sabato, 28 febbraio 2004

OSCARs

 

oscar2004

 

Lo dicevo io che sarebbe stato meglio se avessi fatto la parrucchiera.

 

Così nella notte tra domenica e lunedì avrei potuto seguire su Sky la diretta (di poco differita, perché così se ci scappa una tetta la possono censurare) della consegna degli Oscar. E col modulo apposito avrei potuto segnare i vincitori e confrontare le mie previsioni.

 

Che rabbia.

Per fortuna non ho Sky. Però il modulo lo compilo lo stesso. Ovviamente.

produzione neuronale di ironica | 28/02/2004 12:19 | commenti (15)
venerdì, 27 febbraio 2004

ACCESSORIATISSIMA

Sto scoprendo un nuovo mondo. Quello degli accessori per auto. Io ero rimasta alle calamite portafoto "Non correre, pensa a noi", ma i cruscotti di plastica li hanno resi inutilizzabili. Oggi ho resistito facilmente all'arbre magique e allo specchietto grandangolo. Ho ceduto solo a un panno puliscitutto e, scaramanticamente, a una specie di tamponcino per coprire i graffi della carrozzeria.

Devo a questo punto confessare che sono venuta in possesso di un paio di oggettini che oserei definire "cult". Un piccolo albero di Natale per auto, con luci incorporate, da inserire nell'accendisigaro (del resto io non fumo il sigaro) e un coprivolante in pelo. E se solo volessi, potrei avere anche i coprisedili coordinati. La tentazione di allestire l'autovettura in puro stile trash c'è.

Ma per il momento meglio evitare di fare troppo la spiritosa, devo imparare a parcheggiare. Per andare… vado, cambio, freno, riparto… insomma tutte quelle cose lì, e faccio pure finta di essere disinvolta. Basta però che non debba fermarmi da qualche parte. Così declino ogni invito. A meno che non scendano a trovarmi mentre aspetto davanti a casa loro. Un saluto e via, si riparte.

Però il bracciolo supplementare con lo scomparto interno portaoggetti lo voglio.

produzione neuronale di ironica | 27/02/2004 20:56 | commenti (12)
giovedì, 26 febbraio 2004

AMO I MODELLI

 

Non vorrei essere fraintesa.

A me i moduli da ripienare piacciono. E anche molto.

È sempre stato così da quando ho imparato a scrivere. Fin da bambina compilavo i  coupons sui giornali. Era una specie di mania. Ero attratta morbosamente dagli spazi da riempire, dai puntini che stanno sospesi in attesa dei miei dati. Non potevo deluderli e scrivevo meccanicamente nome cognome via/piazza città.

 

Grazie a questa abitudine nell’estate del ‘76 siamo stati in campeggio per la prima volta (e ultima). Avevo vinto un concorso su “Annabella”, e per un mese avemmo a disposizione macchina e roulotte per tutta la famiglia. Senza prenotare, il 7 luglio partimmo alla ricerca di un posto dove accamparci. Finimmo al campeggio Piper sulle coste grossetane. Gli altri passavano i fanghi a Ischia, noi li passammo a Scarlino*. La prima notte non riuscimmo a prender sonno. La roulotte ballonzolava per le nostre risate. Io poi risi molto poco, perché il contatto con la natura (e con la famiglia) mi annoiava terribilmente.

 

Nonostante questa angosciante esperienza (all’epoca ero molto più schizzinosa di ora, e dover usare le latrine in comune col resto dei villeggianti mi creava dei notevoli scompensi psico-fisici), non ho perso l’abitudine di riempire e compilare.

 

È facile immaginare la febbre che mi prende quando arrivano quelle buste per gli ordini postali di libri, cosmetici, abbonamenti a riviste. La mia passione sono i francobollini gommati e fustellati da separare e incollare sul modulo. Poi ci sono i cerchietti d’oro da grattare per scoprire lo sconto esclusivo, il regalo extra. E io scrivo, ritaglio, gratto e incollo.

Poi prendo tutto, comprese le buste prestampate con affrancatura a carico del destinatario e butto nella spazzatura.

 

Mi sono chiesta il perché di questa attitudine al modello prestampato.

 

Credo che sia dovuto alla mia pigrizia, aggravata da una certa insicurezza. Il modulo mi guida, mi chiede, non mi fa sforzare troppo. So quello che vuole da me e io so subito se sono in grado di soddisfarlo. A volte sa di essere troppo esigente, e allora aggiunge una legenda chiarificatrice, rassicurante e materna. Oppure aggiunge dato facoltativo, come a dire  ‹‹Scusa se sono inopportuno, ma puoi anche non rispondere. Decidi tu.››

 

Con Internet la faccenda si è complicata. I primi anni cedevo al fascino del modulo telematico, e riempivo tutti i form che trovavo. La casella di posta si riempiva di pubblicità di siti porno, pillole per dimagrire, per accrescere la massa muscolare e per l’enlargement of the penis. Una volta mi ha contattato uno per offrirmi un lavoro: avrei dovuto vendere siti alle aziende, diceva che glielo avevo chiesto io.

 

Per questo ho pensato che la Qualità facesse per me. Per la modulistica. E perché l’idea di poter tenere tutto sotto controllo mi conforta e mi rassicura.

 

Ah, se si potesse certificare anche la vita…

 

 

 

 

*c’era una storia di fanghi rossi inquinanti legata a quella zona, che però così su due piedi e quattro zampe (quelle della sedia), non saprei spiegare. In quel tempo ero più preoccupata per i miei capelli - la frangia doveva essere abbastanza lunga e perfettamente liscia – che per qualsiasi altra cosa.

produzione neuronale di ironica | 26/02/2004 19:29 | commenti (8)
mercoledì, 25 febbraio 2004

Una donna di qualità

 

Quando dico che sto facendo uno stage in un’azienda vinicola la gente si entusiasma.

Quando spiego che mi occupo di qualità fanno l’occhiolino “Bevi eh?”

 

Non è così. Non è che io faccia l’assaggiatrice per controllare che sia buono il vino. Quello lo fanno gli enologi.

 

Io risolvo i problemi.

 

Esempio n.1.

Problema: - Sono arrivate delle scatole piegate a rovescio. Se le mettiamo così nella macchina le incolla al contrario.

-          Ripiegatele.

-          Fatto. Ma tre ore di lavoro per rovesciare le scatole costano.

-          Dite a chi vi ha mandato le scatole di mandarle piegate dall’altra parte.

-          Anche l’anno scorso ce le hanno mandate sbagliate.

-          Allora cambiate fornitore.

-          Esatto.

 

Esempio n.2:

Problema: -  La ditta che si occupa di confezionare l’olio ha sbagliato. Non ha messo le casse nei fardi*. Come si può fare per non farlo accadere di nuovo?

-          Dite loro di mettere le casse nei fardi.

-          Fatto. Ma hanno sbagliato.

-          Mandate loro delle istruzioni scritte.

-          Fatto. Ma hanno sbagliato lo stesso.

-         

-          Dobbiamo scrivere una procedura per descrivere come comunicare come dev’essere il confezionamento.

-          E così siamo sicuri che lo faranno?

-          No.

-          Ok, scriviamo la procedura.

 

* dicesi “fardo” una scatola di cartone che contiene la cassa di legno che contiene… Insomma è una scatola.

 

Esempio n.3:

Problema: - Dobbiamo programmare il campionamento per correggere la contaminazione che si è verificata sulla linea 1.

-          Ok. Allora io direi di controllare qui… qui, qui e qui. Campionamento in triplicato e a due diversi tempi. Da tutti gli ugelli di uscita.

-          Sono 135 bottiglie da controllare.

-          E ora passiamo ai tappi…

-          E’ una mole troppo grande di lavoro per il laboratorio.

-          Troppo?

-          Ve ne occuperete voi. Il campionamento andrà fatto sterilmente e quando vengono avviate le macchine. La mattina alle sei.

-         

-          Allora quante bottiglie?

-          50?

-          50 va bene.

-          Alle sei?

-          Non più tardi. E ora scrivi la procedura.

 

L’importante è avere sempre una risposta banale e un modulo da compilare. Questo è il segreto della Qualità.

 

produzione neuronale di ironica | 25/02/2004 22:24 | commenti (11)
martedì, 24 febbraio 2004

Nemmeno se mi pagano

 

Tanto per chiarire io mi vedrei benissimo a fare un mestiere tipo la bibliotecaria in mezzo a schedari, a contare i libri, a controllare che ci siano tutte le pagine, a togliere le orecchie, a spolverarli perfino. Potrei vivere di gesti tutti uguali, o un poco diversi, senza sorprese, nella quiete sonnolenta. Lentamente. Sapendo ogni mattina che cosa mi aspetta.

 

Oggi sono stata a Torino. Partenza ore 5,15, arrivo ore 9,30.

 

Dalle ore 5,50 alle ore 6,20 lezione serrata sull’argomento del convegno. Poi si continua con il lavoro; teoricamente siamo lì per apprendere, veniamo sommerse di dati, e sollecitate con domande. Sono una sostenitrice dell’arte della maieutica, ma se l’allieva si è alzata alle quattro e mezzo del mattino, dopo aver partecipato la sera precedente all’assemblea di condominio, il processo di apprendimento risulta oltremodo faticoso e poco efficiente. Soprattutto sull’autostrada verso Genova.

 

Finalmente arriviamo a destinazione. Ascolto i relatori, ma anelo trepidante al buffet di fine convegno. Rispetto ad altri congressi si mangia decisamente poco, ma in compenso, dato l’argomento enologico, si beve e si beve molto bene. E poi a Torino c’è della cioccolata buonissima e mi riempio le tasche di cioccolatini extra fondenti.

 

Alle ore 14,00 si riparte per Firenze. Altre quattro ore di: telefonate, appunti, domande, brain-storming, musica, altre telefonate. Io fingo di appisolarmi. Ho il cranio che mi duole. Lui, il tutor, continua a parlare. Stavolta è la mia collega sotto torchio. Arriviamo alle 18,00 a Firenze, ma non ci accompagna a casa. Prima di scendere dalla macchina non mi salvo dalla richiesta di “buttare giù” una breve relazione sul convegno. Non mi trattengo da uno strafottente “Quando? Stanotte?”. Ma no, certo che no. Domattina, alle otto, come al solito.

 

Dopo un’altra ora di viaggio in autobus, tocco il sacro suolo della mia cameretta e decido che, tanto per cominciare, domani arriverò in ritardo.

 

produzione neuronale di ironica | 24/02/2004 20:31 | commenti (15)
sabato, 21 febbraio 2004

PIOGGIA SOLIDA

Ieri sera, quando l'ho ritirata dal concessionario era così.

Stamattina è giallo-sabbia.

Lo sapevo che dovevo metterle addosso almeno un impermeabilino alla mia piccolina.

 

 

produzione neuronale di ironica | 21/02/2004 11:56 | commenti (14)
mercoledì, 18 febbraio 2004

PIT STOP

Credevo che per comprare un'automobile bastasse ordinarla al concessionario, pagare e poi andarla a prendere. Macché. Ci sono pratiche, bolli, fax, scadenze orarie, assicurazioni, perfino i Watt come una lampadina. Per non parlare dei cavalli. E tutto in tempi stretti.

Appena ho fatto, torno.

produzione neuronale di ironica | 18/02/2004 20:56 | commenti (8)
sabato, 14 febbraio 2004

I RAGAZZI DELLA TERZA B 

 

Pensavo peggio.

Nel senso che temevo quel senso di mestizia che ho sempre avvertito nei film dove i compagni di scuola si ritrovano dopo tanti anni. Tutti presi a far bilanci, a contare gli ideali perduti e i capelli bianchi.

 

Ma quello di ieri sera non era un film di Scola o di Kasdan, pareva diretto dai Vanzina.

 

Sono arrivata insieme a C. con cui ho condiviso studi universitari ed esperienze lavorative. Due figure in ombra ci hanno subito chiesto: “Chi siete?”. Ho avuto un brivido. Cominciamo bene, se mi chiedono “Ma tu chi sei?” e non mi riconoscono vado via subito. Ma era solo l’effetto della cattiva illuminazione.

 

Dopo poco sono arrivate altre due signore (signore, sì) e dopo i convenevoli prevedibili e anche un tantino ipocriti (“non sei cambiata per niente”) ci siamo allontanate dalla porta del ristorante per vedere meglio l’arrivo degli altri. Una figura intabarrata e con un berretto calato fino al naso ci ha incrociato camminando svelto.

 

“Dobbiamo far finta di non averlo riconosciuto, o lo chiamiamo per tranquillizzarlo che non siamo sue fans?”

 

Finalmente all’interno, dove un grande tavolo (troppo grande) era stato apparecchiato, è iniziata la cerimonia del “e tu che cosa fai sei sposata quanti figli hai”. Alla fine del giro io ho fatto la spiritosa (e ti pareva) e ho chiesto alla celebrità del gruppo, nonché promotore della serata: “E tu che hai fatto in questi anni, su raccontaci un po’ ”. Ho notato un nanosecondo di sorpresa. Vabbè, scherzavo dai…

 

La cosa strana (o forse no) è che si sono ricreati immediatamente gli stessi meccanismi di vent’anni fa, in classe. I casinisti hanno imperversato a raffica, gli assenti sono stati massacrati (sempre meglio esserci), i timidi sono stati in disparte, i gruppetti si sono riformati.

 

Per quello che mi riguarda la differenza è che alle battute (feroci e senza pietà) che all’epoca mi facevano restare muta (le risposte geniali mi venivano in mente sempre dopo), adesso invece qualche rispostina a tono la so dire anch’io. Sono cresciuta, sono.

 

Non eravamo tutti. Qualcuno mancava per motivi di lontananza geografica, qualcuno perché non è stato avvertito per dimenticanza (terribile, lo so), qualcuno era assente ingiustificato. C’è stata poi una che all’invito ha risposto papale papale “Non siamo mai stati uniti e non capisco che ci vengo a fare. Siete gente che non fa parte della mia vita e non m’interessa rivedervi”. Alla faccia della sincerità.

 

Verso la metà della serata è arrivato il primo della classe.

Accolto con un’ovazione è stato sottoposto al consueto massacro di sempre. Non suggeriva mai il fetente, e alla maturità tradusse la versione del compito dal greco al latino. Ora fa il politico, è di Forza Italia, e fa impressione. In tutti i sensi. Mi si è seduto vicino, ma io ho parlato sempre con la mia compagna di banco. Ecco.

 

Il solito casinista ha cercato di far cantare l’inno di Forza Italia al compagno rockettaro, sarebbe stato un bel colpo, ma il ragazzo si è dimostrato una personcina molto ammodo, tranquilla e anche molto riservata. Non ha risposto alle domande dirette sulla sua vita privata, forse temeva che ci fosse un giornalista travestito da ex compagno di scuola. Quando poi El Diablo in persona ha chiesto a un ragazzo di farci una foto di gruppo, il giovane per poco non ha avuto un malore e infatti, anche se gli ho detto come doveva scattare la foto (con la mia macchina), non è ci è riuscito. Ah, che disastro questi fans!

 

Per il resto è stata la serata che ci si poteva immaginare, aggiornamenti sul numero di figli, gli studi, il lavoro, la rievocazione dei professori e di episodi ameni di vita scolastica (molti dei quali devono essere avvenuti mentre io ero assente, perché non me li ricordavo proprio). Poi ci siamo fatti le foto e ci siamo scambiati gli indirizzi con la consapevolezza che forse non ci rivedremo mai. O tra altri ventiquattro anni.

Però la prossima volta chiamiamo Ligabue.

produzione neuronale di ironica | 14/02/2004 11:28 | commenti (27)
venerdì, 13 febbraio 2004

POST DI SERVIZIO

Siccome ho un'Azienda da sistemare, una serata mondana a cui partecipare e un fine settimana in cui partire, il prossimo post è rimandato a data da destinarsi. Certa della comprensione di tutti, auguro tante belle cose. Poi vi racconto.

'vederci.

A.

produzione neuronale di ironica | 13/02/2004 15:09 | commenti (3)
venerdì, 06 febbraio 2004

Niente sesso, siamo inglesi (casti per forza)

 

La notizia è che una signora inglese in partenza per Londra, ha fatto suonare il metal detector dell’aeroporto di Atene perché indossava una cintura di castità.

 

Però qualcosa non mi torna. Se se ne sono accorti solo ad Atene, alla fine della vacanza, vuol dire che:

· all’aeroporto di Londra hanno sistemi molto meno sensibili;

oppure

· la signora ha indossato la cintura prima di tornare a casa, per far credere al marito di averla sempre tenuta addosso.

 

Nel secondo caso (che è quello che personalmente auspico), spero tanto che la signora inglese durante la vacanza greca abbia goduto di dissolutezze come una baccante ebbra.

 

Io ci sono stata in Grecia in vacanza (l’unica che abbia fatto da sola), ma l’unica conquista che feci fu il pasticciere siciliano del villaggio turistico. La mattina mi sorrideva quando andavo a fare incetta di brioches. Credo che fu lì che iniziai ad ingrassare. Più che una cintura di castità avrei avuto bisogno di una museruola.

 

produzione neuronale di ironica | 06/02/2004 20:30 | commenti (8)

NON È M@I TROPPO TARDI

 

Lo rifanno.

Il Maestro Alberto Manzi, negli anni ‘60, insegnava a leggere e scrivere in TV agli analfabeti. Ed io lo ero.

 

Grazie alla televisione per me in seguito scrivere la parola “oca” fu un gioco da bambini. Ricordo quel momento: era il primo ottobre ed era un’epoca di grandi cambiamenti. Nella primavera successiva, mentre a Parigi facevano le barricate alla Sorbona io facevo i pensierini sui quaderni.

 

Da oggi su Rai 2 ricomincia. Il programma si propone di introdurre l’informatica nelle fasce di popolazione attualmente tagliate fuori dall’uso dei computer e delle nuove tecnologie. Tenendo conto che per imparare a usare un computer ci vuole un computer (almeno a noleggio), mi chiedo come faranno la casalinga di Voghera o il pastore sardo a esercitarsi ad aprire finestre, fare copia-incolla o navigare?

 

A meno che non sia pronto il bonus per l’acquisto del primo pc, oltre a quello per il secondo figlio.

 

produzione neuronale di ironica | 06/02/2004 19:03 | commenti (5)

E IL MARCIO MARCIÒ

 

Leggo che in un reality show di ITV, che si svolge nella giungla australiana, c’era Johnny Lydon alias Rotten, di anni 47, ex cantante dei Sex Pistols. C’era, perché ha deciso di lasciare lo show dopo aver riversato in diretta una sequela di oscenità verso gli spettatori.

 

Prima di uscire ha dichiarato: " Ho cambiato il mondo due volte, e sto per farlo per la terza volta. Sono un sopravvissuto"

 

E Sid Vicious si rivolta nella tomba.

 

produzione neuronale di ironica | 06/02/2004 13:44 | commenti (8)
giovedì, 05 febbraio 2004
ironicamanager

Uno stage di-vino

 

Martedì farò l’ingresso nel mondo della Qualità in una grossa azienda vinicola nei dintorni di Firenze. Mi hanno dato un ufficio vicino alla direzione da condividere con la mia compagna di stage.

 

E c’è anche la mensa.

 

Quando lavoravo all’Università avevamo una scrivania in tre, e consumavamo i pasti frugali in lavanderia, in mezzo agli armadietti metallici della vetreria.

 

E se dovrò spostarmi nei poderi mi daranno la macchina aziendale.

 

Tse’!

 

Nella foto, il tailleurino che indosserò durante la prima riunione col consiglio d'amministrazione. Cappellino compreso.

 

produzione neuronale di ironica | 05/02/2004 15:28 | commenti (13)

Ultime sul cannibale

Pare che Tom Cruise voglia fare un film sulla storia del mangiatore di carne umana. E pare anche che per il ruolo del mangiato abbia pensato a Brad Pitt.

Lo trovo un bel pensiero.

produzione neuronale di ironica | 05/02/2004 00:03 | commenti (9)
lunedì, 02 febbraio 2004

CONSIGLIO

 

Se non siete di umore più che ottimo

Se avete qualche preoccupazione

Se ultimamente soffrite di malinconia

Se da un po' di tempo avete un dolorino fisso

Se la mattina non vi alzate fischiettando

Se non siete sereni e ottimisti

Se state imparando a guidare

Se andate al cinema per ridere

 

…non andate a vedere 21 GRAMMI.

 

produzione neuronale di ironica | 02/02/2004 20:13 | commenti (16)

 
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