lunedì, 28 febbraio 2005
Documento senza titolo

Ta (Titolo ermetico)

Tornando a casa passo sempre davanti all'abitazione del Poeta. Oggi c'era una camionetta della Polizia e poche persone davanti al cancello. Telecamera e microfono, aria mesta.

Ho immaginato. Del resto non ci vuole molta fantasia, novanta anni sono abbastanza per morire (per chi non ce li ha).

"Ai vivi
una lucchia di fuoco nella cenere
è molto, è assai; poco più di un filo
di vita nella carne quasi morta
è ancora vita."

produzione neuronale di ironica | 28/02/2005 20:57 | commenti (4)
domenica, 27 febbraio 2005
cumento senza titolo  Qui pro quo

Lei gli disse: "Caro, mi sento pronta a condividere un progetto comune. Voglio costruire qualcosa con te"

E lui allora le regalò Simcity 4.






produzione neuronale di ironica | 27/02/2005 13:55 | commenti (7)
giovedì, 24 febbraio 2005
Documento senza titolo

Progetti

La mia amica portinaia mi segnala difficoltà nell'aprire il blog. Io pure ne ho e credo che sia a causa della tag board. Dio non voglia che la mia amica portinaia debba continuare ad avere difficoltà, quindi ho intenzione di eliminarla. La tag board, non la portinaia.

Sto altresì rimuginando di aprire un canale in mIRC per chattare con i bloggers che lo vorranno.

Inoltre sto consumando quantità immonde di cioccolato fondente extra. Non so se ci sia un nesso. Forse sì.

produzione neuronale di ironica | 24/02/2005 16:19 | commenti (7)
mercoledì, 23 febbraio 2005
Documento senza
Parcheggi

La saga automobilistica continua. Il meccanico delle auto è stato comprensivo, mi ha fatto lo sconto e ha posizionato lui la macchina per uscire (forse temeva per l'incolumità delle altre vetture). Ho speso settanta euro per farmi cambiare l'olio (nemmeno fosse extravergine di oliva) e togliere mezzo chilo di foglie dal vano motore.

- Da quanto tempo non apriva il cofano?

Il cofano? Perché avrei mai dovuto aprire il cofano?

Verso le ore 21.00 sono dovuta scendere (in pigiama) a spostare la macchina per permettere il parcheggio più agevole dei miei vicini di casa. Non è colpa mia se si sono allargati. Gli spazi per il parcheggio risalgono agli anni '60, quando c'erano la Simca e l'850. Ogni volta mi tocca scendere dalla macchina con la portiera semichiusa, come le signorine delle caramelle dietetiche, solo che io non mangio caramelle dietetiche.

La prossima automobile dovrà avere il tettuccio apribile. Oppure dovranno ingegnarsi a fornirmi il cibo direttamente dal finestrino, come ai drive in.

E poi dice che una fa solo 700 chilometri in un anno. Gliel'ho detto al meccanico che almeno non dovevo preoccuparmi di trovare parcheggio, che se non avessi avuto il posto macchina sotto casa forse non l'avrei comprata. E lui: "Almeno avrebbe fatto un po' di chilometri in più..."

Non so mica se ce la riporto la macchina da quel meccanico lì.

produzione neuronale di ironica | 23/02/2005 00:30 | commenti (15)
domenica, 20 febbraio 2005
Il Giocondo GrouchoDocumento senza titoloQuer pasticciaccio brutto de la Grande Galerie

L'Opus Dei l'ha condannato. La Chiesa ha protestato. Un'associazione di albini (sic!) si è lamentata. Gli storici hanno storto il naso. Io l'ho letto.

Il vero segreto de "Il Codice Da Vinci" viene svelato dopo le prime pagine: l'enorme successo è dovuto al fatto che l'autore ha scritto pensando all'ignoranza dei suoi lettori.

Apro parentesi, per chiarire che mi riferisco al significato letterale del termine, e non a quello toscano. "Ignorante", part. pres. e s. m. e f. del verbo "ignorare" dell'ampia fam. di orig. indeur. di "noscere", conoscere, (ant. gnoscere) preceduto da i(n) privativo’. Quindi "chi non sa". Mentre in Toscana quando si dice "Maremma, come tu ssei 'gnorante..." equivale a dire cafone, rozzo, manfano, grezzo etc. Chiudo parentesi.

Quindi l'autore ha scritto sapendo di essere letto da ignoranti etimologici. E infatti spiega tutto per benino, con parole sue e disegnini. E così, quando cita l'uomo vitruviano, si preoccupa che tutti capiscano che si riferisce a quel disegno di Leonardo di un uomo nudo a braccia e gambe aperte dentro una circonferenza, e lo descrive due o tre volte. (Perché oltre agli ignoranti ci sono anche i testoni).

Questo romanzo è un incrocio tra "Il Segno del comando" e "Belfagor, il fantasma del Louvre" con qualche riferimento a "Le due orfanelle", ma di più, pieno zeppo di roba, di miti, di santi, di citazioni, di storia e di geografia, di tutto quello che è venuto in mente all'autore, pigiato dentro un unico calderone di 500 pagine.

Tutto sommato provo una certa simpatia per Mr. Brown, che ha questo nome così banale che sembra finto. Per questo motivo, augurandomi che qualcuno glielo segnali, elenco qui di seguito tutto ciò che ha tralasciato di inserire e che potrà utilizzare per le prossime opere:

  • Le profezie di Nostradamus;
  • I tre segreti di Fatima;
  • La maledizione di Tutankamen;
  • L'enigma della Sfinge;
  • Il quesito per la Susi;
  • La Piramide di Cheope;
  • Ali Agca e l'Anticristo;
  • Il miracolo di San Gennaro;
  • Le teste di pietra dell'Isola di Pasqua;
  • I cerchi nel grano;
  • Il mostro di Loch Ness;
  • L'araba fenice;
  • Lo Yeti;
  • La Madonna di Civitavecchia;
  • Gli avvistamenti di U.F.O.;
  • La donna divisa in tre parti del mago Silvan;
  • Atlantide;
  • Le iscrizioni Maya dell'astronauta di Palenque;
  • La pietra filosofale;
  • Cagliostro;
  • La Sibilla Cumana;
  • Il mago di Arcella;
  • La profezia di Celestino;
  • I bambini di Satana;
  • I compagni di Baal;
  • I cugini di campagna;
  • Le forchette piegate da Uri Geller;
  • I viaggi fuori dal corpo;
  • Stonehenge;
  • Il monaco Rasputin;
  • Il Golem;
  • Harvey, il coniglio invisibile;
  • Il triangolo delle Bermuda.

Ce n'è per almeno due o tre romanzi di successo. Se qualcuno volesse approfittarne, mi accontenterò del 10%.

(P.S. Tanto per dire una cosa seria, temo che al termine della lettura, oltre che ignoranti, i lettori saranno confusamente convinti di aver imparato qualcosa)

produzione neuronale di ironica | 20/02/2005 13:44 | commenti (28)
venerdì, 18 febbraio 2005
Documento senza titolo  Una mano sul cuore e una al portafogli.

Propongo una colletta per quest'uomo.

produzione neuronale di ironica | 18/02/2005 16:31 | commenti (6)
giovedì, 17 febbraio 2005
Documento senza titolo
 Settecento per Seicento

Oggi sono stata a portare una ventata di buonumore presso l'autofficina vicino a casa.

Siccome ho letto nel libretto di istruzioni della Seicento che dopo un anno bisogna fare il tagliando perché sennò la garanzia non vale più, sono andata a prendere un appuntamento con un meccanico delle macchine. Nell'autofficina c'era un signore con la tuta (il meccanico, presumo) e una signora con la quale dimostrava una grande confidenza (sua moglie, ripresumo). Ho salutato, ho detto perché ero lì. Loro sono stati molto carini e sorridenti, sapevano di cosa stavo parlando (io no, veramente). Dopo un anno si fa il tagliando alle macchine, infatti. Mi sono sentita di precisare che di chilometri la mia automobile ne ha fatti pochi. Settecento.

Il signore con la tuta e la signora: "Eh?" hanno fatto increduli. Si sono messi a ridere. Non so perché ma mi sono vergognata, così ho cercato una giustificazione, gli ho detto che lavoro in centro etc. "Fare il tagliando a una macchina così è un furto" mi ha detto il signore con la tuta. Io sorridevo ma mi veniva da piangere "Ma che devo fare?..." Credo che si siano un po' inteneriti: "Me la porti lunedì, gli cambierò l'olio..."

Immagino stasera, a casa del meccanico e di sua moglie, squilla il telefono.

- Pronto tesoro? Come stai? E il piccolo, ha sempre la febbre?

- Ciao, mamma. Tutti bene, la febbre gli è passata e domani torna a scuola. Voi?

- Tutto a posto. Ah... oggi ci siamo fatti di quelle risate... pensa che è venuta una che in un anno ha fatto 700 chilometri!

- No, dai... davvero? E com'è?

- Lunedi torna con la macchina. Perché non porti i bambini a vederla?

Nessuno mi capisce. Sono un'emarginata, un'esclusa. Un rifiuto della società automobilistica.

 






Nella foto: ecco come Ironica intende viaggiare in automobile.

produzione neuronale di ironica | 17/02/2005 19:24 | commenti (17)
sabato, 12 febbraio 2005

Un tocco di classe

<<Se, passati i ventitré o i venticinque anni, la ragazza che fino a ieri era un fiore incomincia improvvisamente ad appassire, si fa acida e nervosa, la madre accorta non tarda a "capire". Capisce cioè che quello che angustia la poverina è il fatto di non aver ancora trovato marito, e che è giunto il momento, per lei, di intervenire.>>

Così si apre il secondo paragrafo del capitolo V "Il fidanzamento" di quel capolavoro che è il "Saper Vivere" di Donna Letizia. Edito nel 1960 (quando perfino Ironica non era ancora nata), mi ci sono trastullata nella prima adolescenza (nella seconda invece scrivo), quando lo leggevo come se fosse un libro umoristico. Da un paio di giorni sono tornata in possesso di una copia, e rileggendolo devo ammettere che è ancora più spassoso di come lo ricordassi.

E' un trattato sulla buona creanza, su come si comporta il Signore e la Signora (cap.XVII).

Oltre a una lieve ironia (senza esagerare perché una Signora si deve sempre contenere), ogni tanto trapela una curiosa e inaspettata crudeltà. A pag. 39 "Conversazioni tra ragazze" <<La ragazza che si fa beffa del suo corteggiatore con le amiche, meriterebbe di rimaner zitella. Quella che dà ad intendere che il tale è pronto a suicidarsi per lei è una presuntuosa ingenua. Quella che chiama i genitori "vegliardi", meriterebbe di essere orfana.>> Non si capisce perché, per punire la fanciulla irriverente, auguri la morte a quei poveretti dei genitori.

Nel capitolo sul fidanzamento, oltre a considerazioni del tipo che ho riportato prima, vi sono fondamentali indicazioni di cui nessuno può fare a meno. Ecco, per esempio, la disposizione degli invitati a tavola per un pranzo di fidanzamento, che qui riporto come dono per tutti coloro che si stanno appressando a questo evento gaudioso.

Dopo il fidanzamento, ovviamente, si arriva ai preparativi per le nozze, con ben sei pagine dedicate alla lista del corredo (per un corredo ricco si richiedono 8 tappetini per il bagno, 18 asciugabicchieri di lino e 18 asciugapentole di canapa).

E così via nello snodarsi della quotidianità, da come si apparecchia la tavola se è presente un'Altezza Reale (eventualità che tutti noi abbiamo dovuto affrontare con qualche angoscioso dubbio, lo so bene), a come ci si comporta in viaggio (la Signora che entra in uno scompartimento ferroviario deve inclinare leggermente la testa, ma non dice in quale direzione), come si saluta, come si telefona, e infine come si affrontano i dolorosi eventi della vita come malattie e lutti. E' previsto anche un capitolo sull'Ordinazione sacerdotale (il XXV), mentre nulla si dice circa il cambio di sesso.

Un paragrafo che avevo tralasciato durante la prima lettura, per ovvi motivi anagrafici, è quello che tratta "La donna sola" in cui si dice che ormai è normale per una donna viaggiare da sola, uscire da sola etc, ma che abbia almeno 27-30 anni, prima no, non è consigliabile. Così come non è consigliabile per una donna sola andare nell'appartamento di uno scapolo, far entrare il suo accompagnatore in casa, accettare regali costosi dai suoi corteggiatori, incoraggiare confidenze intime. Tranne poi aggiungere che <<Naturalmente queste regole vanno interpretate con criterio: una nubile cinquantenne, di aspetto decoroso, non è obbligata a seguirle alla lettera>>.

E meno male.

Imperdibile l'elencazione dei titoli nobiliari italiani e stranieri, da cui scopro attonita che in Germania e Austria, dopo il Marchese e prima del Conte c'è il Landgravio, una lacuna culturale per cui provo un rammarico profondo.

Ho molto da imparare. Vado a esercitarmi a fare la riverenza, nel caso mi presentassero un'Altezza Reale. E non mi si obietti che l'eventualità è rara perché, come scrive Donna Letizia a pag. 255 <<Di Principi oggi se ne incontrano un po' dappertutto: ai ricevimenti, nei luoghi di villeggiatura e di cura, sui transatlantici ecc.>>

produzione neuronale di ironica | 12/02/2005 16:20 | commenti (17)
venerdì, 11 febbraio 2005
Documento senza titolo

Necrologio

Non posso ignorare la morte di Arthur Miller, di cui sono stata interprete misconosciuta nel 1985. Ero Abigail nel Crogiuolo, e avevo una bella scena di isteria che mi veniva benissimo, chissà come mai.

Oltre a essere drammaturgo di chiara fama è stato il marito di Marilyn Monroe e suocero di Daniel Day Lewis. Aveva 89 anni e stava poco bene da tempo.

Lascia una fidanzata di 34 anni.

Una prece.

produzione neuronale di ironica | 11/02/2005 17:40 | commenti (4)
Documento senza titolo
 

Omo-logazioni

L'altra sera ho avuto una contesa di tipo "cinemanagrafico" col mio critico personale. Lui vede i film in anteprima e poi mi telefona per dirmi quali sono da vedere e quali no. Questo mi aiuta molto nella scelta: vedo quelli che mi sconsiglia per avere poi degli spunti di discussione.

Parlando de "Il Mercante di Venezia", se ne viene fuori col bacio che Jeremy Irons nel film dà a Joseph Fiennes. E poi dice che era l'ora che succedesse qualcosa di simile, dato che Irons è gay dichiarato. Da quando ho saputo che lo erano anche Stanlio e Ollio non faccio più una piega e così ho solo gettato lì un "Chissà che cosa ne penserà la moglie".

Qui è nato il dibattito telefonico. Il critico diceva che se è gay non può essere sposato. (Rock Hudson era sposato).

Ecco qui sotto una foto eloquente per smentire il mio giovane amico criticone: Jeremy dà un bacino sul capo di sua moglie Sinead Cusack, attrice anch'essa.

Quello a sinistra è un attore inglese che si chiama Derek Jacobi e che certamente è gay (mi porto avanti col lavoro).

Ovviamente si hanno dati certi circa l'omosessualità di Joseph Fiennes, di Al Pacino, del regista, dello scenografo (e del suo assistente), del best-boy (ma chi è?), del giraffista e della segretaria di edizione, degli addetti al catering e di tutte le comparse del film. Ma che dico del film, di tutti i film in uscita quest'anno e per gli anni a venire. Notizie certe danno per gay Dumbo, Bambi e Braccio di Ferro, per non parlare delle sorellastre di Cenerentola che se la fanno con la strega di Biancaneve, con Lara Croft e l'intero corpo di ballo delle Zigfield Folies. Voci maligne infine vorrebbero che il cavallo di Zorro fosse eterosessuale, ma attendiamo fiduciosi la smentita.

Sono tutti omosessuali. Siamo tutti omosessuali.

E ora parliamo d'altro?

produzione neuronale di ironica | 11/02/2005 17:25 | commenti (9)
giovedì, 10 febbraio 2005
Documento senza titolo 

Pianeta Terra, 10 febbraio 2005: niente da segnalare.

Tg5 delle ore 20,00.

Prima notizia: il papa torna a casa.

Seconda notizia: Carlo e Camilla si sposano.

Oggi non è successo proprio niente.

produzione neuronale di ironica | 10/02/2005 20:18 | commenti (4)
martedì, 08 febbraio 2005
Documento senza titolo

L'ho trovato!

A proposito di libri, ho appena acquistato in internet un volume che stavo cercando da mesi. Un libro che da piccola avevo scompaginato da quanto l'avevo letto e riletto; un delizioso esempio di comicità non sempre volontaria. Appena arriva lo racconto.


P.S. oggi è il 16° anniversario della mia laurea. Auguri, laurea. 

produzione neuronale di ironica | 08/02/2005 18:20 | commenti (11)
lunedì, 07 febbraio 2005

Partigianerie

Mi trovo a precisare che quando ho scritto il post sui diversi browser in uso, era solo per chiarire le difficoltà di visualizzazione da parte di certuni che mi avevano segnalato il fenomeno dello schermo bianco. Non per dire che chi usa Mozilla è più ganzo e chi usa Explorer è tonto (o viceversa).

Non c'è verso di uscire da certe dinamiche, basta che ci siano almeno due opzioni che si scatenano quei fenomeni di antagonismo che tendono a suddividere le masse in due sottoinsiemi. I tifosi di Bartali e quelli di Coppi, i fan dei Beatles e i fan dei Rolling Stones, gli amanti del cioccolato al latte e i fini intenditori del cioccolato fondente (tanto per far capire da che parte sto), chi legge Kundera e chi preferisce la Tamaro. Ovvio che sono possibili anche le non scelte, tipo mangiare il cioccolato bianco ascoltando i Take That, o leggere l'opera omnia di Bruno Vespa con Al Bano in sottofondo, ma qui si va nell'orrore puro.

In un pensierino più in giù ho trovato un commento in cui un gentile lettore da un'altra piattaforma si stupiva scherzosamente che "quelli di Splinder" non fossero tutti degli scemi. Era evidentemente una battuta di spirito ma temo che, in fondo o in superficie, questo tipo di convinzione esista nelle cosiddette "community". Personalmente non mi sento all'interno di un gruppo solo perché accedo a un portale piuttosto che ad un altro. L'ultima volta che ho avvertito un forte senso di appartenenza era quando recitavo. La compagnia teatrale era un bel gruppo e mi faceva stare bene l'idea di esserci. Poi più nulla.

La condivisione di un browser non mi basta per sentire un legame col resto degli utenti.

(Io preferisco Bartali, i Beatles, il cioccolato fondente e Kundera)

 






Nella foto: convention di sostenitori di Mozilla Firefox.

produzione neuronale di ironica | 07/02/2005 18:54 | commenti (19)
sabato, 05 febbraio 2005
 Letteratura d'asporto
questo è un miliardarioDocumento senza titolo

Questo tizio è contento. Si vede e ne ha tutti i motivi. Chiunque sarebbe contento di aver venduto un numero di copie di un romanzo come Dan Brown, anche se forse non tutti sarebbero contenti di averlo scritto.

Pare che l'intero mondo occidentale abbia letto il suo penultimo romanzo, ed io pure mi sto apprestando a farlo, però ho foderato "Il codice da Vinci" (euro 5,90 in allegato a La Repubblica) con la carta fiorentina a giglietti rossicci, perché mi sia concessa la riservatezza di appartenere alla massa senza sbandierarlo in giro. Non ne sono fiera, soprattutto da quando ho letto su Donna Moderna che la Daria Bignardi proprio non ce l'ha fatta a leggere l'ultimo romanzo dell'autore, che teneva nella libreria del bagno (sic) e che non è riuscita a superare la descrizione di un personaggio, tanto banale quanto insulsa.

Io mi sono fermata davanti al portale del "Nome della Rosa", e non ne sono orgogliosa, promettendo di riprovarci quando sarò più grande. In compenso da adolescente lessi in tre o quattro giorni "Delitto e castigo", ma devo ammettere che lo ricordo solo come un libro giallo.

Ho anche tentato un altro colosso della letteratura popolare, Ken Follett. Ho letto "Il terzo gemello" e basta. Nel senso che mi è bastato. L'intreccio era divertente, ma era scritto da cani, non so se per un problema di traduzione. Ma se tanta gente continua a leggerlo vuol dire che cerca solo la storia, non badando alla forma, oppure che non so cogliere io il valore dello stile dell'autore? E se ogni tanto mi piace rileggere il Manzoni dei Promessi Sposi solo per la forma, vuol dire che sono antica e reazionaria? E come mai allora non mi affascina Baricco che in quanto a bella scrittura ne ha da vendere (e infatti i suoi corsi di scrittura creativa costano un occhio della testa), ma in quanto a contenuti lo trovo di una noia se non mortale da malattia grave?

Allora, se sull'intercity delle 15,30 per Bologna, notate una signora magra ed elegante che legge con interesse un libro rivestito, non sono io. Io sono quell'altra, col maglione pesante, perché domani sto tutto il giorno all'aperto per il mercatino, intenta ad analizzare con aria critica e un po' snob, il successo letterario dell'anno.

Buona Domenica.

produzione neuronale di ironica | 05/02/2005 12:18 | commenti (11)
Dal diario di una Segretaria Scientifica
  • Oggi mi è venuto il mal di testa a star dietro ai turchi che sono venuti per il corso. Ho scoperto che preferisco lavorare piuttosto che fare l'hostess con la giacchetta.
  • Hanno voluto il caffè, ma siccome pensavano che fosse come il loro, hanno riempito le tazze grandi e mi sa che stasera una decina di turchi molto nervosi saranno in giro, insonni, per Firenze.
  • La ragazza che faceva da interprete mi ha insegnato che i loro nomi sono come quelli giapponesi, o dei pellerossa. Hanno significati del tipo "Colei che si sveglia all'alba per vedere il sorgere del sole sul mare", oppure "Belli capelli", insomma più che nomi sono definizioni da parole incrociate.
  • Due dentisti partecipanti e coniugi, si erano portati il figlio tredicenne che, assistendo all'intervento per l'inserimento di un impianto, si è sentito male. Io ero fuori dall'aula, perché sennò mi sarei sentita male pure io. Così ho dovuto fare da baby sitter al piccolo turco (il turchino), il cui nome significava "coraggioso". Sì, buonanotte...
  • Poi ho scritto i loro nomi sugli attestati, facendo grande attenzione, perché lì basta un segnetto in più o in meno che sballa tutto. Come se invece di Mario noi scrivessimo Marco. Che poi, non è un grave errore. Ma quelli, i turchi, dice che son pignoli, precisini. E' gente che mette i puntini sulle "i", e anche sulle "s". O sotto, a volte.
produzione neuronale di ironica | 05/02/2005 00:08 | commenti (5)
mercoledì, 02 febbraio 2005
Attenzione... spiegazione... per tutta la popolazione. (In parole semplici, perché quelle difficili non le so)

<<:: template version 1.1 :: optimized for Mozilla browser :: graphic project by ThePassenger ::>>

Se uno avesse la pazienza di arrivare in fondo alla schermata, leggerebbe questa scritta piccina. Vuol dire che The Passenger, colui il quale si prese la briga e forse il gusto di far a Ironica il template giusto, l'ha ottimizzato (cioè reso adattissimo) a Mozilla.

Mozilla non è il fratello scemo di Godzilla, come numerosi buontemponi hanno detto, ma è il nome di un browser. Cioè di un programma che serve per navigare in Internet. Come Explorer, solo che non è firmato Bill Gates e quindi è un sacco alternativo e piace alla gente che piace.

Per questo motivo quando si accede al presente blog tramite il browser Explorer può accadere di vedere la cornice senza i post, che sono scivolati in basso. Lo so perché la stessa cosa mi capita quando sono al lavoro dove tutto è "made in Microsoft".

Invece quando sono a casa vedo tutto perfettamente, un po' perché uso Mozilla Firefox, un po' perché da quando ho messo lo scanner sul tavolo ho il monitor a 15 cm dal naso.

Quindi, i gentili lettori (e anche quelli un po' bruschi) che non vogliono passare al browser alternativo, dovranno fare lo sforzino di spostare il cursore verso il basso per leggere i post.

Oppure possono tranquillamente guardare il contorno e l'intestazione, che è la parte migliore del blog (ovviamente parlo di questo...).

produzione neuronale di ironica | 02/02/2005 20:39 | commenti (20)
 

Bravo Benni. Però...

Ieri su La Repubblica c'era un gustoso pezzo di Stefano Benni sulle Madonne che piangono, in cui l'autore ipotizzava con spirito dissacratorio una serie di miracoli immaginari, molto divertenti e surreali. Bravo Benni, come al solito.

A pagina 14 però, il Benni è caduto sul pisello. Egli (lo scrittore) immagina che in piazza della Signoria sia avvenuto un miracoloso innalzamento di una parte del David di Donatello ("il pistolino marmoreo"). Ma il David di Donatello (Donato de' Bardi, detto il Donatello. Firenze, 1386-1466) non ce l'ha di marmo; del resto sarebbe assai curioso che una statua di bronzo avesse una sola parte del corpo (quella appunto) scolpita in un altro materiale. Temo che il Nostro abbia confuso il David di Donatello (che viene definito nel brano di "bellezza virile ma casta") con quello di Michelangelo (Michelangelo Buonarroti, Caprese-Arezzo 1475 - Roma 1564); quello sì, ce l'ha di marmo, così come tutto il resto. Inoltre, tanto per completare la pedante sottolineatura (come ci godo), l'opera del Donatello è visibile presso il Museo del Bargello e non in piazza della Signoria, come la statua (in copia) del Michelangelo.

(E qui ci starebbe una faccina)


Aggiornamento: Benni ha rettificato lo scambio di David sulla Repubblica del 2 febbraio.

produzione neuronale di ironica | 02/02/2005 11:16 | commenti (8)
martedì, 01 febbraio 2005

Questi facevano ridere...
Uomini che fanno ridere

Le signorine della televisione quando vengono intervistate dicono sempre che un uomo per conquistarle deve farle ridere. Però poi si fidanzano con calciatori e imprenditori.

Non si può escludere a priori che siano categorie ad alto tasso di comicità (magari Briatore è un fine umorista, anche se ha l'aspetto da puttaniere cocainomane), ma ho il sospetto che alla base ci sia un diverso concetto di divertimento. Per esempio, conosco degli uomini molto ironici e spiritosi, che fanno delle battute bellissime, alcuni sono miei amici normali, altri scrivono i blog. (E' una battuta)

Comunque nessuno di questi sta con una signorina della televisione. Che io sappia.

I casi sono due, anzi tre: o queste signorine della televisione ci pigliano in giro, o sono costrette ad accontentarsi di uomini potenti, ricchi e musoni. Poverine. Oppure ridono anche con questi tristi personaggi perché sono solari. E semplici. Con tanta gioia di vivere.

Devo smettere di guardare Cucuzza. E anche la Parodi.


produzione neuronale di ironica | 01/02/2005 19:20 | commenti (7)

 
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