martedì, 30 dicembre 2003

AGENDA

 

Letteralmente significa “cose da fare”, e se è confortante all’inizio vedere quei fogli bianchi, senza doveri ne’ obblighi scanditi dalle mezzore, mi viene da chiedermi come saranno in realtà quei giorni che ora appaiono così innocenti e silenziosi.

 

La mia agenda va dalle ore otto alle ore ventidue, e per una pigra come me l’elenco di tutte quelle ore è una vertigine, e mi fa sentire stanca solo a vedere tutte quelle righine.

 

Ho sempre avuto una passione per le agende. Quest’anno l’ho comprata con la copertina rossa, unica deroga alla tradizionale agendina settimanale svizzera con le cartine geografiche a colori, i patroni dei capoluoghi di provincia, il mai usato prospetto delle entrate e uscite mensili e l’inquietante elenco di “tutto ciò che occorre per un viaggio”.

 

Poi ne ho una più grande, regalata consegnata dalla banca (figuriamoci se quelli regalano davvero qualcosa). Dovrebbe essere una specie di diario, ma poi ci faccio solo i ghirigori mentre telefono.

 

In realtà a me non serve molto un’agenda. Figuriamoci due. I miei impegni me li ricordo tutti a memoria, anche le scadenze e gli appuntamenti. Però mi fa sentire sicura, li scrivo perché così anche se non ci penso non li dimentico. A meno che non dimentichi di leggere.

 

In fondo c’è la rubrica amovibile, per poter riciclare quella dell’anno prima. Ma io li riscrivo i nomi, così faccio una selezione. Ultimamente li rimetto sempre tutti però, mi sono abbastanza stabilizzata nelle conoscenze e poi se cancello qualcuno mi sento in colpa.

 

Quando scrivo gli indirizzi nella rubrica mi viene sempre in mente quel personaggio di Verdone che nella sua rubrica aveva alla “S” Stadio Olimpico, e alla “O” Olimpico Stadio. Fa ridere ma è anche molto triste.

 

Da ragazzina usavo l’agenda come diario scolastico, ci facevo i disegnini e ci appiccicavo i biglietti dei concerti e degli spettacoli che andavo a vedere. Li ho conservati fino a pochi anni fa, e poi li ho distrutti tutti insieme, come in un atto di crescita catartica (e poi mi serviva spazio per la carta della stampante).

 

Ho già scritto qualcosa nella mia agenda nuova. Il treno di venerdi, il pranzo di domenica, gli appuntamenti del 9. Il 9, già. C’è un’altra scadenza quel giorno, la mia. Ma quella non la scrivo, casomai riuscissi a dimenticarla…

 

produzione neuronale di ironica | 30/12/2003 15:17 | commenti (11)
lunedì, 29 dicembre 2003

IMBECILLI

Dopo 44 anni l'Annunziata e Del Noce hanno deciso di non trasmettere in diretta il Concerto di Capodanno da Vienna. Dice lei "E' un discorso di identità nazionale", dice lui "basta ai soliti valzer, la solita musica di Radetzky".

A me piaceva, era rassicurante proprio perché era la solita musica.

produzione neuronale di ironica | 29/12/2003 21:11 | commenti (8)
venerdì, 26 dicembre 2003

PUBBLICITA' (aggiornamento del 29/12/03)

Su Clinamen la prima e la seconda puntata di "Lettere dal fronte". Sempre più imperdibile!

E come dice il Poeta... Non c'è niente da capire...

produzione neuronale di ironica | 26/12/2003 13:52 | commenti (1)

Da Natale a Santo Stefano

 

Era la durata dei giocattoli che ci regalavano da bambini. Così dicevano i genitori e i nonni. Ovviamente per me non valeva, io non distruggevo, io custodivo, cullavo e curavo.

 

Ho letto in giro un sacco di queruli commenti su quanto sia triste il Natale. L’ho detto anch’io, ma ho cambiato idea. E’ triste come qualsiasi altro giorno, se uno ci si mette d’impegno.

Io mi sono impegnata nell’altra direzione e non è stato affatto un giorno triste. Sono stata in compagnia, ho riso, ho visto un bel film e il tempo è trascorso serenamente. Anche senza pargoli nelle vicinanze (o forse proprio per quello).

 

E’ come per la noia. Uno ce l’ha dentro oppure no. Io no.

 

Bisogna smetterla di dire che la colpa è della società. Anche se è vero.

 

E ora… pronti, partenza… via! Si dia inizio alla consueta bordata di improperi e lamentazioni contro il fatidico e famigerato "Ultimo dell’Anno". Che poi è ancora meno giustificato del Natale, perché dura molto meno, e con un buon libro e un paio di calzini di lana scorre via che è un piacere. Provare per credere.

 

 

produzione neuronale di ironica | 26/12/2003 11:57 | commenti (7)
mercoledì, 24 dicembre 2003

 E se Natale devessereNatale sia!

xmas

 

Ci siamo.

 

E’ partita l’operazione “ripieno”. Le crepes sono già state fatte, il dolce è programmato.

 

Io sono addetta ai segnaposti (siamo solo sei, manco ci fosse il pericolo di perdersi intorno al tavolo…) e all’apparecchiatura (sono l’artista di famiglia, io).

 

Per il cammello ripieno ci stiamo attrezzando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

auguri

produzione neuronale di ironica | 24/12/2003 15:19 | commenti (5)
martedì, 23 dicembre 2003

Disguido TV

 

Perché tutti gli anni, inesorabilmente, alla televisione in questo periodo danno sempre le stesse cose? Perché il Circo dovrebbe essere uno spettacolo natalizio? Perché dovrei rivedere Tutti insieme appassionatamente? Perché in prima serata fanno i film di Walt Disney?

 

 

E perché quest’anno non mi fanno rivedere né Operazione sottovesteSette spose per sette fratelli? Che sono queste novità? Da quando non si rispettano le tradizioni?

 

 

 

produzione neuronale di ironica | 23/12/2003 14:44 | commenti (16)
lunedì, 22 dicembre 2003

MACCHINE RIBELLI

 

Ci sono cose che mi fanno saltare i nervi.

 

Per esempio quando qualcosa smette di funzionare senza un perché e senza un percome. Un apparecchio, una macchina, un qualsiasi meccanismo che non va… mi rende molto, molto nervosa.

 

Non mi spaventa usare un martello, un cacciavite, una pinza… non perdo il coraggio di fronte a un libretto di istruzioni, anche se complicato e in dodici lingue escluso l’italiano. Io devo capire come funzionano le cose, voglio poter intervenire e ripristinare l’Ordine Universale.

 

La ruota deve girare, la lampadina deve illuminare, l’ingranaggio deve ingranare. Queste sono le regole e vanno rispettate. Sono cose che mi danno sicurezza, mi fanno essere serena: voglio aprire la porta… clac, la maniglia cede obbediente; mi servono i contanti… tic tic tic… il bancomat sputa fuori i denari; devo parlare con qualcuno… drin drin… il telefono prende la linea e subito mi rispondono.

 

Avevo fatto i miei piani stasera. C’era il mio bel Musical da rivedere, coi sottotitoli da cantare, e invece no. Il lettore dvd del televisore è impazzito. Non risponde ai miei imperiosi ma ragionevoli comandi: apriti, prendi il dvd che ti do’ e chiuditi, ora riproduci.

 

Continua ad aprire e chiudere quella boccaccia sbeffeggiante senza alcuna logica. Prende il disco e lo risputa irriverente alla sua Padrona che sono io.

 

Medito vendetta, e presto l’apparecchio ribelle me la pagherà. Dovrà piegarsi ai miei voleri, o finire la sua (purtroppo) breve vita nell’ignominia di un cassonetto.

 

produzione neuronale di ironica | 22/12/2003 22:35 | commenti (6)

I GIOCHI DELL'OCA (edizione natalizia)

Di che film si tratta?

- Sai una cosa? Presto avremo un bambino.

- Scherzi?

- No, avremo proprio un bambino: me l’ha detto il dottore, è sicuro. Sarà il mio regalo per Natale.

- Ma a me bastava una cravatta!

 

Tanto per non cambiare, anche stavolta il prof. Polenta ha individuato il film giusto: "Prendi i soldi e scappa".

 

produzione neuronale di ironica | 22/12/2003 18:14 | commenti (5)
domenica, 21 dicembre 2003

NATALE, CHE PACCO

 

Mentre arranco nello stretto corridoio del vagone n° 7 dell’Eurostar 9464, resto bloccata dalle consuete grandi manovre.

- Io ho il 47 e il 42 ma per stare col bambino l’ho fatto sedere accanto a me.

- Il posto 45 è mio.

- Le dispiacerebbe sedersi lì?

- Va bene…

- Il signore che numero ha?

- Il 48 ma ho ceduto il posto alla signora…

- Allora io mi posso sedere al 46…

 

La scatola natalizia piena di calorosissimi prodotti alimentari mi pesa nella mano sinistra, la borsa da viaggio mi sta staccando la spalla destra. Con falsa cortesia digrigno un:

- Scusate, ma se intanto mi fate passare, tolgo il disturbo…

La signora del 45 ha le valigie incastrate nel corridoio.

 

Riesco a trascinarmi oltre all’ingorgo sibilando ingrugnita: - Se ognuno si sedesse al suo posto…

La signora bionda seduta mi sente:- Abbiamo pazienza, che sta per arrivare Natale e bisogna essere buoni.

La mia risposta è immediata, come non avrei mai sospettato:

- Io non sono mai buona. Soprattutto a Natale.

 

Ci sarebbe stata bene una risata demoniaca, ma tutte quelle decorazioni natalizie sulla scatola mi avrebbero sbugiardato. L’anno prossimo la travesto da pacco anonimo, come per le spedizioni dei sexy shop.

 

produzione neuronale di ironica | 21/12/2003 21:19 | commenti (12)
venerdì, 19 dicembre 2003

Pensierino senza un perché e senza un percome.

Non sopporto chi si vanta di non pagare le tasse. Compreso il canone RAI.

produzione neuronale di ironica | 19/12/2003 19:21 | commenti (6)

QUIZ V.M.40 (CIRCA)

 

 

Chi sono i ragazzi nella foto?

 

produzione neuronale di ironica | 19/12/2003 14:03 | commenti (7)
giovedì, 18 dicembre 2003

COLTA IN FALLO (replica – per rispondere a una domanda relativa al post precedente)

 

Per un certo periodo ho lavorato nell’unità di Andrologia.

 

Veramente io non avevo molto a che fare con lo specifico della questione, e mi limitavo a pasticciare con cellule e tessuti giocando alla giovane ricercatrice che ci crede.

 

La biologa con cui lavoravo invece faceva gli spermiogrammi, che sono quegli esami in cui un povero cristo (o una povera crista) quasi sempre laureato, e con scuola di specializzazione, conta e controlla i movimenti degli spermatozoi appena prodotti da un tizio molto imbarazzato nel bagno al piano terra.

 

Non è certamente un esame come tutti gli altri. Anche perché ci sono delle regole da seguire prima di fare il prelievo. E già comunicarle non è sempre semplicissimo.

- Si presenti qui entro le otto e trenta. Ricordi che deve osservare un’astensione di non meno di tre giorni e non più di sette.

Silenzio. Sguardo attonito del paziente: - Non devo mangiare carne?

 

Altro caso. Stavolta viene chiarito che l’astensione è dai rapporti sessuali.

Madre che prende l’appuntamento per il figlio diciottenne:- Ma mio figlio non è sposato!

 

Un giorno mi chiamano e mi trovo di fronte una specie di Fonzie anni ‘90, jeans, giubbotto di pelle nera e ciuffetto, che, masticando la cilingumma e dondolandosi sugli stivaletti a punta, mi consegna la richiesta del medico:

- Devo fare questo esame.

- Bene. Può venire giovedì prossimo entro le otto e trenta.

- Sì ma… come funziona… come si fa il prelievo?

Deglutisco. Mi assesto il camice. E ora come glielo dico a questo?

- Il prelievo avviene mediante masturbazione. (Me lo ricordo, dissi “mediante”)

 

Fonzie spalanca gli occhi:

- No, dai! – si piega in due ed esplode in una delle risate più sonore che avessi mai sentito.

Io rimango immobile come la moglie di Lot di fronte all’incendio di Sodoma e Gomorra (cioè di sale), mentre cerco di resistere al contagio di quella risata. Impettita e con un’aria di sussiego osservo:

- E’ così che si fa questo esame. Qui vengono molti uomini e lo fanno tutti.

Ovviamente questo mio tentativo di dare una parvenza di routine e di normalità peggiora la situazione. Il bullo ride di più e continua a ripetere:- No, dai… no… A quel punto dovevo trarmi d’impaccio alla svelta. Gli consegno il foglio con le istruzioni (la storia dell’astinenza se la sarebbe letta da solo) e lo lascio andare via dondolando e masticando.

 

Finalmente mi rilasso e corro nella stanza accanto. La risata liberatoria coinvolge anche le mie colleghe.

- E la prossima volta ci andate voi a dirglielo.

 

produzione neuronale di ironica | 18/12/2003 13:49 | commenti (11)

EHI TU, UOMO, VUOI FARE UNA VACANZA GRATIS?

 

avviso

 

Il Centro di Medicina della Riproduzione di Albury, a sud ovest di Sydney (Australia), sta cercando donatori di sperma.

 

Il costo del pacchetto offerto (circa 5000 dollari), che include un volo andata e ritorno, alloggio per quindici giorni e una diaria giornaliera, viene coperto dalle persone che richiedono i servizi della clinica.

 

 

I candidati devono essere di sana e robusta costituzione, tra i 18 e i 40 anni, e sottoporsi ad analisi del sangue e del seme.

 

 

 

 

 

 

 

produzione neuronale di ironica | 18/12/2003 12:31 | commenti (12)
mercoledì, 17 dicembre 2003

Montagne verdi (il titolo, sebbene non pertinente col post, è stato gentilmente offerto dal Prof. Polenta in persona)

 

Nei film di Muccino i protagonisti fedifraghi si chiamano tutti Carlo e spengono il cellulare. Le mogli urlano come ossesse. Così tutti pensano che Carlo faccia bene a tradirle.

 

produzione neuronale di ironica | 17/12/2003 23:52 | commenti (6)

Parole parole parole - bis

Un'aggiunta all'argomento: in Puglia, non so se ovunque o solo nel Salento, "lucertola" si dice "strafìca"... Così sapete che complimento fare alle amiche odiose ;)

produzione neuronale di exe | 17/12/2003 22:30 | commenti (2)

Parole parole parole…

 

Parlando con un’amica che abita a Milano, mi sono lasciata sfuggire il termine “pissera”, rendendomi conto dopo che fuori dai confini comunali di Firenze e Prato la parola potrebbe sembrare solo un refuso.

 

In fiorentino l’aggettivo “pissero” sta a indicare persona o cosa insignificante, perbenino in modo caricaturale, “piccola”, gne gne gne... La pisseraggine può essere sia materiale (si riferisce spesso al modo di vestire) sia astratta (comportamento, mentalità) e per lo più i due aspetti vanno di pari passo.

 

Esempio: il giorno della mia laurea ero parecchio pissera. Avevo un vestitino blu, col colletto bianco e un fiocco scozzese verde e blu. Ero ovviamente agitata, e mi preoccupavo di dare di me l’immagine di una molto studiosa e seria. Non che non lo fossi davvero ma lo sarei stata anche vestita in pelle nera con le borchie.

 

In generale i pisseri amano le cose pissere, stazionano nei luoghi comuni, e la domenica si presentano a casa dei suoceri con le paste.

 

produzione neuronale di ironica | 17/12/2003 20:29 | commenti (12)

Segnalazione TV

Stasera la moritura Rete 4 offre un paio di filmetti da vedere. Il primo a mezzanotte è il poco più in basso citato "Un mercoledi da leoni"; a seguire "La fuga di Logan" storia fantascientifica dove viene ipotizzata una società di giovani, in cui arrivati a trenta anni di età un cristallo nel palmo della mano lampeggia indicando la fine imminente.

(Io sarei morta da oltre... da molti anni).

produzione neuronale di ironica | 17/12/2003 13:13 | commenti (6)
martedì, 16 dicembre 2003

I GIOCHI DELL'OCA

Quiz cinematografico: riconoscere il film e l'attore protagonista:

"No, no, tu stai zitta, e non dire niente: io non voglio sapere come ti chiami. Tu non hai nome e io nemmeno: nessun nome. Qua dentro non ci sono nomi, non esistono nomi, capito?"

Alle 14,35 Hastur ha riconosciuto "Ultimo tango a Parigi", con Marlon Brando. Un bell'applauso...

produzione neuronale di ironica | 16/12/2003 13:33 | commenti (15)
lunedì, 15 dicembre 2003

UOMINI

A proposito di film contenenti esemplari di maschio umano capaci di "lustrare gli occhi", mi viene in mente "Un mercoledi da leoni" (1978, di John Milius) e "Molto rumore per nulla" (1993, di Kenneth Branagh).

big

muchado

 

 

 

 

 

 

 

 

In ambedue le pellicole sono presenti scene d'insieme di notevole impatto estetico (secondo i miei gusti).

produzione neuronale di ironica | 15/12/2003 14:24 | commenti (10)
domenica, 14 dicembre 2003

BELLI E BRUTTI, LI AMMAZZA QUASI TUTTI

 

fighi

In questa giornata epicamente significativa, mi sono sparata (mai verbo fu più adatto) ‘sto popo’ di filmone che è “C’era una volta in Messico”.

 

La storia si svolge in Messico, e di questo siamo certi perché ogni tanto parlano in spagnolo, suonano la chitarra e poi lo dice il titolo.

 

La collocazione storica è incerta. All’inizio sembra un film in costume (come le telenovele con Veronica Castro), poi però si vedono le automobili (e allora si pensa, siamo negli anni ’50) ma alla fine spuntano cellulari e magliette contemporanee. Insomma è un bel pasticcio temporale. Nel senso di epoca storica, perché poi per il resto anche a novembre c’è un sole che spacca le pietre e non piove mai.

 

Gli attori appartengono a due diverse categorie: i fighi e i mostri.

 

FIGHI:

C’è Johnny Depp che fa la parte di un agente della CIA, che scopiazza Mastroianni ne “I soliti ignoti” col terzo braccio posticcio per fare le mariuolate, spara a casaccio su cuochi e pistoleri e se ne va in giro con le cavità oculari piene di cioccolato fuso quando uno dei numerosi (e innumerevoli) cattivi gli strappa gli occhi.

 

Poi appare Antonio Banderas (El Mariachi) coi capelli lunghi e unti, e con certi pistoloni nascosti nella chitarra che quando spara ammazza tutti pum pum pum! Ha la faccia maschia e torva perché cova vendetta nei confronti di un cattivone che gli ha ammazzato la moglie (del resto da una che si chiama Salma che ti aspetti?) e la figlioletta.

 

Sempre alla categoria dei fighi appartengono gli altri due Mariachi (di cui non ho capito se sono fratelli, amici o semplici conoscenti) tutti e due bruni, abbronzati e cupi. Uno è il figlio di Julio Iglesias che manda i bacini alle donne e ha la stessa espressione di Johnny Depp (una sola durante tutto il film), l’altro, quello più basso di tutti, è un attore italiano (alè alè) .

 

MOSTRI:

Quando appare sullo schermo Mickey Rourke la platea ha un brivido. E’ gonfio e bozzoluto, le labbra a canotto come la Parietti e la solita espressione da paresi facciale di tutti gli altri interpreti (che uno potrebbe pensare che sia una scelta stilistica del regista, e invece è dovuta a chi ha fatto il casting). Evito di dire che recita come un cane, perché invece il chiwawa che tiene continuamente in mano (cfr. Xavier Cugat, per chi se lo ricorda) è indubbiamente l’essere vivente più espressivo di tutto il film.

 

Un altro non molto bellino è William Defoe, che a un certo punto della storia si rivolge al chirurgo plastico di Mickey Rourke e perde la faccia (in senso letterale).

 

Insomma è un film un po’ pulp e un po’ splatter, abbastanza divertente, con un clima caliente e musica alla “Tarantino”, pieno di putupum e patapam, scrash, boing, sdeng… Non per niente il cinema era pieno di ragazzini.

 

Voto: due palle (e mezzo)

 

produzione neuronale di ironica | 14/12/2003 22:56 | commenti (14)

CLAMOROSO!

bn

 

 

In esclusiva la foto dell’uomo catturato in uno scantinato a Tikrit, che si suppone sia Saddam Hussein.

 

 

L’uomo con una lunga barba bianca posticcia, continua a proclamare la propria estraneità e ha chiesto di poter almeno rivedere le sue renne.