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Mi hanno rubato il gatto
Un episodio di cronaca nera ha turbato il condominio.
Ieri sera gli studenti del secondo piano avevano organizzato un festino per il cambio di inquilini, e, dopo avere schiamazzato nell’appartamento, alle ore 01,20 si sono riversati tumultuosamente giù per le scale fino al cortile interno.
In evidente stato di ebbrezza hanno manifestato la loro giovanile irruenza con grida, risate e pesanti scalpiccii. All’inquilina del primo piano, che si è affacciata chiedendo di moderare il rumore, data l’ora tarda, hanno risposto con sberleffi. Alla minaccia di chiamare la forza pubblica si sono allontanati.
Stamattina è stata notata la mancanza di:
- n° 1 piantina verde striminzita posta sul nostro pianerottolo;
- n° 1 zerbino a forma di gatto di fronte alla mia porta di ingresso.
Benché non ci siano prove documentali, pesanti indizi indicano la responsabilità dei suddetti studenti (e/o i loro ospiti) dell’appropriazione indebita.
Incerta se lamentare pubblicamente l’asportazione nottetempo avvenuta, oggi pomeriggio mi tocca andare a comprare un altro zerbino.
La Polizia non indaga.

"Nous sommes desoles que notre president soit un idiot. Nous n'avons pas vote pour lui." (Siamo desolati che il nostro presidente sia un idiota. Noi non l’abbiamo votato).
Questa scritta è apparsa sulle etichette delle borse prodotte dalla ditta “Tom Bihn” dello stato di Washington (USA).
Tom Bihn, ha dichiarato di non avere idea di come la frase possa essere finita sulle etichette e che probabilmente l’insulto non è riferito né a George W. Bush né al francese Jacques Chirac, ma a lui stesso, in qualità di presidente dell’azienda.
Il successo ottenuto dalle borse ha portato alla nascita di un nuovo prodotto, le t-shirt* con impressa l’etichetta ingrandita.
(notizia Reuters tradotta alla bell’e meglio)
Per l’astrotubaferroviere:
*Se la trovi comprala, ti rendo i 20 $ quando torni.
Per la serie: studi inutili.
(ANSA) - LONDRA, 29 APR - Prima l'aereo, l'albergo ed il viaggio, poi il meritato relax. Ma lo stress e' difficile da eliminare e ci vuole tempo. Una psicologa britannica, Susan Quilliam, suggerisce come scoprire il tempo di smaltimento dello stress: basta moltiplicare il tempo trascorso ad organizzare il viaggio (in ore) per il livello di stress raggiunto (in una scala da 0 a 10) e dividere per il tipo di vacanza (5 se stancante, 10 se di tipo medio, 15 se rilassante).
2004-04-29 - 08:12:00
Io mi stresso solo al pensiero di farlo, quel calcolo.
Avviso di disservizio
La mia casella di posta su "email" è fuori uso. Non riceve posta (ho fatto delle prove, non è che non mi scrive nessuno).
Chi mi volesse contattare... si arrangi.
RETTIFICA: pare che funzioni di nuovo. Potete scrivermi.
La Zarina lazzarona
<<La principale attrazione del museo dell'erotismo di prossima apertura a San Pietroburgo sarà il membro virile del monaco russo Rasputin, morto nel 1916.>>
Ho un particolare interesse per la storia dei Romanov e quindi anche di Rasputin. Il motivo è semplice e anche un po’ scemo (anzi, molto). La mia omonimia con la Zarina.
Era bellissima, ambiziosa e terribilmente superba. Ebbe grande influenza sul marito Nicola II e sulla sua politica e questo non le rende onore. Nonostante il sangue versato, le ingiustizie e le tribolazioni subite dalla popolazione, il fascino di questa donna è grande. Non fu una favola la sua vita, e nemmeno quella di chi le stava intorno; difficile trovare scusanti per la durezza del suo carattere. Ma fare la principessa è difficile, si sa, figuriamoci la Zarina di tutte le Russie. Tedesca di nascita, originariamente si chiamava Alix, ma quando sposò lo zar si rese conto che le occorreva un nome più importante e dignitoso e scelse, ovviamente, Alessandra.

Era religiosissima. Pure troppo. Diciamo che era proprio una gran bigotta. Del resto sua nonna era niente popo’ di meno che la Regina Vittoria d’Inghilterra, quella famosa per far coprire le gambe dei tavoli.
E partoriva solo figlie femmine; una mezza sciagura. Che tra lezioni di danza, zainetti alla moda e telefonino costano una fortuna. Per non parlare dei corredi… a una principessa imperiale mica puoi comprare le lenzuola alla Fiera del Bianco col 20% di sconto.
Dopo tre femmine lo Zar Nicola non ne poteva più. Non so se vi rendete conto di che cosa significhi avere per casa quattro donne in età fertile, in un mese a rotazione c’era sempre qualcuna con le mestruazioni. Per questo stipulò una convenzione con la Lines e assunse solo servitori maschi.
Poi finalmente nel 1904 la Zarina riuscì a figliare un maschio. Ovviamente furono tutti molto felici, però siccome a quei tempi usava incrociarsi tra consanguinei (come a Beautiful), spesso venivano fuori delle tare ereditarie dovute a omozigosi indesiderate. Alessio, lo zarevich, era malato di emofilia, che se batteva le ginocchia mentre correva coi suoi amichetti in cortile, si riempiva di ematomi e più di una volta rischiò la vita.
A questo punto entra in scena Rasputin. Egli, oltre a essere uno dei personaggi de “La ballata del mare salato” di Hugo Pratt, in cui è nemico di Corto Maltese (che però non mi risulta abbia avuto coinvolgimenti con la famiglia Romanov), era un gran porco. Era una specie di monaco ed era un gran porco (ribadisco). Ne faceva di tutti i colori, beveva, fumava, giocava d’azzardo, sperperava denaro, violentava le donne, suonava i campanelli e poi scappava, non si fermava mai agli stop e soprattutto si spacciava per guaritore.
Quando la Zarina (quella pia donna nel frattempo aveva partorito un’altra figlia, quella famosa Anastasia interpretata da Ingrid Bergman) seppe di questo santone con poteri miracolosi, lo fece chiamare a corte e gli presentò il caso del figlioletto difettoso. Rasputin acchiappò l’occasione al volo e diventò potentissimo grazie all’ascendente che aveva sulla madre giustamente preoccupata. Ogni volta che il bimbo imperiale aveva una crisi lui era al suo capezzale e, pare, che a volte la creatura migliorasse.
Intanto il manigoldo se la spassava con le signore dell’alta società che erano lusingate dal ricevere certe attenzioni dal favorito della Zarina. Insomma diventò trendy avere dei congressi carnali con lui. Diventò molto ricercato. Alla fine però lo trovarono e fece una bruttissima fine. Sulla sua morte circolano diverse leggende metropolitane, addirittura che per stenderlo dovettero avvelenarlo, sparargli, e affogarlo contemporaneamente, perché altrimenti si rialzava come un Ercolino-sempre-in-piedi.
La fine della storia è nota. Il 17 luglio 1918 tutta la famiglia venne fucilata, e il sangue dei Romanov andò a unirsi al sangue del popolo che aveva macchiato il suolo russo di rosso.
(Drammatico finale con cambio di vocale. E rima).
Reader’s Digest
Vi assicuriamo che daremo prova di buona fede e li libereremo se simpatizzerete con la nostra causa, ci mostrerete la vostra solidarietà e respingerete pubblicamente la politica del vostro primo ministro, dando luogo a una grande manifestazione nella vostra capitale per protestare contro la guerra. Tempo disponibile: cinque giorni.
Sta tornando la moda dei flash-mob.
Favolosi anni ’60?
Vorrei tanto condividere questa canzone per spazzare via la malinconia.
Vorrei tanto saper linkare un mp3, perché senza musica e senza le voci di questi due non si può apprezzare fino in fondo.
Vorrei tanto sapere chi l’ha scritta.
Titolo: NOI CI AMIAMO
interpreti: I Protagonisti
anno: 1969
Lui:
Io ti amo tu mi ami
Non c’importa della gente
Noi insieme Noi ci amiamo
Noi viviamo.
-ululato femminile in sottofondo-
Parlato:
lui: Qual è il tuo nome?
lei: Amore.
lui: Cosa fai?
lei: Amo.
lui: Tutto il mondo?
lei: Oh no.
lui: Chi?
lei: Te. E tu... qual è il tuo nome?
lui: Amore.
lei: Cosa fai?
lui: Amo.
lei: Tutto il mondo?
lui: Tutto il mondo? No.
lei: Chi?
lui: Te.
Cantato, lui e lei:
Io ti amo
Tu mi ami
Non c’importa della gente
Noi insieme noi ci amiamo
Noi viviamo
(2 v.)
-violino-
Parlato:
lui: Vieni da me
lei: Vengo da te
lui: Abbracciami
lei: Abbracciamoci
cantato:
lui: Caro amore lo sai che ti amo
parlato:
lei: Il mio amore è tutto per te
-ululato di lei-
parlato:
lui: I tuoi occhi sono chiari
I capelli ti dipingono il viso
Tu sei bella
Per chi?
lei: Per te.
Cantato, lui e lei:
Io ti amo
Tu mi ami
Non c’importa della gente
Noi insieme
Noi ci amiamo
Noi viviamo
Io ti amo
Tu mi ami
Non c’importa della gente…
(sfuma)
Un grazie a Marco L., indefesso ricercatore del sublime.
I Giochi dell'Oca
Visto che nei blog vanno di moda i giochi di parole, ora vi sistemo io.
Vediamo chi risolve queste crittografie.
Per facilitare il compito sostituisco l’esposto con la soluzione.
Soluzioni
1) Quotidiano di gran formato = PANE (risolta da Bandini)
2) Bassa insinuazione = SUPPOSTA (risolta da primularossa)
3) Mezzo minuto di raccoglimento = CUCCHIAINO (risolta da ellie)
4) Scoperta del fisico = SPOGLIARELLO (risolta da Bandini)
Questa è Enigmistica.
Complimenti ai solutori.
Durante la scorsa vacanza a Londra eravamo in Leicester Square alla ricerca di biglietti a buon prezzo per un musical. I biglietti c’erano, i prezzi pure ma non erano buoni per noi.
Ero abbacchiata, già pregustavo la serata all that jazz come piace a me, o queenofila come piace a lui e invece la micragna (o il buon senso) ci ha fatto risparmiare oltre 50 sterline.
Poi l’ho visto, l’ingresso discreto e le vetrine oscurate, ma segnalato in modo inequivocabile.
- Andiamo a vedere?
La risposta è stata prevedibile (tse’, uomini…)
Il negozio era piccolo e poco illuminato, c’erano quattro o cinque uomini e una donnina anziana e un po’ rinsecchita. Il commesso grassoccio aveva l’aria sordida come si conveniva all’ambiente; al centro un espositore di videocassette e dvd poco interessanti (per me).
Il meglio era sulla parete di destra.
Sottolineo che era la prima volta che entravo in un luogo del genere e avevo solo una vaga idea di che cosa ci si potesse trovare.
In realtà non c’era molta roba, qualche accessorio tipo anelli, palline, imbracature per varie parti del corpo, laccetti. Oltre alla classica biancheria da “ofamostrano”, come le mutande con fessure e buchi, c’era un piccolo settore dedicato al sadomaso. Le mascherine con la palla da mettere in bocca, le fruste, un po’ di vestitini in latex, le manette, strizza di qua strizza di là…
Sulle confezioni c’erano le foto illustrative dell’articolo, indossato da signorine e signori con l'espressione che hanno le modelle sulle scatole delle mutande dell'Oviesse (ex Standa). Forse sono le stesse.
Gli articoli che ricordo meglio sono le riproduzioni di organi genitali maschili. Molti erano di plastica dura, addirittura con quel filino di plastica sporgente dove erano state incollate le diverse parti. Come le bambole di scarsa qualità, insomma. E anche i particolari erano grossolani, di dimensioni inverosimili, roba che… mi chiedo in base a quali criteri siano stati progettati, dato che metterebbero a dura prova le possibilità di estensione e dilatazione di tutti i pertugi umani di cui sono a conoscenza.
Quasi tutti erano dotati di capacità vibratorie, sussultorie, ondulatorie e chi più ne ha più ne metta (appunto). Alcuni avevano delle sembianze umane (se così si può dire), e avere lì, sullo scaffale un enorme pezzo di uomo avulso dal contesto era leggermente impressionante.
C’erano anche dei pezzi di donna in scatola, tricologicamente completi e quelli, a mio parere, facevano ancora più impressione.
Sono uscita abbastanza delusa e non ho acquistato nemmeno un souvenir.
Ma da oggi in poi, bando all’esterofilia: tutti a Paderno Dugnano!
Spesso mi chiedono perché non mi sono sposata. Di solito uno imbastisce un sacco di discorsi su scelte di vita, ricerca di libertà, traumi infantili, carriere da seguire, rinunce o incontri sbagliati.
Io non sono sposata perché nessuno me l’ha mai chiesto. Tutto qui.
Chiarita questa annosa questione di nessun interesse per la stragrande maggioranza della popolazione terrestre, di ogni specie e genere, mi viene in mente quando ho seguito molto da vicino la storia matrimoniale di una mia amica.
Il marito si era appena trasferito per lavoro nel Sud e lei, presi armi e bagagli, l’aveva seguito. Dopo pochi mesi mi invita ad andare a trovarla per qualche giorno, ché tanto il marito è in viaggio per lavoro.
Mi viene a prendere alla stazione e nel tragitto verso casa mi rivela che il marito non è in viaggio. L’ha lasciata per la segretaria (che banalità, eh?). Io rimango come una citrulla.
Sinceramente dispiaciuta l’ascolto, tento di consolarla, partecipo ai suoi tormenti. Lei intanto si era rivolta alla religione, anzi alle religioni: recitava il mantra buddista e andava in chiesa a mettere ceri alla Madonna. Nei momenti di crisi non si può essere troppo selettivi, e poi non si sa mai da dove può arrivare l’aiuto.
Non paga di questo dispiegamento di Forze superiori, la sera, appena arrivata, mi butta lì con nonchalance “Domani alle 11 ho un appuntamento col mago”. No, il mago no, per favore. “Mi ha detto che mi darà qualcosa per farlo tornare”. Un arpione ti ci vuole.
L’indomani andiamo a casa del mago. Ci apre la mamma del mago, una signora “chiattona” che cammina con le stampelle perché ha problemi con l’anca e si deve operare (ce l’ha raccontato lei). Il figlio non c’è ma arriva subito. Se intanto vogliamo ‘na tazzulella ‘e cafè… Ci fa entrare in una cucina modello “la più amata dagli italiani” nuova di zecca. Tutta la casa è tirata a lucido e di lusso. La magia rende, sussurro alla mia amica che mi fa gli occhiacci. La signora ha voglia di chiacchierare e io l’ascolto rapita. Sono finita in una pièce di Eduardo, in casa del mago, con la mia milanesissima amica e mi godo questa dose di incantevole napoletanità.
Arriva il mago. Sui 45 anni, giubbotto di pelle nera, pieno di catene e bracciali d’oro (rende, rende… ) e un sorriso insinuante (se così si può dire). Ci fa entrare nel suo studio. Tavolo di cristallo, poltrone in pelle, alle pareti foto psichedeliche (tipo camera Kirlian) e diplomi, attestati, lauree di Università sconosciute. Io, dentro di me, ghigno. Poi noto in un angolo un lettino come quello dei medici. Smetto di ghignare e mi metto sulla difensiva.
Il caso della mia amica viene analizzato dal mago, che ribadisce come sia un problema di legamento. Io penso a quelli del ginocchio ma è un’altra cosa. E’ un legamento d’amore che evidentemente l’altra ha fatto a suo marito. Quindi bisogna scioglierlo questo legamento. Io sono sconcertata e anche un po’ indignata. Come può questo bellimbusto pensare che noi gli crediamo? La mia amica pende dalle sue labbra. Quando lui esce per prendere “la soluzione” io tento di farla ragionare, sta buttando via denaro e tempo con questo ciarlat… Rientra il mago.
Ha in mano un sacchettino. Contiene erbe e ossa di morto tritate (dice lui). Dovrà fare ingerire al marito fuggitivo questo intruglio.
La mia amica, risollevata forse dalla speranza, chiede al mago di darmi un’occhiata. Lui, che di occhiate me ne aveva già date parecchie, mi chiede la mano. Per leggermela.
Io nicchio, faccio la ritrosa, dico che non ci credo, che son donna di scienza io e… La mia amica insiste, lui insiste: sono circondata.
Allungo la manina sinistra verso l’operatore dell’occulto che sorride malandrino. La prima cosa che dice l’azzecca, indovina che ho subito da pochi mesi un intervento chirurgico. Oh, stupore, ma è mago davvero! Passiamo oltre. E qui casca l’asino.
- Tu stavi per sposarti e poi è andato tutto a monte.
- Veramente no.
- No?
- No, non è mai successo nulla di simile.
Il mago è stupito. Io gongolo. Continua a scrutare il palmo della mia mano, che fa il suo dovere di mano e sta zitta.
- Io vedo che c’è una negatività alla nascita.
- La vede?
- Sì, è chiaro. Ma si può eliminare…
- La negatività?
- Sì. Posso farlo anche ora.
- E cioè?
- Devo ungerti tutte le giunture del corpo.
Faccio mentalmente un rapido esame delle mie giunture. Polsi, gomiti, ascelle, caviglie, ginocchia…
- No, grazie…
- Sicura? Io posso farlo.
- Davvero, non mi interessa. Sto bene così.
Il mago capisce che sono un soggetto refrattario e non insiste. Così cambia argomento e ci invita a fare una gita sulla sua barca, con un amico.
La mia amica mi guarda. Io declino l’invito. Allora ci chiede se la sera saremmo andate a mangiare il pesce, sempre con un suo amico. Stavolta non aspetto nemmeno lo sguardo della mia amica e ri-declino il gentilissimo (sì, davvero molto) invito.
Usciamo. Mentre siamo ancora sulle scale io esplodo in una risata, non ce la facevo più. La mia amica mi zittisce… se ci sente… Che fa? Manda il malocchio? Tanto io ce l’ho già dalla nascita, che mi frega. Nei due giorni successivi, il mago l’abbiamo incontrato continuamente. In pizzeria, nel corso principale, sotto casa. Almeno in quello era preveggente.
E la storia del legamento?
Ho assistito all’ingestione della polverina nel the somministrato all’ignaro fedifrago marito. Anche in quel caso ho dovuto fare uno sforzo per non tradirmi, mi sono venute le lacrime agli occhi per trattenermi dal ridere. Lui continuava a dire “E’ strano questo the, ma che ci hai messo?” E lei “Nulla, bevi, bevi”.
Attualmente i due stanno bene, e lui ha due figli. Con la nuova moglie.
Parole da morire
(ANSA) - WASHINGTON, 22 APR - Secondo uno studio i poeti hanno vita piu' breve di romanzieri, autori di drammi teatrali o altri scrittori. Lo ha detto James Kaufman dell'universita' di California secondo il quale i poeti si torturano intimamente, tendono spesso all'autodistruzione. I ricercatori si sono sforzati di individuare l'eta' media per ogni categoria di scrittori e hanno stilato questa classifica: i poeti muoiono in media a 62 anni, i drammaturghi a 63, i romanzieri a 66 e i saggisti a 68.
2004-04-22 - 08:45:00
Meditate bloggerS, meditate.
In tempo reale (successo e raccontato)
Drin drin (telefono)
- Pronto?
- Pronto, signora XY?
- Sì. (sarei io la signora XY)
- Buonasera, sono la signora XZ (così ha detto, “signora” , e il suo X è uguale al mio) e sono dell’Agenzia Pincopallo (ovviamente non era questo, ma l’ho rimosso), che opera nel settore del turismo. Il suo nominativo è stato estratto per una vacanza offerta dalla nostra Agenzia a scopo pubblicitario.
(Io comincio a scalpitare, non credo ai regali, questa è una storia da “Mi manda raitre”, uffa. Comunque non la interrompo).
- Voi in famiglia in un anno fate almeno una vacanza di una settimana?
- Sì, ma… non insieme. Ognuno per conto suo. (Sono anni che non vado in vacanza con la mamma)
La signora XZ è perplessa.
- Cioè lei e suo marito…
- Non ho marito. Non sono sposata.
- Ah allora niente. Questa offerta è valida solo per coppie sposate o conviventi.
- Ecco allora io sono fuori target.
- Buonasera.
- Buonasera…
Il vaffanculo mi è rimasto in gola.
Grecia: padre incestuoso e omicida arrestato a Corinto
(ANSA) - ATENE, 20 APR - E' stato arrestato un contadino di Corinto, nel centro della Grecia, per stupri, incesti ed omicidio in famiglia.
2004-04-20 - 11:46:00
Un tempo ne avrebbero fatto un mito.
"Iniziativa simpatica e originale"
(ANSA) - PESARO, 19 APR - Milly Carlucci madrina d'eccezione del neo Club dei 'Principi scomparsi' fondato dalla scrittrice, Milena Scaramucci. Testimonial e' il poeta Umberto Piersanti. Obiettivo del sodalizio, la ricerca dell' uomo ideale che, a detta delle socie, e' da tempo scomparso. La torta, a forma di rana, e' stata tagliata insieme al presidente mondiale del Club dei Brutti, Telesforo Iacobelli. 'Un iniziativa simpatica e originale' ha commentato Milly Carlucci.
2004-04-19 - 07:20:00
Senza parole.
AVVISO PER GLI UTENTI DELLE AUTOLINEE SITA E ATAF (Firenze e dintorni)
Non ci provate. Non ho il bluetooth.
È sempre la stessa storia.
Quando a scuola prendevo bei voti, nessuno mi diceva “Brava”, perché lo davano per scontato. E invece quando mio fratello prendeva la sufficienza esultavano perché non succedeva sempre.
Ora c’è questa iniziativa che premia chi smette di fumare. Una vacanza alle Seychelles addirittura.
E a chi non ha mai fumato, nulla.
Mi sono iscritta al sito e ho lanciato la mia protesta nel forum.
(A.A.A. Cercasi fumatore/trice da redimere per condividere viaggio premio)
Commento sui commenti (replica riveduta e corretta)
Ripropongo qui un vecchio post per spiegare perché ogni tanto potrei cancellare qualche commento e perché non si tratterebbe di censura. Ognuno ha le sue fissazioni, e io ne ho più di una.
Non è che io non voglia che commentiate quello che scrivo, scrivete quello che vi pare. Mi fa piacere, siete i benvenuti, vi amo per questo.
Quello che vorrei evitare è l’effetto Ionesco.
Mi spiegherò con un esempio, e non vi distraete perché poi v’interrogo.
Io sono qui bella bella (è un modo di dire) che controllo la posta, leggo le mailing list a cui sono iscritta, rispondo, visito qualche sito porno, le solite cose che facciamo tutti insomma, e a un certo punto mi dico “Leggiamo un po’ di blog”.
Così vengo su Splinder e leggiucchio qua e là (più là che qua). “Oh bada bellino questo post di LadyEterea (spero che non esista) sulla trasmigrazione delle anime – dico sempre tra me e me – ora scrivo una cosina anche io”. E scrivo il mio parere sul problema dei trasporti metafisici nell’ora di punta.
Poi magari scrivo un pezzo sui peli superflui (è bello passare di palo in frasca, anzi… di pelo in frasca).
Ora se LadyEterea, per rispondere a quello che io ho scritto nel suo blog, viene nel mio per discutere di anime vaganti e mi commenta il post sui peli… voi capite, l’effetto è spiazzante.
Poi magari arriva un altro che disserta sui vari metodi di depilazione, io rispondo a LadyEterea contestando le sue teorie sulla metempsicosi, poi rispondo a quello dei peli, arriva un altro che mi risponde a quello che ho scritto il giorno prima a proposito di un suo post sul declino dell’Impero ottomano, poi mi riscrive LadyEterea sempre sulle anime vaganti, si aggiunge un commento sul detto “donna baffuta sempre piaciuta”, un altro risponde a una mia domanda che gli ho posto nel suo blog, io faccio confusione e aggiungo un commento sulla reincarnazione dei peli…
Questo io chiamo effetto-Ionesco. E anche se “La cantatrice calva” è una delle mie opere teatrali preferite, qui mi piace mantenere un certo ordine, i cassetti puliti, con le mutande separate dai calzini.
Oltretutto non è carino nei confronti di chi arriva, legge e non riesce a seguire il discorso perché si fanno allusioni a chissà che cosa.
Un po’ diverso è quando il commento è sì avulso dal contesto del post, ma ha una sua vita propria, nasce, cresce e muore nell’ambito della serie di quei commenti. In questo caso l’effetto forum è sopportabile e può essere anche divertente.
Insomma l’importante è che non debba fare troppa fatica per capire a cosa ci si riferisce (ché le mie facoltà intellettive e mnemoniche sono nella fase discendente).
La devoluzione della specie.
Nei nuovi programmi scolastici, in seguito alla riforma Moratti, verrà abolito l’insegnamento dell’evoluzionismo, definito da colui che è stato incaricato alla stesura dei programmi, “una degradazione”.

Verranno altresì introdotte nuove materie di studio, oltre alle famose tre “i” (inglese, internet e impresa), come l’esoterismo applicato, la storia del gossip e fenomenologia del reality show.
Una di queste due affermazioni è vera.
L’altra è verosimile.
P.S. La terra è piatta ed è al centro dell’universo.
Nella foto l’ex scienziato Charles Darwin, che quando ha saputo della Moratti è rimasto di cera.
Un’altra Passione.