giovedì, 30 settembre 2004

Puuttuuko aviomies?*

 

Petteri, marito perfettoQuesto signore dall’aria solida ha quarant’anni, è finlandese e si chiama Petteri Ikonen. Petteri, che per comodità chiamerò Pierino, ha avuto un’idea.

 

Si da’ a noleggio.

 

Che novità, potrebbe pensare qualcuno malizioso. È da mo’ che esistono i damerini, i mantenuti, i gigolo’… Sbagliato. Pierino non fa sesso a pagamento, immagino e spero per lui che lo faccia gratis con chi più gli aggrada, ma non è questo il punto.

 

Pierino è affittabile come marito.

 

Lui si offre per fare quei piccoli servizi in casa che, di solito, così dicono, vengono erogati dai mariti. L’unico marito con cui ho vissuto era mio padre ed effettivamente cambiava le lampadine, faceva piccoli interventi idraulici e di falegnameria, accompagnava noi bambini, bambini che però aveva contribuito a fabbricare.

 

Viceversa pagando 20 euro per la prima ora, e 10 per ogni ora successiva, si può usufruire dei servigi di Pierino, che dice di essere disponibile per dare lezioni di guida, attaccare quadri eccetera.

 

A differenza di quello che si può pensare, Pierino non viene chiamato esclusivamente da donne sole, ma sono anche uomini e famiglie che hanno bisogno di un aiuto. Vista da quest’ottica la cosa appare meno triste.

 

Perché non so come la possano pensare gli altri, a me è venuta una certa uggia a leggere questa notizia.

 

Così non solo dovrò mettere i soldi da parte per la badante, ma anche per il marito a cottimo?

 

 

*Vuoi un marito?

 

produzione neuronale di ironica | 30/09/2004 15:13 | commenti (12)
mercoledì, 29 settembre 2004

Pallacanestro a Topolinia

 

Usa: un gruppo di scienziati ha insegnato ai topi come giocare a Basket

 

Chi ha mai detto che la pallacanestro è uno sport dedicato alle persone molto alte? Da qualche tempo, in America, e più specificatamente all'interno del "Center of Science and Industry in Columbus", nell'Ohio, a praticare questa disciplina sono anche i piccoli topolini da laboratorio.

 

Traducendo in parole povere: ci sono esseri umani laureati e presumibilmente specializzati, che ricevono uno stipendio per insegnare a dei topi a fare questo ß clic

 

 

P.S. questo post è particolarmente insulso, ma avevo l’urgenza di distogliere l’attenzione dal precedente.

 

produzione neuronale di ironica | 29/09/2004 15:02 | commenti (10)
martedì, 28 settembre 2004

Sulla letteratura erotica

 

Mi sono imbattuta casualmente e contemporaneamente in una serie di blog a contenuto erotico. L’unico motivo per cui mi ci sono soffermata è che alcuni sono molto ben scritti. Alcuni.  

 

La letteratura erotica mi annoia.

 

Ho letto i classici, ho letto racconti sadomaso. Ho letto “La vita sessuale di Catherine M”.

 moon shadow

Dopo due pagine sbadiglio. Succedono sempre le stesse cose, le varianti si ripetono, i termini, i verbi, gli aggettivi, sono sempre gli stessi. I capezzoli sono turgidi, le labbra tumide, poi ci sono gli umori, i sessi eretti e bagnati, i muscoli tesi. Si sa sempre come va a finire.

 

Anche l’Amleto è risaputo, ma incuriosisce come la messa in scena ci conduce all’entrata finale di Fortebraccio. Ingmar Bergman lo fece arrivare con gli elicotteri (grande spettacolo). Dovrebbe essere la stessa cosa con la letteratura erotica.

 

Quando poi il racconto è autobiografico mi sento infastidita. Non sono una pettegola, non sono nemmeno guardona. Anzi, mi interessa poco e punto quello che fanno gli altri in certe circostanze. Preferisco le storie inventate allora.

 

Tempo fa provai a scrivere io un racconto erotico. Doveva essere, nelle intenzioni, una storia di incontri torridi tra le quinte di un teatro con personaggi mascherati e non parlanti. Sesso e pantomima. Mi sono addormentata alla seconda pagina.

 

Se riesco a superare lo scoglio della terza lo pubblico qui. Promesso. Magari di pomeriggio, giusto il tempo per una pennichella.

 

produzione neuronale di ironica | 28/09/2004 17:38 | commenti (23)
lunedì, 27 settembre 2004

Diritti e rovesci

 

Oggi ho detto al mio, per ora futuro, capo, che io finché non ho il contratto non lavoro.

 

Lui prima ha farfugliato qualche scusa: “Non è colpa mia, sto aspettando la consulente del lavoro, io gliel’ho detto, se ne deve occupare mia moglie ma abbiamo gli operai in casa…”

 

Mancava solo “Era tutto pronto ma il cane ha mangiato i documenti”

 

Poi si è rassegnato.

 

Benvenuto nel mondo delle regole, baby.

produzione neuronale di ironica | 27/09/2004 20:28 | commenti (19)

Un corso di basso livello

(post senza figure per ovvi motivi)

 

Come ogni anno, in questo periodo mi viene l’idea di iscrivermi a qualche corso. Pensavo all’acquagym che fa bene alla circolazione e alla buzza che mi ritrovo, oppure un corso di web design che mi può tornare utile e dilettevole, oppure potrei provare il Tai Chi Chuan che sono anni che lo dico e non lo faccio mai, anche se io so da sempre che è il tango quello che dovrei imparare, ho un’anima tangueira, lo sento.

 

Oggi sul quotidiano che leggo di solito, nelle pagine cittadine, noto questo trafiletto:

 

Perineo in forma per donne di ogni età

Il Quartiere 2 e l’associazione La Raccolta organizzano otto incontri sul perineo per donne, anche in preparazione al parto: lezioni (18,30-20) dal 5 ottobre nella scuola Giotto… etc

 

Perbacco, ho pensato, è proprio qui in zona, sarebbe comodo. Un corso sul perineo. Otto lezioni di un’ora e mezzo per un totale complessivo di dodici ore sul perineo. “Anche in preparazione al parto”. Supponendo che un paio di lezioni siano dedicate all’utilizzo puerperale, mi chiedo il contenuto delle restanti nove ore. Nove ore sul perineo non gestatorio. Mi si spalanca (scusate il verbo) un mondo che non immaginavo.

 

Mi fa pensare a una puntata di Sex and the city dove le protagoniste vanno a un seminario di sesso, forse tantrico, e l’anziana insegnante dimostra col marito come si fa, non mi ricordo cosa, perché quel telefilm lo seguo molto distrattamente.

 

Comunque per tornare al perineo, che sta sempre lì in mezzo e non si aspetta certo che gli dedichino un intero corso di studi, mi incuriosisce ma non ci andrò. A me piace avere dei risultati e dimostrarli.

 

Sarebbe strano quanto disdicevole, dopo, dire “Ehi, ho fatto un corso. Ho incredibilmente sviluppato la muscolatura del perineo. Vuoi sentire?”

 

produzione neuronale di ironica | 27/09/2004 00:06 | commenti (17)
sabato, 25 settembre 2004

Cosa vorrà dire…

 

… se in profumeria invece del solito profumino, ti danno in omaggio un campione di Anti-gravity firming lift cream?

 

 

N.d.A. In accompagnamento al presente post avevo deciso di mettere una foto tratta dal film "Brazil" di Terry Gilliam, 1985. Si vede la vecchia babbiona sottoposta a un impressionante trattamento di tiraggio della pelle del viso. Ma siccome tutte le immagini che ho trovato sono sotto copyright e non si possono trasferire, allora usate la fantasia e cercate di ricordare il film (che tra l'altro merita di essere visto). Grazie.

 

produzione neuronale di ironica | 25/09/2004 14:56 | commenti (12)
venerdì, 24 settembre 2004

Le chiavi di casa (il film)

 

Poi ieri sera alla fine, nonostante tutto, ho visto “Le chiavi di casa”.

 

Film sopravalutato, perché avrebbe dovuto vincere il Leone d’oro? Per la bella (bellissima, pure troppo) faccia di Kim? Mi sono distratta a guardarlo, soprattutto nelle inquadrature di tre quarti, dove gli occhioni malinconici danno il meglio di sé. Per un fotoromanzo basta e avanza, per un film in movimento no.

 

La storia, intesa come trama, è piccina picciò. Del romanzo di Pontiggia “Nati due volte” (consiglio di lettura) è rimasto ben poco.

Il ragazzino è strepitoso, roba da mettere in crisi generazioni di seguaci di Stanislavskij-Strasberg e compagnia bella. La Rampling, anche se un po’ troppo gonfia di punturine in faccia, è una bella mamma dolente e vera.

 

Temevo il momento del finale. Credo che ci pensasse anche Amelio che ha preferito eliminarlo e così ha risolto il problema. Quel pianto io l’ho interpretato nel modo più crudo, ma realistico, non condiviso dai miei compagni di visione. Babbo Kim capisce che un conto è spupazzarsi il ragazzino per la durata di un film, un altro è portarselo a casa e viverci 24 ore al giorno finché morte non vi separi.

 

Perché è dura, molto dura. E purtroppo nella vita quando compare la parola “fine” non si torna sempre a casa da una moglie e da un altro figlio. Sano.

 

produzione neuronale di ironica | 24/09/2004 10:43 | commenti (13)
giovedì, 23 settembre 2004

MestiziaModigliani- ritratto di Portrait of Jeanne Hébuterne (1917)

 

Stavo ascoltando una canzone del terrorista islamico Cat Stevens, quella che sapevo anche strimpellare sulla chitarra quando ero più giovane e meno disillusa (sulla possibilità di imparare a suonare la chitarra, tra le altre cose).

 

It’s not time to make a change,

Just relax, take it easy.

 

Suggestionata dalla musica, da tensioni casalinghe ed extramoenia, o dalla PMS mi è venuto il “tristolino”, come dice un mio amico virtuale ma non virtuoso.

 

All the times that I cried, keeping all the things I knew inside,

It’s hard, but it’s harder to ignore it.

 

Svuotata da impellenze di apprendimento e priva di scadenze imminenti, so che cosa devo fare. Uscire.

 

In genere l’acquisto di un cosmetico, possibilmente molto colorato e molto superfluo, agisce da lenitivo temporaneo ma efficace. Nei casi di malinconia più grave torno a casa con un quaderno. La cancelleria è il mio antidepressivo.

 

I know I have to go.

 

produzione neuronale di ironica | 23/09/2004 15:22 | commenti (12)
mercoledì, 22 settembre 2004

Amore & botte

(Ironica a luci rosse, finalmente)

 

(ANSA) - TEHERAN, 22 SET - Una donna iraniana ha fatto causa al marito chiedendo che gli venga ordinato di picchiarla soltanto una volta alla settimana. Lo riferisce il quotidiano di Teheran 'Aftab' secondo cui la donna, Mariam J., non ha chiesto il divorzio, e anzi non si e' affatto lamentata della sua vita matrimoniale, a parte il fatto che il marito la picchia ogni sera. 'Ma e' nella sua natura', lo ha giustificato. Alla fine il giudice ha fatto firmare al marito un impegno a non picchiare piu' la moglie. 22/09/2004 14:12

 

 

 

C’è stato un tempo in cui mi sono interessata al mondo del S.M.

 

No, non vuol dire Sua Maestà. Sta per sadomaso. Quell’insieme di pratiche molto legate alla sessualità umana che prevede rapporti tra un “Master” (o una “Mistress”) e uno “slave” (le combinazioni tra i diversi sessi possono essere varie, ma in genere ho osservato che le coppie erano eterosessuali). I ruoli in genere sono ben definiti, ma non sono rari i casi in cui si ha l’alternanza tra dominazione e sudditanza all’interno della stessa coppia, in questo caso si parla di “switch”, da non confondersi con swatch, che è un altro tipo di perversione molto praticata soprattutto negli anni novanta.

 

L’aspetto che più mi incuriosiva non era tanto la sublimazione del dolore, l’essere asserviti  come atto di devozione verso il proprio Padrone (mi raccomando la maiuscola), quanto la teatralità dei gesti, la messinscena che accompagna il rapporto, inteso non soltanto come incontro reale, ma anche come tipo di relazione che si instaura tra schiavi e padroni. La dominazione infatti non si limita all’ambito della sfera sessuale, anzi non necessariamente si manifesta nell’atto sessuale vero e proprio. (Ho scritto la parola sessuale due volte, anzi tre volte in due righe, spero possa bastare per essere considerata disinibita, perché più in là non vado).

 

Ho avuto occasione di vedere pubblicazioni e siti web con prodotti specifici per la pratica di dette attività. I più classici sono le fruste, i clisteri (sì, c’è gente che gode un mondo a farsi i clisteri, e allora?) e le mascherine nere (come quella di Zorro). Il latex mi affascina, anche se mi domando come funzioni la traspirazione quando uno è così strettamente fasciato da quella gommina nera. Dev’essere come il dimapant®, forse agisce contro la cellulite anche meglio delle alghe del guam. (Ricordarsi di provarlo).

 

Poi ci sono le attrezzature di contenimento come corde, manette, cinghie, bende e museruole. Quella più tipica ha una palla da infilare in bocca. Effettivamente la palla in bocca fa molto sadomaso. Così come gli strizzacapezzoli, che però possono essere sostituiti dalle casalinghe mollette per i panni. Economiche, facili da reperire e riciclabili. Perché tenere certi marchingegni in casa può essere imbarazzante e i panni invece li stendono tutti. A meno che non si abbia una lavasciugatrice, nel qual caso conviene dedicarsi ad altre perversioni, per esempio il foot-fetish.

 

Ma di quello parlerò un’altra volta.

 

produzione neuronale di ironica | 22/09/2004 17:33 | commenti (25)

Prova scritta

 

Con un po’ di fortuna da oggi potrei essere in grado di trascurare il Diritto per dedicarmi finalmente al diritto e rovescio.

 

 

Mi conviene però non gettare gli appunti alle ortiche perché può darsi che sia passata alla fase orale.

(Non c’entra Freud, è solo un concorso in comune)

 

 

 

produzione neuronale di ironica | 22/09/2004 00:57 | commenti (11)
lunedì, 20 settembre 2004

Il Sabato del Villaggio

 

Reduce dalla festa medievale di un ameno comune della provincia di Bologna, ho imparato che:

·       quasi tutti preferiscono travestirsi da ricchi, anche se interpretano villici o semplici artigiani;

·       la maggioranza pensa che Medioevo e Rinascimento siano coevi;

·       in conseguenza dei due punti precedenti, le donne indossano abiti di broccato e sulla testa portano coroncine ornate di perle e brillanti;

·       per fare pendant con le mogli/fidanzate, anche alcuni uomini indossano broccato e coroncine;

·       i musici suonano strumenti con pistoni, ancora prima di essere inventati;

·       Federico Barbarossa si tingeva i capelli;

·       nel 1155, ad allietare le serate dei Notabili c’erano le odalische;

·       gli armigeri indossavano comode cotte in maglia di lurex.

 

Da segnalare gli ottimi brigidini medievali di Lamporecchio (PT), croccante medievale con mandorle medievali e soprattutto le tipiche piadine medievali con salsicce. Per non parlare del vino medievale che ha contribuito ad allietare il popolo festante (me compresa).

 

produzione neuronale di ironica | 20/09/2004 17:46 | commenti (14)
venerdì, 17 settembre 2004

Il fascino della discrezione

 

Ho appena assistito su raitre all’intervista di una giovane nota nel mondo dei blog da parte della più nota e più incinta blogstar del momento. Posso, in virtù di questa esperienza, trarre un insegnamento che vorrei condividere e trasmettere a tutti, ma soprattutto alle cosiddette blogstar.

 

E’ un invito accorato, sentito, sincero e quasi materno: RESTATE VIRTUALI!

 

produzione neuronale di ironica | 17/09/2004 12:55 | commenti (33)
giovedì, 16 settembre 2004

Tutto il blog minuto per minuto

(inteso come “piccolo”)

 

Togliamoci il pensiero.

 

Parlerò di blog & Co., e poi non ci vorrei più tornare sopra.

 

Siccome li ritengo argomenti uggiosi, da non trattare nei blog, ecco l’indice per invitarvi a saltare a pie’ pari il presente post.

 

  1. blog che chiudono
  2. blogstar
  3. categorie
  4. blog da corsa
  5. visite & commenti
  6. conventicole
  7. gmail

1 - pare che se uno smette di scrivere insorgono le masse, firmano petizioni, si strappano i capelli, allertano la Protezione civile, piangono e/o s’indignano.

 

Vorrei rassicurare tutti che, per me, possono sentirsi liberi di fare quello che preferiscono, che manterranno la mia stima, la mia comprensione e il mio amore imperituro.

 

2 - argomento consunto e marginale. Quindi lo tralascio.

 

3 – qualcuno ha proposto la classificazione dei blog nelle serie A e B.

 

Forse sarebbe meglio considerarli di prima e seconda categoria, come i carri del Carnevale di Viareggio: a seconda di quanto sono grandi i nasi, i mascheroni e gli occhi a palla. In ogni caso è una buffonata.

 

4 – vanno di moda le competizioni tra blog, le classifiche, i punteggi. I più letti, i più votati, i più commentati, i più citati, i più amati dagli italiani.

 

Mi sono iscritta a blogitalia e mi sono anche autovotata, non per scorrettezza, ma solo perché considero il mio blog il più bello, il più intelligente, spiritoso, sexy e interessante di tutti. E chi non è d’accordo con me peste lo cólga.

Ogni blog è bello a mamma soja

 

5 – qualcuno mi ha bonariamente rimbrottato perché non mostro la mia presenza nel suo blog. In pratica non lascio commenti.

 

A volte leggo e non scrivo. Altre volte non leggo e non scrivo. Del resto cosa dovrei fare, come certuni che lasciano faccine e frasette preconfezionate, generiche e buone per tutte le occasioni, giusto per lasciare un segno del proprio passaggio o, peggio, per attirare l’attenzione e aumentare il numero di accessi al proprio blog? Non è da me.

Inoltre non sono una tuttologa, anzi. Sono una pocologa e come tale spesso non so che cosa dire, e non lo dico.

 

6 – questo è un bell’argomento da veglia invernale davanti al fuoco. Ne riparleremo a dicembre di fronte a un camino acceso.

 

7 – mi è stata offerta una casella postale di gmail. Grazie, ma ho già tre indirizzi di posta elettronica.

Mi è stato detto che è grande 1 gigabyte. Ma nel mio HD ce ne sono 80 di gigabyte.

Mi è stato detto che gmail è trendy. Ah beh…

 

Mi è stata offerta per la seconda volta una casella di gmail. Dice, non trovo nessuno che la voglia. Ok, allora accetto.

 

Ora, non per vantazione, ho anche io la casella di gmail come i vips. Sono trendy, capito?

 

carampane

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto: raduno di blogstar.

 

produzione neuronale di ironica | 16/09/2004 18:14 | commenti (16)
mercoledì, 15 settembre 2004

L’insostenibile pesantezza della promessa

 

È tanto che ci penso.

 

Da non sposata osservo, ascolto e rifletto. Il numero delle coppie che conosco che si sbriciolano, anche tra quelle insospettabili, aumenta ogni giorno.

 

Sono sempre più convinta che la monogamia sia una pratica realizzabile (e auspicabile, dal mio punto di vista) ma poco “naturale” e faticosa da esercitare.

 

La formula del “finché morte non vi separi” non potrebbero sostituirla con un più realistico “finché amante non vi separi” oppure dal più generico “finché dura”?

 

Io, per conto mio, ho deciso.

 

Quando ultrasessantenne frequenterò le Terme accompagnata dalla badante, incontrerò un vedovo piacente e benestante e allora, non confidando in una vita troppo longeva, ci uniremo in matrimonio, e sarà per sempre.

 

Sempre che non scappi con la badante.

 

produzione neuronale di ironica | 15/09/2004 14:42 | commenti (12)
martedì, 14 settembre 2004

Sull’ ignobile gioco della palla

 

Il giocatore cattivo picchia quello buono

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non seguo molto il campionato di calcio, o forse è più corretto dire che non lo seguo affatto. La domenica chiedo che ha fatto la Fiorentina perché mi fa piacere se vince. Tutto qua.

 

Però ho visto alcune immagini relative alla partita con la Roma di domenica. E ho visto una cosa brutta. Un giocatore molto sgarbato ha dato una manata in faccia a uno della Fiorentina, e poi si è rigirato con un’espressione che diceva “Ma che vuole questo? Non ho fatto nulla di male, se lo è meritato”. Mi ha ricordato certe colluttazioni infantili con i miei fratelli.

 

Questo giocatore biondastro si chiama Cassano, come il noto psichiatra sostenitore dell’approccio farmacologico della depressione. Ignoro se tra i due vi sia una parentela. Ma qualche goccia di Lexotan a questo signorino prepotente bisognerebbe dargliela.

 

Nel frattempo si è beccato due giornate di squalifica. Speriamo che anche se non prenderà un calmante, almeno si darà una calmata.

 

(Ale Viola)

 

produzione neuronale di ironica | 14/09/2004 17:48 | commenti (16)
lunedì, 13 settembre 2004

Bello, onesto, emigrato Australia…

 

Iraq: marine sposa californiana via cellulare

(ANSA) - WASHINGTON, 12 SET - Probabilmente si tratta di una prima assoluta: un marine al fronte in Iraq si e' sposato con la fidanzata californiana via cellulare. La donna si trovava nel municipio di San Diego, accanto a un assessore che ha ufficializzato l'unione, mentre il marine pronunciava il fatidico si' dall'Iraq, attraverso un telefonino. La coppia aspetta una bambina, la cui nascita e' attesa a breve e Theresa ed Arnold volevano avere la garanzia che le assicurazioni avrebbero coperto le spese del parto.

 

 

Tralasciando la nota finale del matrimonio per necessità (conosco gente che si è sposata per entrare nelle graduatorie delle case comunali), questa inconsueta notizia dall’Iraq mi ha fatto ricordare la zia Teresa e lo zio Vincenzo.

 

La zia Teresa era una sorella di mio padre e da ragazza, alla fine degli anni ’50, accompagnata da una commare, partì dalla Calabria per Genova dove prese la nave e andò in Australia a conoscere suo marito.

 

Si erano sposati per procura, proprio come nel film con Alberto Sordi, e non si erano mai visti prima. Hanno avuto tre figlie, e sono stati felicemente sposati per oltre vent’anni. Lei è morta a 42 anni e non ha fatto nemmeno in tempo a vedere i nipotini.

 

Uno si chiama Elvis, perché il marito di mia cugina è un ciuffettone con la passione per Presley. Non è male come nome, soprattutto se si pensa che se fosse stato un fan dei Black Sabbath, lo avrebbe chiamato Ozzy.

 

Le mie cugine le ho viste un paio di volte, quando sono venute in Italia. Tutte tranne la maggiore, che si chiama come la madre, è separata e organizza le feste della comunità italiana a Melbourne. La più piccola quando compì 21 anni ci mandò la foto della sua auto “Maria’s new car”, un macchinone stile “Sulle strade della California”, e quando era qui fotografava le Cinquecento e rideva.

 

Ma il personaggio della famiglia è lo zio Vincenzo.

 

Qualche anno fa tornò in Italia per la prima volta dopo circa quarant’anni. Era in un viaggio organizzato, di quelli che in quindici giorni vedi tutta l’Italia (isole escluse). Un giorno passò da Firenze e ci demmo appuntamento in piazza del Duomo.

 

Fu un incontro epocale, roba che la Carrà per averci in studio avrebbe venduto tutti i suoi collant contenitivi.

 

Lo riconoscemmo subito, era piccolo, nero e saltellante; pare la descrizione di un grillo e in effetti lo sembrava. Parlava un italiano stentato con parole inglesi e un’inflessione calabrese che lo rendeva perfetto. Per il cast del Padrino.

 

Lo zio Vincenzo scrive delle lettere che sono poesia. Cominciano sempre con Noi stiamo tutti bene e così spero di voi.

Nell’ultima lettera si rammarica per il lungo silenzio: Scusatemi per il troppo ritardo a scrivervi, sono stato veramente trascurato e alla fine ribadisce: Auguro a voi inperfetta salute noi qua stiamo benone.

 

Il post scriptum è la ciliegina sulla torta. Alla mia domanda se avesse, lui o le figlie, un indirizzo email risponde: Riguardo a scrivere tramite intererete non ci può perché non tengo la compiuta. (Ciao)

 

Come si fa a non voler bene a uno zio così, anche se lo si è visto una volta sola?

 

produzione neuronale di ironica | 13/09/2004 21:37 | commenti (14)
domenica, 12 settembre 2004

La vicina di casa©

 

Valeri-CaprioliChe stupidone, non osa nemmeno più tornare a casa perché ha paura d’incontrarmi, ogni volta che mi vede perde la testa. Questa mattina faceva il nodo alla cravatta vicino alla finestra, io ero sul balcone di fronte, gli tremavano le mani.

 

E’ innamorato pazzo, pazzo… e io… sono crudele. La donna, che buffa bestiolina. Lo faccio soffrire e mi diverto. Gli telefono tutti i giorni, e lui è talmente timido, si turba talmente che mi fa sempre rispondere che non c’è.

 

Lo aspetto sulle scale, lui mi vede, fa finta di non vedermi, se ne va, tutto dritto. Non mi ha mai rivolto la parola, mi sfugge.

 

Questa sera sono sicura che è con una donna, se la sarà scelta bella, perché spera così di dimenticarmi più facilmente, povero ragazzo mi fa una grande pena…

 

Ma che cos’ho io per far soffrire così tutti gli uomini?

 

 

Franca Valeri

Da “Carnet de notes” n° 1 –1951 Teatro dei Gobbi (Bonucci-Caprioli-Valeri)

 

 

Ho trovato un post (ben scritto e divertente) che però a me pare molto “ispirato” al monologo che ho riportato qui sopra. Ovviamente (figuriamoci se potevo stare zitta) l’ho scritto nel commento; un riferimento alla signora Valeri (grande autrice e grande attrice) sarebbe stato opportuno.

 

Ai lettori dei post l’ardua sentenza.

 

produzione neuronale di ironica | 12/09/2004 11:25 | commenti (7)
sabato, 11 settembre 2004

Tonache in delirio

 

Suor Pompea è scappata dal convento con un monaco di dieci anni più giovane di lei.

 

Suor Gertrude era sventurata perché rispose a quel bellimbusto di Egidio. La loro peccaminosa passione carnale, consumata tra le mura del convento di Monza, portò alla scomparsa di una novizia, che venne data per dispersa dopo che smisero di cercarla perfino quelli di Chi l’ha visto. Son cose gravi, ma chi ne fu il primo responsabile se non quel padre padrone che aveva condannato al velo e alla castità una fanciulla dai sani istinti?

 

Ricordo che ai tempi del liceo chiesi alla professoressa sapiente e illuminata, perché mai fosse da condannare una che era stata obbligata a una scelta così estrema. In fondo lei avrebbe voluto ben altro dalla sua vita, magari un lavoro, un marito, le vacanze su quel ramo del lago di Como dove George Clooney ha preso casa. Lei mi spiegò che secondo Manzoni (Alessandro, non G.R.) la provvidenza aveva messo sulla strada della Signora di Monza (interpretata da una intensa Lea Massari) Lucia (Paola Pitagora prima di Incantesimo su Rai 2), ma ella non aveva saputo cogliere l’occasione per tornare in grazia di Dio, permettendo che ella (ella Lucia) finisse nelle grinfie di Don Rodrigo per le di lui brame lussuriose. Veramente non usò queste parole, ché la mia professoressa era (ed è) donna di linguaggio colto ma non ridicolo. Mica come me.

 

Ora i tempi sono cambiati, però le suore e i frati e i preti e i sagrestani (ma forse quelli no), devono osservare il voto di castità. Mica tutti ce la fanno. Perché è difficile, quando capita l’occasione, sottrarsi al richiamo della carne. La carne è subdola, insistente, insinuante e martellante. Questa povera Pompea quarantenne, non solo è suora, ma ha questo nome ridicolo che chissà quanto l’hanno presa in giro le altre consorelle. Battutacce, allusioni, risolini. Che le suore son pie, ma son donne, e lo so io come si sta in mezzo a tutte donne. Si diventa acide, nervosette, dispettose.

 

E poi la sera in provincia di Avellino non ci dev’essere molta vita sociale, nemmeno una sagra, un party, una rassegna di cinematografia coreana, nulla. Così magari c’era questo monaco di trent’anni, forse non era nemmeno particolarmente aitante, però aveva uno sguardo malandrino, chissà. E guarda un giorno e guarda un altro giorno, è scattata la chimica. E dalla chimica alla biologia il passo è breve, ve lo dico io.

Io vorrei dire a Pompea che le auguro di essere contenta col suo benedettino, finché dura. Perché ora è affettuoso e gentile e appassionato, ma imparerà presto anche lei che l’abito non fa il monaco.

 

produzione neuronale di ironica | 11/09/2004 16:40 | commenti (9)

La vita nova

noi saremo qui

Volevo comunicare alla portinaia che può smettere di lavorare.

Ho appena ricevuto un’email che risolve la mia, la sua e la vita di qualcun altro.

Il sig. Musa Karim del Dipartimento delle Transazioni con l’Estero della Banca Wartmart della Nigeria chiede di ospitare $ 8,5 milioni USD nel mio conto corrente per sottrarli alla confisca (mi sfuggono le regole economico-finanziarie della Nigeria). In cambio mi offre il 30% del malloppo, che secondo lui è 3,4 milioni di dollari.

Fatta una proporzione da terza media a me ri