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Causa di forza maggiore

Non credo che potrò scrivere molto in questo periodo.
Non trovo la tastiera.
Amore per gli animali
LUSAKA (Reuters) – Un uomo di 50 anni dello Zambia si è suicidato dopo che sua moglie lo ha sorpreso mentre faceva sesso con una gallina. La donna lo ha scoperto nell’atto quando è corsa in casa perché aveva sentito un rumore. “Egli ha tentato di ucciderla ma è riuscita a scappare” ha detto un portavoce della polizia. L’uomo della città di Chongwe, a circa
Non capisco. Ci sono tanti uomini che stanno con un'oca, perché con una gallina no?
Riflessione di mezzanotte sull’amore che non c’è
So di uomini che si lamentano perché non trovano donne disposte a una relazione seria e duratura.
Conosco donne che vorrebbero trovare uomini disposti a una relazione seria e duratura.
Questi uomini e queste donne vivono in zone geograficamente distanti.
Un accoppiamento ben riuscito è una questione di trasporto. Amoroso, ma non solo.
All’amico risanato
T’ho accompagnato nel viaggio della speranza, t’ho portato, spinto sulle rotelle, in mezzo a passeggeri che guardavano curiosi. Io, rossa e sbuffante e tu, grande e pesante, che ti abbandonavi a me a corpo morto.
Nessuno poteva sapere quanto fossi inerme e inanimato ormai. Le tue funzioni vitali erano ridotte al minimo. Il tuo respiro era un rantolo affannoso, la tua luce fievole e confusa.
Il viaggio è stato breve, ti ho sistemato di fronte a me, assicurandomi che non cadessi, sperando che le vibrazioni non ti ferissero ulteriormente.
Al nostro arrivo ci stava aspettando colui che doveva salvarti e premuroso ti ha preso, sollevandomi dal tuo peso.
Ben presto eri sul tavolo, pronto per l’intervento. Prima è stata tentata la rianimazione, invano. Poi è stato deciso il trapianto.
E’ stato doloroso dire sì, temevo per i miei, i nostri ricordi racchiusi nella tua mente così spaziosa eppure bloccata. La dottoressa specialista mi ha promesso che avresti riacquistato una memoria doppia rispetto a prima, e io avrei pagato pur di vederti star bene. E così ho fatto.
Ti hanno aperto, ed io ho visto i tuoi visceri colorati, intrecciati, apparentemente confusi. Con mani sicure ed esperte il tuo cervello è stato asportato. L’ho preso con delicatezza, in fondo lì dentro c’era una parte di me, e mi sono commossa pensando ai tuoi neuroni consumati e forse persi per sempre.
Già speravo che fosse tutto finito, quando il cuore (il tuo) ha avuto un sussulto e poi nulla. Era già successo, ricordi? Ma io non gli avevo dato importanza. Il dottore che ha concluso l'intervento, ti ha aperto completamente allora, staccando visceri e vasi, ed ha preso un cuore nuovo, più potente per darti nuovi impulsi a vivere.
Il tempo passava, era quasi mezzanotte. Il tuo salvatore lavorava alacremente intorno al tuo corpo freddo come metallo, ed io aspettavo con piccoli pezzi di te nella mano, pronta a ricomporti com’eri.
Finalmente il miracolo! Respira… respira da solo. Ce l’abbiamo fatta.
Oggi ti ho riportato a casa, ancora un po’ intontito, e appena ti sei svegliato ti sei beccato un virus. Prontamente ti ho riempito di antivirali, ti ho protetto, ti ho sorvegliato.
Non sono sicura che tu sia fuori pericolo, però ora sono stanca: da domani ricominciamo a lavorare sodo.
Guai a te se ti blocchi ancora, potrei spaccarti quella testa di gigabytes che ti ritrovi. Sei avvertito.
A causa di problemi tecnici (il pc è defunto oppure si è beccato il sasser, la sars, o qualche altro impiccio), il blog è temporaneamente sospeso.
Le trasmissioni saranno riprese appena possibile.
Grazie.
Ironica
Dopo Fruttero e Lucentini, Age e Scarpelli, e Dolce e Gabbana, il panorama artistico italiano vede la nascita di una nuova coppia (s’ignora se solo letteraria) di Autori.
Nel mese di aprile di questo travagliato 2004, ha visto la luce “Il Bar sotto il Faggio”, frutto del lavoro a quattro mani, due cervelli e vari altri organi pari e impari, di due giovani e brillanti scrittori (o sedicenti tali) fedeli a una certa tradizione letteraria italiana, che dalla provincia e dai suoi personaggi, ha tratto la sua migliore ispirazione.
Il romanzo (ed. polentaecammelli, pagg. 149), è uno spaccato della contemporaneità vissuta in piccolo, in una quotidianità fatta di episodi, di avvenimenti bizzarri e grotteschi ma epici nel contempo, che coinvolgono personaggi degni del miglior Fellini. Uno per uno ci vengono presentati uomini e donne che tutti noi potremmo conoscere, e per questo sorridiamo con loro e di loro, patiamo i dolori e le sconfitte, e godiamo le gioie che di volta in volta colpiscono e sorprendono pagina dopo pagina, riga dopo riga, parola dopo parola, lettera dopo lettera.
Linguisticamente ineccepibile (a parte qualche refuso, che verrà corretto nella prossima edizione), la cifra stilistica dell’opera è caratterizzata da una doppia chiave: ironia da una parte, con numerosi vertici di irresistibile comicità (grazie anche all’uso di un dialetto del centro-sud d’Italia), e dall’altra un’uggiosa malinconia che s’insinua nei momenti più intimistici del racconto. Una commistione di agro-dolce consigliabile ai palati fini.
Come potremo mai scordare il sorprendente Takkinen, il burbero Capitano, il superdotato Bello, la dolce Anna e naturalmente l’io narrante, che ci conduce per mano fino al Bar sotto il Faggio? Come?
Ce la potremo fare, ma non sarà facile.
Un invito dunque alla lettura, ma soprattutto all’acquisto del libro, dato che gli Autori sono bisognosi.
A richiesta il libro verrà inviato con dedica personalizzata, impronta delle labbra del prof. polenta e impregnato con una goccia di Chanel n° 5.

Questo giovanotto dall’aria tenebrosa non ha ancora trent’anni, è canadese e oltre ad avere un aspetto notevolmente gradevole, canta.
Quando lo ascolto mi si cotonano i capelli da soli e mi ritrovo con un drink in mano in un locale fumoso fasciata di lamè.
Un trombettista fascinoso e ribelle (James Dean) mi contende a un ricco uomo d’affari (Cary Grant). Una rivale platinata (Marilyn Monroe) sta per fregarmi l’amante. E in mezzo a occhiate eloquenti e dissolvenze incrociate, mi sveglio la mattina dopo perfettamente truccata e con i capelli cotonati.
Chiamo un taxi ancora vestita di lamè (come segno della lussuria consumata nella notte) e torno nel mio appartamento al Plaza, varcando la porta girevole (ovvio) sotto lo sguardo complice del portiere in livrea (Walter Matthau).
Al languore subentra l’angoscia di avere sbagliato film. Incontro solo morti, io sognavo Pal Joey e invece sono finita in Sesto Senso. Non me ne va bene una, nemmeno al cinema.
Dove l’ho già sentita?

“Lista Prodi, pronto il nuovo inno: 'Tutti insieme'
E' pronto il nuovo inno della Lista Prodi, dal titolo "Tutti insieme". La musica è di Luis Bacalov e i testi di Sergio Bardotti.”
Cose da femmine.
Bello il centro storico di Firenze. Oggi pomeriggio pareva un sogno. Felliniano.
In piazza della Repubblica c’erano, in ordine sparso: la giostra, due banchetti raccogli firme (uno dei radicali e l’altro del partito marxista leninista o maoista, o tutte tre le cose), i soliti mimi che fanno le statue che non se ne può più, gli hare krisna che cantavano e ballavano - hai visto mai avessero ragione loro -, turisti ciabattanti, signorine fashion con stivali a punta e minigonna, un giovanotto nero che voleva per forza farmi leggere un volume di poesie anti-apartheid, nullafacenti sparpagliati per ogni dove. Poco più in là altri questuanti di firme, contro la droga, contro l’AIDS, la febbre gialla e l’acne…
Rifugiate nella solita caffetteria della libreria in una versione casereccia di Sex and the city, solo che non si è parlato di sesso, ma per il resto era uguale. Il tempo di massacrare la solita assente, e poi abbiamo attraversato la piazza zigzagando tra l’umanità varia e colorata che appesta benevolmente strade, piazze e vicoli (così impari a vivere in una città d’arte), fino al negozio di moda giovane che in italiano significa “indovina”, dove tutto è al risparmio tranne i prezzi.
- Carina, vero?
- Ma è striminzita…
- Si porta così, stretta e corta.
- Ah.
Ho il sospetto di essere fuori target. Ne ho la certezza quando vedo le micro-borsettine di vernice con le fibbiettine e i fiorellini, che “vanno”. Per me possono andare dove vogliono, io mi tengo le mie borse capienti da perenne insicura piene di aggeggi, che non si sa mai, se mi servisse qualcosa ce l’ho.
Il mio ideale è la borsa di Mary Poppins, quella con dentro il paralume e il tavolino.
Risaliamo la corrente fendendo grumi di corpi umani, fino alla piazza del Duomo. Una rapida incursione in profumeria, dove ci impiastricciamo di rossetto le mani, e poi la compagnia si scioglie.
Ogni tanto è bello fare le donne. (A volte anche esserlo).

Sono tornata con: caciocavallo, capperi, mandorle, origano, semi di sesamo, un libro da leggere, tanto sonno e voglia di ripartire.
Ho cambiato l'intestazione in omaggio a Dorothy Parker, che era una grande Scrittrice ironica (lei).
Ritorno all'antico.
Io i titoli me li faccio a mano, colorati e personalizzati.
Arrivederci, torno tra una settimana.
Titolo fallito.
Cattiva azione.
... e il titolo lo metto dentro l'apposito alloggiamento.
PROVA DELLA NUOVA PIATTAFORMA
Splash!
Questa è ermetica, lo so.
Avviso preventivo
Da qualche giorno lo stato di salute del mio computer dà motivi di preoccupazione. Inconsueti clic clac provenienti dal corpo principale, e repentini fermo-immagine, sbloccati soltanto con metodi brutali (spengimento e riaccensione dell'interruttore principale), fanno pensare ad una possibile prossima dipartita del disco rigido (Hard Disk, per gli esterofili).
Si potrebbe quindi verificare un periodo di assenza obbligata. (Anche perché sabato parto e torno dopo una settimana).
Casomai, arrivederci.
Poesia, poesia sembra che non ci sia (e infatti non c’è)
Devo rettificare una mia affermazione in un commento precedente.
Non è vero che non ho mai scritto poesie. Una l’ho scritta ed è anche stata pubblicata.
Nel n° 741 di “Topolino” dell’8 febbraio 1970.
A pag. 39, nella rubrica “Cronaca di Topolinia”, in basso a sinistra c’è la mia opera accompagnata da una mia fotografia, con capelli cortissimi e come sfondo una tenda a disegni geometrici in pieno stile anni ‘70. A pag. 41 c’è la foto di mio fratello più piccolo, senza poesie perché l’artista di casa ero io.
Ecco qui di seguito la poesia.
Titolo: L’alba.
Ecco: tutto si sveglia!
Campi, orti e città…
E il gallo col suo canto
La gente sveglierà
Per annunciare
Che la nuova giornata
È cominciata!
È l’alba del mondo!
Ora è chiaro perché non ho più continuato.
Welcome
Questo è il nuovo zerbino. Anche se è un tipo che si fa mettere sotto i piedi, non perde mai il sorriso.
Vediamo quanto dura.
Sulle blog-emigrazioni.
Piccola riflessione sui blog. (Scrivo piccolo perché di solito non mi piace leggere i post che parlano di blog, e allora un po’ mi vergogno).
La riflessione è la seguente.
Perché se uno smette di scrivere un blog per aprirne un altro su un’altra piattaforma, si dice che “è andato via”? Perché gli altri lo salutano e si dispiacciono? Perché non cambiano l’indirizzo nei link e non continuano a leggerlo come sempre?
Non sono domande retoriche, è che proprio non capisco.
Segnalazione TV
Raitre, ora tarda (ovviamente): The Kingdom di Lars Von Trier. (Telefilm di paura).
Una storia di sesso, sangue e imbecillità
Livorno, 18:42 Accoltella la moglie in un club per scambisti
Me l’immagino questo signor Bartolomei, che vuol fare il moderno trasgressivo e propone alla moglie con fare libidinoso “Bella polacchina mia, vieni che ti porto a fare un po’ di porcate al privé che hanno aperto all’Ardenza*…” E lei, un po’ titubante: “Sei sicuro, patatini?” “Sssì, ssì… dai che son tutto eccitato!”
Così una sera i due tutti agghindati e profumati, lui con le mutande nuove e lei col completino leopardato comprato all’Oviesse, vanno al Club per scambisti**.
Poi, al dunque, il signor Bartolomei ha realizzato che pure lui avrebbe dovuto mettere a disposizione la moglie, e si dev’essere un poco turbato. Quando poi ha visto che la sua Signora era entrata nel ruolo e che qualcun’altro entrava nella sua Signora… ha capito che va bene essere trasgressivi, ma cornuti no!
*pura fantasia.
** liberi di non crederci, ma la prima volta che l’ho sentito pensavo fosse un circolo di appassionati di treni.
“E' avvenuto oggi, nella Cappella del Tesoro della cattedrale di Napoli, il 'miracolo' della liquefazione del sangue di San Gennaro. Il prodigio, che non si era verificato ieri nella basilica di San Gennaro, è avvenuto alle 10.29.”
Tiriamo un sospiro di sollievo: era solo un ritardo.
(ANSA) - NAPOLI, 1 MAG - Non si è ripetuto a Napoli questa sera il miracolo di San Gennaro con la liquefazione del sangue nelle ampolle. Il prodigio, così come viene definito dalla Chiesa, della liquefazione del sangue del patrono del capoluogo partenopeo, non si è verificato nonostante le ripetute preghiere. L'arcivescovo di Napoli, card. Giordano: “E' una superstizione pensare che quando il sangue non si scioglie, sia auspicio di cattivi presagi.* Questo non è vero”.
2004-05-01 - 20:02:00
* Soltanto quella è una superstizione?
Chi la dura la vince (a volte)
Forse ci siamo. Dopo tre giorni di prove e controprove, autoinvii di posta incrociata, mail spedite a raffica a gentili e pazienti amici, che si sono ritrovati la casella piena di messaggi di questo tenore: prova, prova 1, prova 2, riprova; dopo tre giorni di verifiche e di cambiamenti di settaggi, con pop, smtp e autentication allowed, sono giunta alla fine delle tribolazioni.
Non mi sono ancora arrivate tutte le risposte che aspettavo, però oggi ho ripreso a ricevere le offerte per l’allungamento del pene.
Ce l’ho fatta. Ce la faccio sempre.
Perché io i problemi li affronto in modo scientifico.
Avviso ai miei numerosissimi corrispondenti
Non ho ancora capito se questa maledetta posta funziona. Mi sto scrivendo da sola per vedere se mi arrivano le email.
Non ho ricevuto nient'altro che i miei messaggi, ma ora smetto perché non ho molto da dirmi. Se non rispondo è perché non ho domande.