sempre ansimanti, l’ho letto nel libro delle letture delle elementari) fa il suo ingresso nella stazione di Castel S. Pietro (Bo).

 

Cerchiamo i nostri posti. Sono in uno scompartimento già occupato da altri sei gitanti saliti alla stazione di Bologna. Due coppie di mezza età con amica e una signora settantenne sola.

Ci hanno lasciato i posti di sguincio. Non siamo seduti vicini e neppure ci guardiamo negli occhi. Addio romanticismo, nemmeno per la manina possiamo tenerci. Meno male che non siamo adusi a certe smancerie. (Che culo, eh?)

 

Quasi tre ore di viaggio verso l’Appennino tosco-emiliano con nelle orecchie la parlata bolognese dei signori sui cinquant’anni - simpatica da morire - ma senza interruzioni. Veniamo a sapere lo stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione dell’appartamento di una loro, di come la signora spaiata sia bravissima nel riciclo di mobili per l’arredo di case per le vacanze, e apprendiamo che il modo migliore per punire chi imbratta i muri (cioè chi fa i murales) sono le frustate sulle chiappe nude.

 

Ad ogni sosta la banda (poteva mancare?) strombazza allegramente, il repertorio varia da "Hot Stuff" di Donna Summer a "Rosamunda" (Rosamunda, Rosamunda che magnifica serata sembra quasi preparata da una fata delicata…).

 

La signora più anziana che viaggia sola, ci chiede se, arrivati a Marradi, si può aggregare a noi per raggiungere il ristorante. Io deglutisco e m’impappino, lui più disinvolto tergiversa gentilmente ma decisamente. Così devono essere gli uomini, bravo. Arrivati a destinazione la seminiamo tra la folla.

 

Passin passino, attraversando il paese, arriviamo al ristorante per il pasto comunitario “Gruppo DopoLavoroFerroviario Faenza”. Le voci rimbombano nella sala. E’ tutto un fruscio di “escie” e di “zeta” sibilanti, ‘mo sciorbole… ‘mo dai… L’atmosfera è tra la festa di nozze e il pranzo aziendale (io non ho mai partecipato a pranzi aziendali e non so nemmeno se esistano i pranzi aziendali); il capogruppo, che somiglia a Gino Cervi da giovane, richiama all’ordine. Ora mi sento come in un film di Fellini.

 

Il cibo è buono, il vino pure. Io bevo, lui no. Io sono sobria e composta e lui, per ingannare i tempi delle attese, fa lo scemo, gioca con il cucchiaino e fa le smorfie.

Ora ti fotografo e poi ti metto sul blog. Lo devono sapere tutti con chi ho a che fare io.

Lui ride e continua. Ma dove sono capitata?

 

Finalmente verso le 14,30 siamo liberi. Possiamo gettarci nel pigia pigia della sagra. Sono tranquilla, io lui non lo perdo (è molto alto), così mi soffermo a tutte le bancarelle di prodotti tipici di stagione della zona: bigiotteria, maglioni peruviani, pancottiglia cinese, affetta-verdure (venghino venghino siore, guardare non costa nulla e non fa rimanere incinta…).

 

Tra spintoni e artisti da strada (nel senso che se pensano di essere artisti quelli, è giusto che stiano per la strada) il pomeriggio si avvia verso il declino, e noi ci avviamo verso il treno.

 

I nostri coinquilini dello scompartimento sono già lì (da un’ora ci dicono), e stavolta ci hanno concesso due posti vicini. Così avrei potuto reclinare il capino e dormire sulla sua possente spalla.

 

Ma i bolognesi hanno in serbo una sorpresa. Appena il treno riparte, spunta un mazzo di carte e inizia la partita a briscola più rumorosa a cui abbia mai assistito in un treno.

La signora anziana chiede, facendo finta di scherzare, se possono spengere la luce così lei può dormire. Uno sguardo la fulmina. Poi ridono.

 

Stanchi ma felici (che sia finita la gita) torniamo a casa.

 

E tra due settimane ci risiamo. Ma stavolta si va nella bella provincia di Siena per la Sagra del Tartufo. Col treno a vapore anche stavolta. Perché a lui piacciono i treni.

 

Se non è amore questo…

 

P.S. Prima che qualcuno me lo chieda, la foto gliel'ho fatta, e ho anche provato a postarla. Ma non funziona il link. A richiesta, la invio privatamente.

 

produzione neuronale di ironica | 28/10/2003 13:34 | commenti (8)
lunedì, 27 ottobre 2003

Se

Se non fossi contraria ai blog-diaristici racconterei che sono ieri sono stata a Marradi, alla Sagra delle Castagne, col trenino a vapore.

Se non fossi contraria ai blog-intimisti racconterei che sto passando un periodo molto inquieto e preoccupato.

Se non fossi contraria a spiattellare i fatti miei in pubblico racconterei anche il perché.

Ma sono contraria, e poi mi sa che stasera esco.

 

produzione neuronale di ironica | 27/10/2003 20:40 | commenti (6)
domenica, 26 ottobre 2003
Rubrica ROOKIE - parola di Exe

Mi intrometto di nuovo per farvi partecipi dei miei progressi automobilistici. Ho iniziato le guide.
Noto con preoccupazione, ansia e iperventilazione che ho difficoltà a girare a sinistra agli incroci...
Adesso capisco come si sentiva Derek Zoolander sulle passerelle ("Non sono ambigiro!"). ^_^

produzione neuronale di exe | 26/10/2003 17:19 | commenti (5)
sabato, 25 ottobre 2003
quishow

La vita è tutta un quiz

 

Come i più affezionati avranno capito… (no no è terribile, scrivo come una che pensa di essere letta).

 

Insomma sono alla ricerca di un lavoro.

O meglio, sto cercando un modo per avere dei soldi con cui vivere.

 

Ho provato anche con i quiz. Fin da molto giovane ci ho provato. Ho partecipato a un quiz radiofonico alla RAI (proprio nella mitica via Asiago10) e con la vincita mi comprai l’impianto Stereo (è ancora lì, impavido, la radio non prende più tutti i canali e il giradischi mi serve come piano d’appoggio). Ho ancora la registrazione, e la cosa più emozionante è ascoltare Harrison Ford (cioè il suo doppiatore Michele Gammino) che mi faceva le domande. Non diventai campionessa della settimana perché non seppi rispondere al domandone finale, che era il titolo dell’ultimo album di Julio Iglesias. Avevo 22 anni, e Julio Iglesias mi faceva rispettosamente schifo. Da allora mi sta anche un tantino antipatico.

 

Qualche mese dopo partecipai a Help! (Canale 5) e vinsi anche un paio di puntate, ma la fregatura era che i milioni erano virtuali. Mi ritrovai la casa piena di elettrodomestici (il mio phon da viaggio ha un biscione sull’impugnatura).

 

L’ultimo tentativo (per ora) risale a un anno fa. Ma alla ruota finale di Passaparola persi (abbastanza decorosamente, ma persi). Tutti noi concorrenti eravamo terrorizzati dall’idea che ci capitasse in squadra Flavia Vento o un qualche attore delle fiction. A me andò bene tutto sommato. In squadra avevo Umberto Smaila e una ex-letterina (quella che era fidanzata col figlio della Parietti).

 

Ovviamente non demordo.

Continuerò a mandare curricula alle aziende e domande di partecipazione ai quiz.

 

Intanto, se a qualcuno interessasse, vendo scatola originale del gioco “Passaparola” mai usato. Prezzo conveniente.

 

produzione neuronale di ironica | 25/10/2003 00:05 | commenti (8)
venerdì, 24 ottobre 2003

Il cacciatore di teste

cacciatoreL'esperto in Risorse Umane: ... e mi dica... com'è la sua situazione... è sposata?

Io (la preda): No.

Lui: ... figli?

Io: No.

Lui (prendendo appunti): .... single.

Ma questo sillogismo da quale parte del cervello se l'è cavato?

 

produzione neuronale di ironica | 24/10/2003 20:50 | commenti (3)

Chi mi ha visto?

Ho perso le tracce di me stessa. Non do' segni di vita. L'ultima volta mi sono avvistata nello specchio mercoledì scorso alle ore 8,15. Indossavo un pigiama grigio, faccia verdolina e capelli castani incolti.

Chi avesse notizie è pregato di scrivere in redazione.

Ironica.

produzione neuronale di ironica | 24/10/2003 12:53 | commenti (2)
martedì, 21 ottobre 2003

«Chi li ha visti? »: DIANA EST

 

Chi la ricorda? Incise un paio di 45 giri tra il 1982 e il 1983, e poi non se ne sentì più parlare. Il primo disco conteneva due canzoni di Enrico Ruggeri: “Tenax” e “Le Louvre”, che ebbero un buon successo.

 

Aveva i capelli corti a caschetto (stile Vergottini), e si esibiva in mini-peplo bianco drappeggiato frutto di chissà quale studio di immagine (che allora iniziò a chiamarsi “look”). Il nesso in realtà stava nelle strofe in latino di Tenax, un pezzo in perfetto stile anni ’80, molto elettronico. La mia capacità di critica musicale termina qui.

 

Cantava con una vocina di testa (quasi di gola), con accento milanese e in sottofondo si sente una seconda voce, forse il suggeritore. Mi sarebbe piaciuto aggiungere un link per poter far ascoltare la canzone, ma per fare questo mi occorre qualche altro mese di studio.

In mancanza di altro ecco il testo (incompleto) della canzone.

 

tenax

Una notte estetica, un inconscio fragile

La finzione scenica, psicanalizzatemi

Una nuova immagine

Per un sogno complice

Non è più credibile la normalità.

 

Forse è già mattino e non lo so

Un mondo latino inventerò

Tenax, Tena-Tenax

 

(…)*

 

I capelli immobili con disegni statici

Ed un trucco energico da guardare subito

Val la pena vivere solo dalle 11

Posso solo ridere nell’oscurità

 

Forse è già mattino e non lo so

Un mondo latino inventerò

Tenax, Tena-Tenax

 

(…)*

 

Forse è già mattino e non lo so

Un mondo latino inventerò

Tenax, Tena-Tenax

 

*Strofe in latino che non sono riuscita a trascrivere dalla canzone.

 

Non so dove sia e cosa faccia ora Diana Est, forse ha quattro bambini e canta solo sotto la doccia (il che è cosa buona e giusta).

 

produzione neuronale di ironica | 21/10/2003 18:54 | commenti (15)

Forse è già mattino e non lo so(*).

 

A Firenze c’è una discoteca che si chiama Tenax, come la brillantina che si usava negli anni ’50.

Orbene, questo locale nacque all’inizio degli anni ’80, quando la città ribolliva di fermenti rockettari e nacquero diversi gruppi che ebbero una qualche fama.

 

Tanto per citarne uno, in quegli anni affondano le origini dei Litfiba con l’allora ventenne Piero Pelù. Precedentemente aveva militato in un gruppo che si chiamava Mugnion’s (che si faceva pubblicità scrivendo sui muri della città Mugnion’s rock).

Erano compagni di classe. Miei, anche. Per questo me li ricordo.

 

Comunque il Tenax ha ovviamente subito mutamenti nel corso degli anni, dei quali io sono quasi del tutto all’oscuro, essendo stata la mia frequentazione del suddetto locale molto limitata (una sola volta a vedere un saggio di danze rinascimentali; pare una battuta ma è la verità) e il mio interesse pari a 10 (in una scala da zero a diecimila).

 

Recentemente però la mia attenzione per il Tenax è stata risvegliata in seguito a una simpatica trovata di un creativo, a cui è stato dato il nome (alla trovata, non al creativo) di WWC, che sta per Wonderful Water Closet. In pratica i cessi al Tenax hanno le pareti trasparenti.

 

Son cose da sapere.

 

Andrò a cercare il nome del genio, non è giusto che resti nell’anonimato.

 

Nel frattempo scusate, ma devo andare a lavarmi le mani. E chiuderò la porta a chiave.

 

(*) quiz senza premi: Chi riconosce il nesso?

produzione neuronale di ironica | 21/10/2003 01:05 | commenti (25)
lunedì, 20 ottobre 2003

FILM IN TV (20-24 ottobre)

lunedì: Omicidio a luci rosse, di Brian De Palma (Rete 4 ore 0.35)

martedì: Corto Maltese (cartoni) (Rai 3 ore 23.40)

mercoledì: Totò nella fossa dei leoni (Rete 4, ore 2.20)

giovedì: The Others, di A. Amenabar (Rai 2 ore 21.00)

venerdi: Lola corre di Tom Tykwer (Rai 2 ore 23.45)

lolac

 

 

 

 

 













produzione neuronale di ironica | 20/10/2003 13:39 | commenti (8)

LACCADEMIA

Io non sono d'accordo. Per me il plurale di euro è euro. Non pagherò mai chi mi chiede degli euri.

E sto pensando anche di togliere il saluto a chi pronuncia "euri". Devo soltando decidere cosa togliere a chi sbaglia i congiuntivi.

P.S.: Accademia della Crusca.


produzione neuronale di ironica | 20/10/2003 13:18 | commenti (11)

Tutta crusca

tutta cruscaBuongiorno.
Premetto subito: rispetto il lavoro di chi lavora all'Università della Crusca e non ho nulla da ridire su di loro, nemmeno se andassero a lavorare con il maglione sopra la camicia tenuta fuori dai pantaloni.
Quando ho sentito "della Crusca" per la prima volta (stanotte) ho pensato che fosse un dispregiativo, quasi, ma non del tutto, come a volerla indicare l'accademia della cafoneria o come un ex capannone per l'allevamento del bestiame. Metto un po' di lato la questione dell'importanza di definire e mantenere la purezza della lingua nostrana per affrontare un paio di problemi ben più seri.
Il primo è che degli esseri impuri, non in quanto lavoratori alla Crusca, ma in quanto lavoratori e basta (se l'uomo fosse puro non lavorerebbe, la purezza è qualcosa di avvicinabile al rapporto che c'è tra il suolo e i lombrichi e tra i lombrichi e i merli, intendo merli quelli che volano, ma è solo avvicinabile, essendo noi creature impure non possiamo percepire del tutto il significato della purezza assoluta, e poi non siamo nemmeno assoluti), degli esseri impuri si permettono di definire la purezza, alla quale i cittadini si devono attenere per la comunicazione.
Ma in fondo in fondo non è nemmeno un problema, ritengo la questione relegata all'eleganza dello scrivere e del parlare, al fascino di usare la lingua senza storture, così come il muratore usufruisce della bolla per costruire senza storture, seguendo regole di ferro immuni alla ruggine (esclusa la ruggine indotta dall'alcool).
Ma potrebbe essere elegante e fascinoso l'uso relativamente improprio della lingua e personalmente più corretto musicalmente. Quindi, invito tutti i lettori a disimparare ciò che la Crusca ha insegnato, ma solo in merito alla faccenda dell'euro: euro non deve più essere invariabile, ma al plurale deve diventare EURI, ripeto: EURI o se pensate che sia un dispetto alla Crusca, scrivetelo euros.
Il secondo problema non me lo ricordo più.







produzione neuronale di ohmygod | 20/10/2003 11:45 | commenti
sabato, 18 ottobre 2003
Piccole navigatrici crescono

Grazie ohmygod.

produzione neuronale di ironica | 18/10/2003 20:33 | commenti

Metti una mattina in libreria

Achille pie' veloce - Stefano Benni

Ninna Nanna - Chuck Palahniuk

Solomon Gursky è stato qui - Mordecai Richler

Stupid White Men - Michael Moore

Totale: 54,65 € (al netto dello sconto di 7,85 €) libri

produzione neuronale di ironica | 18/10/2003 15:49 | commenti (3)
venerdì, 17 ottobre 2003

stenterello La porti un bacione a Firenze.

Estrahomunithari di tutt'i mmondo che vvu' state a Firenze, si vvu' volethe passare l'esame che qui' bischero di Bossi vòle farvi fare, v'insegno io.

Vi fo un prezzo bòno e vi preparo anche la merenda (fettunta, ribollita e un pohino di vino).

 

Traduzione: Offronsi lezioni di idioma fiorentino, prezzi modici, trattamento familiare.

produzione neuronale di ironica | 17/10/2003 13:31 | commenti (5)
giovedì, 16 ottobre 2003
achille BRAVO BENNI!

 

Prima facendo capolino tra le colonne della libreria, e poi avanzando con l’aria del finto timido, Stefano Benni ha fatto la sua apparizione puntualmente alle 18 davanti a un pubblico attento e preventivamente libromunito. Molti giovani e giovanissimi, qualche suo coetaneo, e in mezzo io.

 

Avevano preparato il microfono con l’asta piegata, come quando canta Guccini (ma non c’era il fiasco), e quando si è seduto pensavo davvero che cantasse qualcosa.

 

Benni ha esordito celebrando il crescente interesse verso la lettura (non condivisa dai nostri governanti, Bossi ha dichiarato che due anni fa ha comprato un libro, ma siccome  non  c’erano le figure da colorare non l’ha letto), che non è affatto vero che la gente legga meno. Da quando c’è Internet si vendono più libri, e la televisione ha perso il 15%. Tie’ (eseguendo impeccabilmente l’opportuno gesto di accompagnamento).

 

E’ stato sufficientemente umoristico, con qualche inevitabile battuta su Berlusconi, Bush e i rispettivi cani. Dice Bush che quando deve prendere una decisione importante sta da solo col suo cane. Ma ve l’immaginate Bush che parla col cane: Che dici, invadiamo l’Iraq? I cani sono pacifici, non si è mai visto un cane su un bombardiere. I trichechi invece li hanno addestrati per attaccare. Ferrara è preoccupato.

 

Costretto da una signora un po’ rompiballe ad alzarsi (perché altrimenti non gli vedeva la bocca) ha introdotto e poi letto alcuni passi del suo ultimo romanzo “Achille pie’ veloce”.

 

Un uomo anziano si è avvicinato al ragazzo dietro di me:

-          Chi è costui?

Il ragazzo ha sussurrato:-  Stefano Benni.

-          Chi?

-          Benni.

-          Ah…

Era evidente che il nome non gli diceva niente, e neppure il cognome.

 

La signora rompiballe ha poi chiesto l’autografo prima che finisse la lettura perché doveva andare via, suscitando un mormorio di disapprovazione da parte della platea. Questi tipi io un po’ li invidio. Io piuttosto di fare un gesto simile preferirei subire una tortura fisica che lascia segni visibili.

 

Alla fine ho deciso che lo comprerò il libro, ma in un’altra libreria perché ho la tessera per lo sconto.
produzione neuronale di ironica | 16/10/2003 21:48 | commenti (15)
mercoledì, 15 ottobre 2003

Benvenuto

magritte1

 

 

 Grazie a ohmygod.

produzione neuronale di ironica | 15/10/2003 20:16 | commenti (4)

Sfacciarsi.

Non voglio lanciare nessuna crociata contro chi si rade la faccia per togliere barba e baffi.  Ognuno è libero di mostrarsi come gli pare e di investire quanto tempo vuole in una sacrosanta cura del viso o, in determinati casi, nel fanatismo estetico di cui è succube.

 

Lancio la crociata, invece, contro l'attività del radersi in sé, per ragioni personali che spiegherò oltre.

 

Certo è che l'arte del radersi trova la sua espressione nella professione del barbiere, il quale, se talentuoso e di ottima tecnica, con un rasoio può lisciare la faccia come pochi artigiani autodidatti sanno fare, dando copiosamente la merda, tanto per intenderci, ai rasoi elettrici, così veloci quanto impersonali e indifferenti alla geografia del viso.

 

 Io, però, mi rompo il cazzo di andare dal barbiere, di attendere il turno e di non riuscire a tollerare la musica irritante che manda il suo impianto. Una volta o due nella vita si può fare, tanto per dire di aver fatto anche questo, ma poi basta.

 

Una soluzione è quella di tagliarsi i capelli da soli.

Per un anno, dopo aver salutato per l'ultima volta il barbiere dell'infanzia senza che lui sapesse che fosse l'ultima volta, ho usato un rasoio elettrico che mi tagliava i capelli a due millimetri d’altezza, ma ancora adesso non riesco a configurare la rottura di coglioni che rappresentava tale fatica. Infatti, se i capelli davanti e ai lati erano rasati per bene, sopra e dietro rimanevano come delle concentrazioni di capelli di tre o quattro millimetri più lunghi, per non parlare della cunetta, a forma di tornado visto dal satellite, che resisteva proprio sulla rosa. Passavo un'ora, dico un'ora, insistendo per avere una tosatura perfetta.

E' una cosa che si può fare due, tre volte nella vita, tanto per non avere rimorsi, ma poi basta.

 

Oggi che ho mollato rasoi e barbieri da ben quattro anni, mi sento un quasi uomo felice. Quel “quasi” sono cazzi miei, naturalmente. Comunque, felice sì, ma non del tutto soddisfatto. E' rimasta la maledizione di barba e baffi.

Le basette vanno via subito, anche senz'acqua e col rasoio incrostato da mesi. Il resto del pelame sono costretto a tosarlo a due millimetri con la macchinetta. Potrei lasciarlo così, pulito e uniforme, ma sembra una cosa troppo ricercata.

 

Già, quelle barbette ben tagliate, mai troppo lunghe né troppo corte, né incolte, né spontanee, proprio ricercate, fanno cagare. Come se l'autore volesse dire “hai visto come sono bravo a giocare col rasoio?”.

In realtà vuole dimostrare di avere cura e attenzione della propria immagine senza dirlo a voce (non gli crederebbe nessuno), impressione che gli osservatori estendono a tutte le cose del suo mondo, lavoro compreso. Questo li rende subdoli, perché appaiono capaci di fare le cose, ma il fine è proprio quello di apparire capaci senza esserlo e i risultati, nel lavoro, si vedono bene.

Ma questa è un'altra crociata.

 

ohmygod!Dopo l’uso della macchinetta la mia forza di volontà insiste ad usare il rasoio a mano contro l'istinto di sopravvivenza e vince.

Tagliarsi i peli, durissimi, ben saldi alla radice, è fonte di dolori disumani. E' inutile andarci piano, perché il pelo non si taglierebbe, verrebbe invece tirato dalla sua sede e farebbe male. Dopo dieci minuti che cerco di abituarmi al dolore decido di dare un colpo netto di rasoio. Allora chiudo gli occhi, assumo spontaneamente il volto dell'ansia e della paura, come se aspettassi una strage appena annunciata e imminente, e zac! emetto un urlo smorzato, divento paonazzo. La fronte suda e mi lacrimano gli occhi. Guardo il risultato ed effettivamente la pelle in quel punto è liscia. Arrossata, ma liscia. Prendo fiato, aspetto che il cuore si rilassi. Spalmo ancora più schiuma e ripeto l'operazione un'altra dozzina di volte. Una tortura di almeno mezz'ora.

Poi però non è mica finita. Qua e là rimangono alcune sacche di resistenza. Non fanno tanto male, però devo andarci raschiandomi la faccia con la lama per tagliare tutti i peli rimasti, altrimenti non si tagliano. E' questa la fase in cui la pelle già arrossata non ce la fa più e si squarcia, un po' dappertutto appaiono i segni della trasfigurazione. E' per questo che compio tale mestiere alla sera, così di notte aspetto che si incrosti tutto e la mattina sciacquo lasciando qualche segno impercettibile e lo sguardo solcato dalla sofferenza (vedere foto qui a destra, gentilmente scattatami da mia sorella alle sette del mattino).

Lo eseguo una volta al mese, non di più altrimenti a lavoro si dimenticano qual è la mia vera faccia.

 

Ora però non so più bene contro chi o cosa lanciare la crociata, probabilmente dovrei farlo contro me stesso e libererei gran parte dei miei sepolcri. Incolpare le restrizioni della società e le pressioni psicologiche provenienti dell'esterno mi sembra subdolo e mi sa di plagio millenario.

 

E comunque, vaffanculo.

 

produzione neuronale di ohmygod | 15/10/2003 20:03 | commenti (5)

PER TUTTE LE ZITELLE (bis)

 

Un articolo (http://www.repubblica.it/2003/j/sezioni/esteri/unmarried/trovamarito/trovamarito.html) da non perdere!

 

Over 35 a caccia di marito? E' una questione di marketing
Se si ambisce all'altare le single devono sapersi vendere
come un detersivo o un jeans: "Essere un logo, non merce"

Ma, a parte la terminologia, non è sempre stato così?





produzione neuronale di ironica | 15/10/2003 15:17 | commenti
martedì, 14 ottobre 2003

Ma che bella pensata.

Un "pub" di Amburgo ha aperto un "deposito" per consorti stufi di seguire le mogli per negozi. Vengono lasciati con regolare ricevuta e possono bere, giocare, socializzare, far bricolage, guardare lo sport in tv. Poi le donne passano a ritirarli. (http://www.repubblica.it/2003/j/sezioni/esteri/mariti/mariti/mariti.html).

Questa proprio non la capisco.

Non potrebbero restare a casa, oppure uscire con gli amici, oppure fare qualsiasi altra cosa abbiano voglia di fare? Che senso ha uscire col marito e poi lasciarlo all'asilo?

E per quale arcana ragione un uomo dovrebbe accettare di essere trattato così?

produzione neuronale di ironica | 14/10/2003 23:44 | commenti (8)

Dimmi chi linki...

Quando entro per la prima volta in un blog, guardo subito i link.

Se non c'è il blog della Lucarelli lo leggo più volentieri. Chissà perché...

produzione neuronale di ironica | 14/10/2003 18:14 | commenti (12)

Paradossi

Oggi sono in vacanza, il docente del corso sulla sicurezza si è infortunato. segnale

 

 

produzione neuronale di ironica | 14/10/2003 14:28 | commenti (12)

(rivisto stasera) Le verità nascoste

movie  Un thriller di cui già nella locandina si suggerisce dove sta l'inghippo. "Lui era un marito perfetto finché il suo unico errore lo seguì nella sua casa" (E allora ditelo...)

 Harrison Ford tenta in tutti i modi (cattivissimo) di ammazzare la moglie Michelle Pfeiffer. Che viene salvata in extremis dalla di lui giovane amante morta ammazzata (indovinate da chi).

 E poi nell'ultima scena lei porta una rosa rosso sangue sulla tomba coperta di candida neve della povera morticina (un po' zoccola però).

 Raro esempio di solidarietà femminile.

produzione neuronale di ironica | 14/10/2003 00:10 | commenti (2)
lunedì, 13 ottobre 2003

SALUTO IN CODICE.hello

 

 

 

Buon lavoro, ragazze.

produzione neuronale di ironica | 13/10/2003 20:51 | commenti (3)
ROOKIE

Sono una novella bloggara, ancora non so bene come regolarmi a livello grafico (mi informerò, non voglio rovinare queste belle pagine con un carattere scialbo come questo... però a guardarlo bene, a me piace), ma volevo rendervi partecipi delle mie perplessità, tra cui una svetta con imponenza. Perchè il test per l'esame teorico della patente non può essere più ridotto invece di contenere mille e mille domande, magari evitando quiz come "Per ridurre il rumore emesso dai veicoli a motore è necessario [tra le risposte] -introdurre paglietta di ferro nella marmitta [o, ancora meglio] -utilizzare la tromba bitonale solo sulle strade di montagna"??? Poi vabè, la tromba bitonale la mettono in mezzo in qualunque argomento, me fa schiattà, eheh! Buonanotte ^_^

produzione neuronale di exe | 13/10/2003 00:35 | commenti (11)
domenica, 12 ottobre 2003

Domenica in_nominato

 

«Dite pure “Basta” a ciò che vi pare, ma non lo dite in faccia a Berlusconi. E in ogni caso nessuno lo saprà mai. “E’ così, non ci saranno nomi e cognomi nella classifica dei “Basta” in questa puntata». Lo conferma Paolo Bonolis, conduttore di Domenica In. (l’Unità)

 

Dunque non potrà essere più nominato. Cercasi modi alternativi per aggirare l’ostacolo.

 

Alcuni esempi:

  • Classico: il nano pelato;
  • Aziendale: il fondatore di Fininvest;
  • Musicale: il paroliere di Mariano Apicella;
  • Edile: il costruttore di Milano 2 e 3;