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Movimenti
<<l'asse terrestre si è spostato di 2 millesimi di secondo d'arco (più o meno la distanza tra un lato e l'altro di una moneta di 1 euro vista alla distanza di 2 mila km), corrispondenti a uno spostamento lineare di 5-6 centimetri.>>
I fisici usano sempre queste curiose immagini per spiegarsi ai profani.
Zichichi va forte con le palle. Per spiegare che l'atomo è formato soprattutto di vuoto, dice sempre che è come se il nucleo fosse piazza San Pietro (è tanto pio) e l'elettrone un pallone di calcio a non so quanti chilometri di distanza. E lo dice con aria ispirata, quasi fosse un miracolo. Il miracolo è che ci sia gente che continua ad ascoltarlo.
La Hack invece viene chiamata a demolire le credenze. Non nel senso che prende a martellate manufatti di falegnameria, ma che si trova spesso a spiegare che l'astrologia è una minchiata. Divertente quanto si vuole, ma sempre minchiata è. Inoltre, con la sua aria sciamannata e irridente ha spiegato più di una volta che le stelle cadenti "le 'un so' stelle, ma meteoriti... che prendono foho quando entrano nell'atmosfera". Personalmente non penso che le sue spiegazioni tolgano un briciolo di poesia al fenomeno.
Ora questa storia del sisma e del conseguente maremoto mi preoccupa. L'asse si è spostato di 5 centimetri. Sumatra si è spostata di trenta metri.
Quando auspicavo il ritorno del movimento collettivo, non era a questo che mi riferivo.
L'ultima onda
Regia: Peter Weir, Australia, 1977. Con Richard Chamberlain. Genere: fantastico.
Si dovrà provvedere a cambiare la classificazione.
P.S. nella catastrofe immane un timido spiraglio di luce: Emilio Fede è rimasto bloccato a Madoogali, un atollo delle Maldive.
A volte ritornano
Sapevo che prima o poi sarebbe successo.
Nel settembre 2002, durante un viaggio, acquistai una cornicetta decorata con immagini di gatti che fu poi offerta in dono a un'anziana signora il Natale successivo. La stessa signora oggi ce l'ha riportata a casa come strenna natalizia, evidentemente non ricordando l'origine dell'oggetto.
Il riciclo è come le bugie, un'arte per chi non ha vuoti di memoria.
C’è qualcosa di nuovo oggi nel blog, anzi d’antico…
Grazie all’abilità e alla disponibilità di The Passenger il blog ha acquisito quest’aria vintage che mi piace tanto.
Non è delizioso? Non è carino? Non è un bijou? Non è che ho un calo ormonale?
Non posso quindi che ringraziare pubblicamente l'arredatore: grazie!
Cliccate tutti subito QUI!

Non so se mi spiego…
D’ora in poi siete tutti pregati di darmi del Lei. Anzi del Loro. Meglio, dell’oro.
L’olfatto, si sa, è il senso primordiale per eccellenza, quello che risveglia i ricordi più dimenticati (ossimoro necessario) e le emozioni più recondite.
A me, per esempio, l’odore della varichina ricorda la scuola elementare e mi commuove, mentre quello della camomilla mi nausea perché mi riporta alla mente usi non propriamente ortodossi, legati a una mia certa reticenza infantile ad assecondare i ritmi del mio apparato gastroenterico (ero stitica cronica), e il profumo della “coccoina” è la mia personale macchina del tempo verso i tempi lontani di “Giocagiò” (l’antenato di “art attack”). Praticamente la colla è per me quello che le madeleinette erano per Proust (solo che io la colla non la mangio).
Prima, quando i tempi erano più ecologici e meno ecologisti, l’albero di Natale era un albero vero, che seminava gli aghi sul pavimento e che rinsecchiva miseramente prima dell’Epifania. Però profumava. Di abete, per l’appunto.
Ora abbiamo un alberino carino, ben tornito, simmetrico, finto. Non sporca, non disturba, lo smontiamo alla fine delle feste e lo rimettiamo nella sua scatola in cantina. Però non ha nessun odore. E un po’ mi manca.
Pensavo di comprare un arbre magique al pino silvestre e di attaccarlo a un ramo del nostro albero di Natale sintetico per aromatizzarlo.
Gli arbre magique sono fatti per essere appesi allo specchietto retrovisore o comunque all’interno della propria automobile. Io nell’abitacolo della mia automobile ho messo un piccolo albero di Natale, invece. C’è una presa da inserire nello spinotto dell’accendino e così quando si mette in moto si accendono le lucine colorate. Qualcuno potrebbe pensare che un gadget simile io me lo sia inventato per fare la spiritosa e poterlo scrivere qui, invece esiste davvero.
Se vedete una Seicento bianca targata FI con un alberello appiccicato al cruscotto, mantenete le distanze di sicurezza perché ci sono ottime probabilità che alla guida ci sia proprio io.
Buon Natale.
Lei somiglia a Morticia Addams, è carina, sui quaranta. E' di Trieste e sta andando a Firenze con una collega per lavoro. Lavora in un'azienda di abbigliamento. Definisce la sua attività "artistica".
Dopo quaranta minuti di aneddoti sulle colleghe, sugli edifici costruiti in luoghi "positivi" o "negativi" che sai dipende dalle linee energetiche della Terra, dopo aver fatto un rapido riassunto dei flirt della sua vita (un numero esorbitante, secondo i miei parametri), ed aver raccontato pregi e difetti di Vittorio, il suo attuale compagno (creativo e tanto colto, ci si può parlare di tutto ma è un uomo difficile, cioè non la sposa) conclude con una serie di didascaliche e lapidarie definizioni: i Toscani non le piacciono, sono grezzi (anche se molto intelligenti), i Triestini sono seri, pensano solo a lavorare (così come tutti quelli del Nord-Est), i Romagnoli pensano sempre al sesso e se non stai attenta appena li conosci ti portano a letto, i Romani urlano e sono approssimativi (simpatici, ma guai a doverci lavorare insieme), i Milanesi e i Comaschi sembrano dei gran signori ma sono grezzi anche loro (cfr. Toscani), i Torinesi non lo sappiamo perché non ne ha mai conosciuto uno.
All'arrivo mi sarebbe piaciuto lasciare lo scompartimento con una battutaccia sapida e becera, tanto per confermare le sue teorie. Invece mi sono limitata a mormorare un "Arrivederci", assicurandomi che non trapelasse nessun accento.
Comunque non è assolutamente vero che i toscani siano grezzi. Maremma maiala...
Perché preferisco le strade dritte a quelle curvilinee
Continuano gli esperimenti. So di deludere qualcuno ma non credo che lascerò Bill Gates.
E lasciatemi divertire! (E cancellare post & commenti)
A Natale cambio tappezzeria.
Prove tecniche di trasmissione
Inizia oggi una fase sperimentale per l'uso di strumenti informatici avanzati, quali browser e programmi alternativi ai prodotti del sig. Gates, che qui sembra sia odiato da tutti.
I post potrebbero apparire e sparire senza un'apparente logica, un po' come succede con la mia amica che dice "ci sentiamo, ci sentiamo" e poi non chiama mai.
In una settimana dovrei portare a compimento questa fase preliminare. Poi si vedrà.
Questo è un Verdana small, medium.
Thu Dec 16, 2004 10:01 AM ET MEXICO CITY (Reuters) - Un messicano ha ucciso il suo amante mentre era ubriaco, poi l'ha cucinato in salsa di pomodoro e cipolla e l'ha mangiato per tre giorni. La polizia ha arrestato Gumaro de Dios Arias, 25 anni, mentre stava arrostendo carne umana per la sua colazione, compresa una parte del cuore.
La cosa che mi sconvolge di più nei casi di cannibalismo è quando si mangiano tra persone che si conoscono. Cioè, io credo che potrei anche arrivare a mangiare un passante, ma non un amico, un parente, neppure un semplice conoscente. Lo so che è strano, ma io sono fatta così, mi sembrerebbe di commettere una specie di incesto. Anche se ingoiare una persona amata, assimilarla, farla entrare dentro di sé dev'essere una cosa molto sessuale e sensuale, indubbiamente.
E c'è poco da inorridire, io ho sentito perfino mamme rivolgersi ai propri bambini con "ti mangerei di baci" C'è qualcosa di ancestrale, animalesco, immediato che spinge a ingurgitare chi amiamo. Di solito ci limitiamo alle metafore e ai gesti simbolici, ma a volte qualcuno supera la barriera ed esce dalla metafora, come Gumaro il messicano.
Ovviamente è uno scherzo, una provocazione.
Carne umana in salsa di pomodoro e cipolle? Mi si chiude lo stomaco al solo pensiero, il disgusto mi sconvolge, mi piega, mi toglie il respiro.
Detesto la cipolla, io.
Ieri sera il mio capo ha invitato a cena i dottori turchi. E ha ordinato pappardelle col cinghiale.
Stamattina raccontava, ridendo, che uno si è rifiutato di mangiare e un altro dopo aver mangiato, quando ha saputo che bestia fosse il cinghiale, è corso a vomitare.
Nonostante non sia una fan della cultura musulmana, a me il racconto non è parso umoristico e non ho riso.
E poi dice che uno si butta a sinistra.
N.B. Il suddetto in questione è abbonato a Famiglia Cristiana, ne consegue che probabilmente è credente e praticante, e magari non mangia carne il venerdi.
Bisogna avere forti radici per resistere ai venti del cambiamento
Era scritto sul poster che avevo in camera da ragazzina. La frase per la verità era un tantino reazionaria, ma l’immagine mi piaceva: una tipica casa americana di legno in mezzo a una prateria mentre una specie di uragano era in arrivo. (Veramente non so se fosse una prateria o un deserto, e non sono sicura nemmeno che fosse un uragano).
Oggi ci sono io dentro la casa nella prateria e sono in attesa di un uragano.
Grazie all’intervento di un uomo gentile e generoso, sono in arrivo grosse novità. Novità che non potrò nascondere.
Mi sto preparando psicologicamente e tecnicamente al grande passo, spero di essere all’altezza. So di volerlo fare ma non sono sicura che riuscirò senza commettere errori.
Nel frattempo ringrazio pubblicamente quest’uomo che con grande pazienza si è messo a mia disposizione senza nulla chiedere in cambio.
Presto l’evento sarà palese.
Per motivi di forza maggiore, mi vedo costretta a dire addio al corsivo. «Addio, corsivo, ti sostituirò con le virgolette. Fattene una ragione»
Sono pronta. Ce la farò. Sì.
(Spero)
Chi s’accontenta, gode?
I giapponesi.
Tempo fa avevano inventato il cuscino a forma di braccia per le donne che si sentivano sole a letto, ora lanciano la versione per i single maschi.
Stavolta il cuscino riproduce un paio di cosce femminili. Costa 90$, è prodotto dalla Trane Co Ltd e in poche settimane ne sono stati venduti 300 mila esemplari.
Dice Makoto Igarashi, che è il direttore dell’azienda, che l’hanno creato per aiutare le persone tese a rilassarsi.
I giapponesi.
Sono gli stessi che hanno inventato gli alberghi coi loculi invece delle stanze, per ottimizzare lo spazio. Quelli che vanno a sciare su montagne fittizie e si chiudono in stanze a cantare il karaoke (però questo mi piace): l’ho visto alla televisione nel programma della Siusi e dell’ex marito Patrizio (neppure loro ce l’hanno fatta).
Questo cuscino è come il Ciaocrem, fa solo aumentare il desiderio di Nutella.
Citando Britney Spears finirò all’inferno?
Esattamente tre giorni dopo aver reinstallato ogni programma e ripristinato i file, dopo aver inaugurato il salvaschermo natalizio con neve e musichetta in sottofondo e aver trovato un inestimabile sito con le vecchie pubblicità, l’hard disk ha dato gravi segni di instabilità psicofisica e domenica scorsa è stato rimosso e sostituito.
Quindi ora siamo alle solite. Devo anche recuperare i font per i titoli dei post. Potrei sostituire anche quelli, ma non è facile cambiare carattere, si sa.
Intanto al lavoro ho ricevuto i primi regali. Un’azienda fornitrice ci ha mandato, a me e alla segretaria, un enorme e ricco pacco dono, pieno di scatole in carta fiorentina ripiene di ottime cose da mangiare. Io mi sono avventata sulle scatole; sono perfette per la mia nuova attività di venditrice di bigiotteria nei mercatini. Un giorno parlerò anche di questo.
Ultima novità: sono stata ammessa agli orali del concorso in Comune. Purtroppo.
Un tempo dopo i 40 anni non si poteva partecipare ai concorsi pubblici. Ora invece mi tocca rimettermi a studiare.
Grazie, legislatore che non sei altro.
Non sempre distinguo gli uomini dalle donne.
La settimana prossima avremo in studio un gruppo di turchi per seguire uno dei nostri mitici eventi formativi (volgarmente detti “corsi”) di alta specializzazione (nel senso che l’aula è al secondo piano). Mi è arrivato l’elenco dei partecipanti, e i nomi sono del tutto incomprensibili. In genere qualcosa delle altre lingue si capisce. Se uno si chiama Josè è maschio, se si chiama Hildegard è femmina, se è Leslie potrebbe essere entrambe le cose. Però in un gruppo di nove persone magari Leslie non ti capita. I greci per esempio, quelli li capisco, Kleopatra è indubbiamente femmina e Kostas è maschio.
Anche quando leggo i blog a volte ho dei dubbi. Lo ammetto, ne sono costernata. È che lì per lì se leggo parole amorose nei confronti di una lei mi viene subito da pensare che le abbia scritte un uomo. Ma poi c’è qualcosa che non quadra, ci sono troppe “a”. Allora capisco. Perché poi ci arrivo anche io.
È che non ci faccio troppo caso. Al sesso, intendo. Se leggo qualcosa che mi piace procedo gaia (senza nessuna allusione) e penso “Bada bellino questo pezzo, ci devo ritornare”. A prescindere.
Una volta, dopo un post sulle donne scompagnate (tanto per cambiare), ricevetti un messaggio di uno che aveva letto fra le righe e si proponeva per conoscermi. Lodevole ma inopportuno. E anche troppo giovane per me.
A volte bisogna saper leggere tra le rughe.
Le parole impossibili
Volevo raccontare un’altra perla linguistica che ho raccolto oggi.
La ragazza che si occupa delle pulizie (ma sul badge c’è scritto “servizi ausiliari”, formula eufemistica che –modestamente- la sottoscritta ha ideato dietro richiesta della stessa ragazza, che si sentiva umiliata dalla definizione “addetta alle pulizie”) mi ha detto che l’altro medico dello studio, che fa più vacanze del nostro e concede quindi più ferie alle sue assistenti, è più “lasciativo”, una simpatica via di mezzo tra lascivo e lassativo, una vera chicca in fatto di creatività e confusione.
Poi ho pensato che non sta bene che io derida chi non ha avuto la possibilità di approfondire il mistero della lingua italiana perché non è andato oltre alle scuole dell’obbligo. E’ uno stupido snobismo questo.
Del resto io a volte sono stupida.
Hai un’idea? Scambiala
Visti gli inaspettati risultati ottenuti dal post precedente, in termini di commenti e scambio di idee, prossimamente i miei post potrebbero vertere sui seguenti argomenti (molti mutuati da trasmissioni televisive di chiaro successo quali “A boccaperta” e “L’Italia sul 2”):
Ø Può esistere l’amicizia tra uomo e donna?
Ø Siete contrari alla chirurgia estetica?
Ø Preferite le vacanze al mare o in montagna?
Ø Meglio figli unici o famiglie numerose?
Ø E’ proprio vero che gli uomini preferiscono le bionde?
Ø Esistono ancora gli uomini romantici?
Ø Chi vincerà ***?
Ø Tradimento in amore: perdòno o no?
Ø Volete più bene al babbo o alla mamma?
Si accettano suggerimenti. Intanto preparatevi.
*** titolo di un qualsiasi reality show in corso.

Donne, che lavoro… (post non molto politically correct)
Stavo pensando di commentare un sondaggio del mensile Class. Non che io legga il mensile Class; ma anche se leggessi il mensile Class non me ne vergognerei. Comunque il sondaggio del mensile Class non l’ho letto sul mensile Class, ma tra le notizie dell’Ansa. E non mi vergogno di leggere nemmeno quelle. In generale non mi vergogno di quello che faccio, neppure se sono cose francamente stupidine come cantare da sola col karaoke (ho una predilezione per le canzoni un po’ jazz e quelle dei musical, escluso “Tutti insieme appassionatamente”).
Dicevo del sondaggio. Pare che il 61% delle donne in carriera siano tristi perché sono sole e preferirebbero stare a casa a fare le casalinghe.
Parliamoci chiaro e senza ipocrisie.
Lavorare stanca e vivere da soli è spesso scomodo. E qualcuno che sa fare i lavoretti in casa ci vuole. Magari qualcuno con una forza fisica superiore alla nostra. Magari qualcuno che ti accompagna, ti viene a prendere (e ti apre lo sportello, ma questa è solo una citazione), ti aiuta a prendere le decisioni (tanto per non ridurre la cosa a un fatto puramente materiale). E che sia finanziariamente corazzato (due cuori e una capanna? Balle).
Ovviamente parlo in generale. Io me la so cavare benissimo anche da sola. Quasi sempre.
Quella volta che mi si fermò il motorino e dovetti spingerlo per un tratto in salita per esempio reagii benissimo.
Mi misi a piangere.
Non che questo mi abbia facilitato la spinta. Chiamai il primo uomo nella cerchia urbana che mi venne in mente. Mio fratello. Il quale ascoltò la mia triste storia ma non fece nulla. Inutile dire che risolsi il problema da sola. Ma guarda te se alla mia età devo fare queste faticacce. Avrei diritto a godermi la mia vecchiaia serena, altro che scarpinate.
La vecchiaia è un altro punto dolente. Però nel caso delle manager almeno quel problema dovrebbe essere risolto. Se sono previdenti avranno abbastanza denaro per permettersi la mitica badante.
Siamo noi, povere segretarie (seppur scientifiche), ad essere preoccupate.
Comunque vorrei ringraziare le generazioni di donne che hanno duramente lottato per ottenere la parità di diritti, in primis il diritto di realizzarsi nel lavoro, di avere le stesse responsabilità degli uomini, gli stessi ritmi massacranti, gli stessi stress.
Grazie davvero. Non dovevate.
P.S. Ovviamente si fa per ridere, è giusto che la donna si realizzi in quanto donna anche nel lavoro per conquistare autonomia e consapevolezza di se’ in quanto donna per le donne e… zzzzzzzzzz
Oggi un’assistente dello studio mi ha avvicinato per chiedermi un consiglio. “Te che sei tanto brava…” È noto che quando esordiscono così o ti prendono in giro o c’è aria di gatte da pelare.
“Devo comprare il computer a mio figlio” Io già m’immaginavo di doverle spiegare che io di RAM, CPU e schede video ne sapevo proprio pochino. Invece no.
“Questo coso…” prende in mano il mouse. “Volevo prenderlo senza fili, ma mi hanno detto che si scarica sempre la batteria, è vero?” Ho tentato di farle capire che la scelta di mouse e tastiera sono secondari rispetto al contenuto del pc. Ma a lei questo non interessa. “Non mi piacciono i fili, la scrivania dev’essere tutta libera” E poi siamo passati al monitor. “Lo voglio piatto, che prenda poco posto. Perché sai, io per certe cose sono…” Cerca la parola. La trova. “Sono un’estetista”.
Il bambino avrà un pc velocissimo. Truccato.
Ho avuto un periodo frenetico. Che per i miei standard vuol dire lavoro per 10 ore al giorno. Però è con gioia e con orgoglio che annuncio al globo terracqueo la conquista da parte della nostra azienda della certificazione secondo la norma EN UNI ISO 9001.
Insomma ce l’abbiamo fatta, anche grazie al mio apporto in termini di moduli da ripienare e ripienati. Il mio spirito programmatore sguazzava nei documenti, mentre il mio corpo soccombeva per il sonno.
Poi ho dovuto combattere contro il male. Il male che nel giro di sei mesi appena ha colpito il mio pc, stavolta minandolo al punto di dover reinstallare tutto l’ambaradam (sistema operativo e programmi, compreso quello del karaoke, irrinunciabile). Ho perso tutti gli indirizzi di posta elettronica, i preferiti e una manciata di mp3, e prometto solennemente di smetterla di installare tutti i programmi che trovo solo perché mi piace l’icona di avvio.
Ho potuto seguire poco le vicende del mondo che mi sono arrivate a spizzichi e bocconi.
Gasparri (ministro, brutto e tignoso) ha dichiarato che avrebbero fatto meglio a nominare senatore a vita Mike Bongiorno invece di Mario Luzi. Tutto perché il poeta ha dichiarato che i fascisti di AN sono confusi. Ma Gasparri si è risentito perché l’hanno definito fascista o confuso?
A me invece ha fatto piacere che l’abbiano fatto senatore, almeno quello, visto che il Nobel se l’è visto soffiare sotto il naso tante volte nonostante le numerose nomination. Di Luzi non conosco molte opere, anzi, ricordo solo una poesia che ci facevano interpretare al corso di mimica (titolo “Fumo” in cui eravamo invitati a esprimere col corpo la leggerezza del fumo stracciato da spigoli di case… lasciamo perdere), però abita proprio dietro casa mia e ogni tanto, soprattutto in passato l’ho incontrato. Una volta abbiamo preso lo stesso autobus mentre tornavo a casa da teatro. È come se Laurence Olivier avesse incontrato William Shakespeare alla fermata della metropolitana. (Mind the gap, Bill)
Oggi invece alla fermata del bus sono convinta di avere visto la nonna di 4 salti in padella, l’ho riconosciuta dalla faccia e dalla voce. Firenze è piena di celebrità.
L’evento del momento è ovviamente il taglio delle tasse. Di cui i tassi sono molto soddisfatti. (Questa è una battuta zoo-erotica, lascio il tempo per capirla).
(…)
Oggi ho letto che “Il presidente Bush ha più volte appoggiato con entusiasmo i movimenti che propugnano l'astinenza sessuale fino al matrimonio”
Vorrei dire la mia sull’argomento. Citando qualcuno di cui non ricordo il nome, e neppure il cognome, io sono contraria al sesso prima del matrimonio solo se fa arrivare tardi alla cerimonia.