martedì, 31 agosto 2004
non ho più voglia

Sono tornata...

 

 

 

... ma non ho voglia di scrivere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

produzione neuronale di ironica | 31/08/2004 12:10 | commenti (10)
venerdì, 20 agosto 2004

Garda che lago…

 

Da sabato sarò a Riva del Garda in provincia di Trento, paradiso dei surfisti. Sempre che le condizioni climatiche siano adatte, s’intende, altrimenti ci dovremo rassegnare a stare in piscina a prendere il sole o a fare delle gite nei dintorni a scattare foto e strafogarci di gelati con gli ombrellini. E per uno che aspetta da un anno di inaugurare la nuova tavola non è il massimo.

 

Io veramente sul windsurf non sarei capace di salire neppure quando è sulla terraferma, ché la convessità lo rende dondolante e potrei perdere l’equilibrio. Ma non è solo per quello. Anche ammesso che riuscissi a stare in piedi sulla tavola grazie al silicone sigillante, non avrei la forza di tirare su il boma, che è il maniglione a cui ci si aggrappa per manovrare la vela. Me ne starei lì, in bilico su quell’acqua che si muove anche di notte, non sta ferma mai, tesa nello sforzo di tirare su quella cosa che sembra una corda ma che certamente ha un nome, simbolo vivente della precarietà umana.

 

E poi la muta. Le scarpette, i guanti, l’imbracatura. Ho un certo senso del ridicolo anch’io e conosco i miei limiti.

 

Quindi anche quest’anno farò quella che aspetta sulla riva seguendo con lo sguardo la vela amica (come le ali amiche, solo più colorata) con la leggera ansia di dover mandare qualcuno a recuperare l’amato bene naufrago in qualche comune limitrofo, oppure accoglierlo festante al ritorno, novella Penelope, mentendo: “Bravo, sei molto migliorato”. Anche se è caduto venticinque volte nell’arco di venti minuti.

 

Tempo permettendo, questo è il copione. Altrimenti c’è la piscina, i dintorni e i gelati con gli ombrellini.

Prendo quindi commiato salutando tutti, e come diceva mio nonno: “Che Dio ce la mandi buona e senza vento”.

 

produzione neuronale di ironica | 20/08/2004 00:21 | commenti (23)
giovedì, 19 agosto 2004

Centro!

galiazzoQuesto ragazzone che mi ricorda Ciccio di Nonna Papera, è Marco Galiazzo, 21 anni di Padova e ha partecipato alle Olimpiadi per la prima volta nel tiro con l'arco. Doveva centrare un cerchietto giallo da 70 metri di distanza e l'ha fatto talmente bene che ha vinto la medaglia d'oro.

Era il mio favorito, con quel cappellino da pescatore e l'aria bonacciona, e sono proprio contenta per lui.

E poi fa uno sport che non se lo fila nessuno, uno sport serio perché ci scommetto che Marcone non si fidanza certo con una velina...

produzione neuronale di ironica | 19/08/2004 18:19 | commenti (7)

Questione di stile

 

Il look da vecchio hippy sfatto di quell’ometto (ometto di definirlo) mi ha fatto ricordare che ce l’ho anch’io la bandana. Autentica Made in China e acquistata per un dollaro a Baltimora.

 avanti popolo alla riscossa, bandana rossa bandana rossa...

Non l’ho mai usata. Non saprei come e quando metterla perché preferisco di gran lunga i cappelli. Purtroppo non ho molte occasioni di mettere i cappelli, anche se mi stanno bene. Mi donano, diciamo.

 

Per quanto riguarda l’abbigliamento avrei preferito nascere alla fine dell’ottocento, magari in una famiglia aristocratica e possibilmente ricchissima. Avrei portato la crinolina con eleganza e mi sarei dedicata alla scoperta di talenti artistici. Avrei aperto il mio salotto il giovedì e il sabato, e avrei avuto molti amanti letterati e/o musicisti. Anche qualche pittore, tanto per farmi fare un ritratto con cui consegnarmi alla storia.

 

Tutto questo si può fare con la veletta, non con la bandana.

 

produzione neuronale di ironica | 19/08/2004 13:28 | commenti (12)
mercoledì, 18 agosto 2004
Templates adulti cercasi

Vorrei sapere se esiste da qualche parte un template per blog di maggiorenni.

 

Senza orridi pupazzi giapponesi con gli occhi a palla, senza cantanti sconosciuti con la lingua piena di ferramenta, senza farfalline rosa o gattini infiocchettati. Qualcosa di sobrio ma non funereo con teschi e zombies. Un modello semplice senza donnine nude con le ali e le lacrime di sangue, senza finestrelle da far scorrere o cursori rotanti. Una cosa adeguata, dignitosa ma non seriosa, chiara e facilmente leggibile.

 

Esiste?

 

produzione neuronale di ironica | 18/08/2004 14:05 | commenti (26)
martedì, 17 agosto 2004
"Lo sa che io ho perduto due figli" "Signora lei è una donna piuttosto distratta" (F.D.A.)

Ostia (che non è un’imprecazione): i genitori l'hanno improvvisamente persa di vista, forse si è allontanata su un canotto. "Ma dove sono?"

Bimba si perde in spiaggia ritrovata a 7 km di distanza

ROMA - Due ore di paura sulla spiaggia di Torvaianica, vicino Ostia, per una bambina di 10 anni scomparsa. I genitori l'hanno persa di vista verso le dodici, poi la polizia l'ha ritrovata a sette chilometri di distanza.

 

 

Immagino che la sensazionalità del fatto stia nel chilometraggio percorso dalla piccola profuga (nemmeno troppo piccola per la verità). Altrimenti non so spiegarmi perché questo episodio sia tanto degno di nota.

 

bimba tanto persa e impauritaForse è una parente del giornalista, o il giornalista stesso ha assistito alle ricerche, che immagino avranno animato la spiaggia anche meglio di un corso di salsa sulla battigia.

 

Chi da bambino non si è mai perso? E’ un classico, in tutti i film balneari degli anni ‘50/‘60 con Ave Ninchi e Mario Carotenuto c’è un bambino che si perde (e quando lo ritrovano lo caricano di botte). Nei supermercati anche oggi capita di sentire “Il bambino Mario aspetta la mamma alla cassa cinque”

 

Io ricordo di essermi persa alla Mostra dell’Artigianato. Avrò avuto tre o quattro anni, ero con mio padre che mi portò al bar e mi disse “Io vado a prendere un caffè. Tu aspettami qui, non ti muovere eh?”

 

Io mi mossi.

 

Poi in seguito mi sono persa altre volte, in senso metaforico, ma non sono cose da pubblicare (se non dopo adeguato battage pubblicitario.)

 

produzione neuronale di ironica | 17/08/2004 17:40 | commenti (16)

Il gioco dell’estate: calcola quanto ti resta da vivere

 

Salute: scoperti piccoli trucchi che allungano la vita

(ANSA) -LONDRA, 17 AGO- In attesa dell'elisir della giovinezza, gli scienziati concordano su alcuni trucchi che allungherebbero l'aspettativa di vita fino a 30 anni.

 

Puntualizzando che l’aspettativa di vita non sarebbe allungata fino a trenta anni (che forse era più che accettabile nel Paleolitico inferiore), ma di trenta anni (e magari questo ha pure superato l’esame per giornalista), vorrei qui riprendere i risultati che in questi giorni insigni studiosi ci stanno propinando per permetterci di conversare sotto l’ombrellone, perché si sa, d’estate col caldo è obbligatorio mandare il cervello in vacanza.

 

Facciamo un riepilogo dei dati raccolti da agenzie di stampa e quotidiani.

 

Anni guadagnati

Anni persi

essere felici

27 anni

bere

10 anni

avere molti amici

fumare

mangiare broccoli

unione infelice

4 anni

fare sesso regolarmente

6-10 anni

 

 

matrimonio felice

5 anni

 

 

  

Tenendo conto che gli italiani hanno un’aspettativa media di vita di 76,7 anni per gli uomini e di 82,9 anni per le donne (dati ufficiali), ognuno faccia i suoi calcoli.

 

Per quanto mi riguarda, tralasciando considerazioni troppo personali, io che non mangio broccoli e che non fumo, ne ho ancora per una ventina d’anni.

 

produzione neuronale di ironica | 17/08/2004 10:54 | commenti (14)
lunedì, 16 agosto 2004

Caramelle non ne voglio più (utility per creativi pigri)

 

Dopo il cavallo goloso, è il turno del delfino curioso.

 

Che cosa si inventeranno ancora i nostri amici pubblicitari per i prossimi spot? Per aiutarli in questo compito ecco alcuni animali e aggettivi in ordine alfabetico, da poter combinare in libertà.

 

animale

aggettivo

bradipo

altezzoso

canguro

ansioso

caprone

dubbioso

cavedano

famoso

facocero

festoso

gabbiano

merdoso

lemure

mostruoso

lombrico

noioso

maiale

ombroso

mulo

omertoso

pangolino

peloso

pidocchio

pretenzioso

rospo

rabbioso

scarabeo

scontroso

scorfano

uggioso

 
produzione neuronale di ironica | 16/08/2004 15:12 | commenti (21)
domenica, 15 agosto 2004

Nuova immagine

 

Prevenendo la domanda dei più giovani e dei meno cinefili, quella nella foto del titolo non sono io.

 

Si chiama Lucille Ball ed è morta nel 1989. Era una delle poche attrici comiche del cinema americano, faceva ridere senza essere racchia e questo era già un’eccezione.

 

produzione neuronale di ironica | 15/08/2004 15:46 | commenti (7)
sabato, 14 agosto 2004

ATTENZIONE (uso privato di post pubblico)

 

All’anonimo/a che dalla Lombardia è arrivato/a qui alle ore 14:30 cercando su google “opera parigi "scarpette bianche": Parliamone!

 

Mi sa che ne ricordi più di me.

 

 

Ironica in piena regressione.

 

produzione neuronale di ironica | 14/08/2004 15:00 | commenti (6)
venerdì, 13 agosto 2004

NEWS

Su Clinamen: dalla Cina con visore.

 

produzione neuronale di ironica | 13/08/2004 14:03 | commenti
giovedì, 12 agosto 2004

Da La Repubblica online di oggi:

 

Genova, 10:49
Suicida sui binari 47enne spostato e padre di 3 figli

 

 

Evidentemente non si è spostato abbastanza.

 


produzione neuronale di ironica | 12/08/2004 11:14 | commenti (6)
mercoledì, 11 agosto 2004

Villa Ginori

Le mie vacanze

 

Questa è una veduta del luogo dove sono andata in villeggiatura per oltre quindici anni.

 

Ovviamente l’immagine è precedente al periodo in cui io zampettavo da quelle parti, checché qualche lingua maligna possa insinuare.

 

È una specie di caserma adattata a soggiorno balneare per le famiglie dei dipendenti del Ministero della Difesa, militari e civili. Si trova a Cecina Mare, provincia di Livorno.

 

Il primo anno mia madre aspettava mio fratello (il secondo, ché uno solo non ci bastava). L’anno successivo tornammo e ricordo che, mentre l’ultimogenito (8 mesi) una notte cadde dal letto provocando in mia madre un attacco isterico (o almeno così mi parve), l’altro (due anni scarsi) cadde tutto vestito nella fontana nel piazzale dal lato del mare, proprio durante una serata danzante (uomini incravattati e femmine pittate). Disdicevole.

 

I miei decisero quindi che finché quei due esseri non fossero stati addomesticati, le vacanze le avremmo trascorse in luoghi socialmente meno impegnativi e più adatti per due marrani ruzzoloni. Così iniziò il periodo calabrese ospiti della famiglia di mio padre (sono una mezzosangue). Ci ritrovammo in una natura incontaminata, spiaggia semideserta, mare trasparente e greggi di pecore di passaggio. I miei parenti avevano una specie di ristorante sulla spiaggia e noi bambini bivaccavamo come selvaggi tra il retrocucina dove ammazzavano le galline, il biliardino, il flipper e il bancone del bar dove ci ingozzavamo di birra peroni e salame piccante calabro (con grande costernazione di mia madre, molto precisa, salutista e toscana).

 

Finito lo svezzamento e impartiti i rudimenti del bon ton alla figliolanza, tornammo in terra toscana. Per noi ragazzi, alle soglie dell'adolescenza, che l’ambiente fosse contaminato e il mare di ben altro livello era del tutto secondario. A Cecina c’era il minigolf, il ping pong e la discoteca, e delle pecore potevamo fare a meno.

 

Soprattutto c’era la “compagnia”, una nutrita rappresentanza di figli del boom, costituita da un nucleo storico di habituè e da un certo numero di personaggi che annualmente rinnovavano il parco degli “amici del mare”. Il copione era il consueto di certi filmetti vacanzieri dei Vanzina; io mi presentavo con un valigione pieno di vestiti che occupava mezzo bagagliaio della 128 blu di mio padre, e la mia preoccupazione era quella di abbronzarmi più in fretta possibile e trovare la combinazione di abbigliamento adatta per la sera.

 

La nostra educazione sentimentale ha preso avvio su quella spiaggia; il mio primo corteggiatore fu un sedicenne napoletano con gli occhi azzurri che si chiamava Diego, io avevo 14 anni e siccome mi piaceva ma ero terrorizzata, accettai la corte ma alla fatidica domanda “Ti vuoi mettere con me?” risposi “Non mi sembra il caso”. E non mi sembrò il caso per molti anni ancora.

 

Fu lì che conoscemmo Luca; ci sembrò tanto strano e triste che fosse figlio unico, che lo nominammo nostro fratello adottivo, con buona pace dei nostri e dei suoi genitori. Questo fratello putativo esiste ancora, ci sentiamo spesso ed è quello con cui abbiamo concordato che, se a 40 anni fossimo stati soli, ci saremmo sposati tra di noi, per sostenerci reciprocamente. Poi le cose sono andate diversamente, ma il limite è solo spostato in avanti.

 

on the beach

Nel 1977 ci fu la mia prima volta in discoteca (La Tavernetta, che ora non esiste più), trascinata da un ragazzo di Roma con l’incoraggiamento dei miei (tanto per far capire che razza di piattola fossi). C’era l’epidemia di febbri del sabato sera, e tutti imitavano John Travolta. Io mi divertii abbastanza, e in seguito ci sono anche tornata, ma si sudava, la musica era troppo alta e poi mi stancavo.

 

A me piaceva stare in cerchio a chiacchierare. Facevo la spiritosa, le imitazioni e se riuscivo a far ridere potevo anche dimenticare che tutti si fidanzavano e io no. (Del resto, non mi pareva il caso)

 

Quando arrivò l’età della patente cominciammo a migrare verso i dintorni, Livorno (al mercatino americano a vedere i vibratori in vendita), Castiglioncello (al mitico Ciucheba), San Vincenzo, Donoratico, Baratti… I miei non volevano che andassi in macchina, e quindi lo facevo di nascosto, tutta arrotolata nei sensi di colpa e sui sedili posteriori, perché di solito le macchine erano poche e i viaggiatori tanti, e dovevamo nascondere gli esuberi agli eventuali controlli dei vigili.

 

Non so se sia normale o no, ma io una vacanza così la rifarei subito. Compreso il falò a mezzanotte, con la chitarra, le stelle cadenti, il cocomero e le salsicce arrosto (tipico piatto estivo). Magari con il fidanzato accanto, visto che ora mi sembra il caso.

 

produzione neuronale di ironica | 11/08/2004 15:44 | commenti (11)
martedì, 10 agosto 2004

Allergia!

 

Sono una vittima privilegiata di zanzare e altri insetti ematofagi. Alle persone normali vengono dei puntini rossi, a me qualcosa che somiglia alla manifestazione cutanea che Don Rodrigo si scopre con raccapriccio nel capitolo 33 dei Promessi Sposi.

 

Così mi sono procurata un prodotto che dovrebbe, costituire - testuali parole - una barriera impenetrabile agli insetti per 6-8 ore. Piena di entusiasmo ho spalmato lo stick sulle parti esposte del mio corpo già martoriato.

 

Poi ho letto lo scritto piccino.

 

AVVERTENZE:

Irritante per gli occhi (e va bene, non me lo metto dentro gli occhi).

Infiammabile (tanto non fumo).

Conservare fuori dalla portata dei bambini (non siamo dotati di bambini).

Conservare lontano da alimenti e mangimi e bevande (non lo porto in cucina).

Non mangiare, né bere né fumare durante l’impiego (qui la cosa si fa più ardua, cosa intendono per impiego? Devo fare la doccia prima di andare a pranzo?)

Evitare il contatto con gli occhi (l’hanno già detto, sto diventando nervosa)

In caso di contatto con gli occhi lavare immediatamente (divento nervosa)

e abbondantemente con acqua (comincio a preoccuparmi)

e consultare un medico (sono preoccupata).

In caso di incidente (ohi)

o di malessere (mi sento strana)

consultare immediatamente il medico e mostrargli l’etichetta (mi vedo agonizzante mentre punto tremante il dito verso lo stick assassino).

Non eccedere nell’uso (si rischia l’overdose?).

Non contaminare durante l’uso alimenti, bevande, o recipienti destinati a contenerne (pensavo proprio di cospargerne piatti, bicchieri e anche la ciotola della gatta).

Non ingerire (ancora?).

Da non vendersi sfuso (è solido, come si fa a venderlo sfuso?).

Usare con cautela su pelli delicate (son tanto delicata io);

in particolare nei bambini il trattamento dovrà essere effettuato ad intervalli distanziati (se avessi un bambino lo avvolgerei in una zanzariera piuttosto).

In soggetti sensibili può provocare irritazione cutanea (fantastico, evito le zanzare e mi vengono le piaghe).

Da non usare su pelli abrase o su ferite (sto cercando di ricordare se la mia pelle è abrasa o ferita).

Attenzione (più di così?):

il formulato contiene sostanza nociva per gli organismi acquatici (so nuotare, mi posso definire organismo acquatico?)

 

Alla fine del minaccioso avvertimento c’è questo simpatico simbolo arancione, ai sensi della L. 256/74.

 

 

In questo momento sto aspettando che gli eventuali effetti collaterali si manifestino.

 

 

Nel caso peggiore lascio qui la mia disposizione estrema: non voglio essere cremata. Voglio essere cioccolata.

 

produzione neuronale di ironica | 10/08/2004 09:18 | commenti (16)
lunedì, 09 agosto 2004

Le smanie per la villeggiatura

 

Nel supermercatino sotto casa aperto (per fortuna) sempre.

 

 

-         Oh, buongiorno! E’ tornata?

-         Sì ma domani si riparte.

-         Ciao… come stai?  (al bambinetto biondo)

-         Be-ne…

-         Sei stato bene al mare?

Interviene la mamma:

-         Sì, ma domani si riparte, voi tutto bene?

-         Sì… Il su’ marito?

-         Il mi’ marito bene… è venuto ieri, poi ha fatto la notte e la rifa’ stasera, poi domani si torna al mare (E tre)

 

 

Che non si creda, per carità, che il dieci di agosto si stia in città rinunciando alla Santa Villeggiatura.

 

produzione neuronale di ironica | 09/08/2004 11:00 | commenti (2)

Bambini

 

Emil

Questo è Emil, creatura della scrittrice svedese Astrid Lindgren (che ha scritto anche Pippi Calzelunghe). I telefilm erano del 1973 circa, e la sigla faceva così: Singule nai singulenai, singule gule nai…

 

Era un bambino vivace che ne combinava di tutti i colori a spese di parenti, vicini e della ragazza a servizio della famiglia, una bionda con la faccia tonda che piangeva sempre.

 

Per punizione veniva rinchiuso nel capanno degli attrezzi (non esisteva il telefono azzurro) dove intagliava statuine di legno.Vacanze nell'isola dei gabbiani

 

 

E questi sono i bambini di Vacanze nell’isola dei gabbiani, sempre di Astrid Lindgren. Il ritornello della sigla faceva: Bimbum bambobimbum bambum… etc

 

 

Non mi sembra strano essere stata bambina, mi sembra incredibile non esserlo più.

 

produzione neuronale di ironica | 09/08/2004 09:56 | commenti (11)
domenica, 08 agosto 2004

A come Anni ‘70