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Ai guidatori di Harley-Davidson non si informicolano le braccia durante un viaggio medio-lungo?
Lasciateci divertire
Non so gli altri, ma essere definita "diarista anonima dalla sessualità incerta" solo perché ho un blog che non fa parte di quelli "fighi", da citare in articoli come questo, mi urta.
Mi dissocio categoricamente. Non sono diarista, perché sono una personcina riservata e soprattutto perché ritengo che gli altri si annoierebbero a leggere i fatti miei, così come io mi annoio quasi sempre a leggere i fatti degli altri; non sono anonima perché ho un nome addirittura doppio seguito da un cognome paterno e, se vogliamo, anche da uno materno doppio anch'esso (tie'). Per finire, ho molte incertezze che mi rendono la vita spesso faticosa, ma la sessualità è chiara e limpida come l'acqua cristallina di una sorgente incontaminata di montagna in Scandinavia.
L'autore dell'articolo riporta la definizione tra virgolette, ma vorrei dire a quella grandemente (e ognuno scinda la parola a suo piacimento) che l'ha partorita che anonimo, diarista e sessualmente confuso sarà lui (o lei) e tutti i suoi parenti, affini, coinquilini e casigliani!
A nome di tutti coloro che scrivono i blog senza ambizioni, senza voler diventare personaggi, che non vogliono andare in tv, che non smaniano per diventare scrittori o giornalisti, e che si accontentano di lavorare (ghigno), io dico, parafrasando il poeta... e lasciateci divertire!
Quante volte, figliolo?
Questo articolo del Corriere della Sera mi fa ridere. Mica per il tema che tratta, che potrebbe essere anche serio di per sé, ma per come tutte queste donne, donnine e donnette hanno risposto. Sarebbe poi interessante capire il criterio con cui si è scelto di far parlare, tra i miliardi di femmine umane che ci sono sulla Terra, gente come Lina Sotis, Carmen Llera, Irene Pivetti, la Boralevi. Mancano la Santaché e Monica Setta per perfezionare, se non completare, il gotha delle insopportabili.
Le riflessioni di queste Sciurètte mi hanno portato alla mente uno dei momenti più deliziosi di uno dei miei personali cult-movie.
In "Ricomincio da tre", Gaetano (Massimo Troisi, sempre nei nostri cuori) si trova a parlare di sesso con Robertino (Renato Scarpa), oppresso da una madre morbosa e per questo pieno di complessi. "Tu non hai i complessi, tu hai un'orchestra intera 'n'capo"
Robertino chiede a Gaetano quante volte si possa fare l'amore ogni volta.
Gaetano: ... Cioè, ecco, prima di tutto si parte dalla resistenza umana, no? Cioè, prima di tutto mai più di cinque. Cioè non più di cinque quando uno fa... quelle cose... l'amore, no, mai più di cinque. Cioè, tu sei diplomato?
Robertino: Sì.
Gaetano: Mai più di quattro. (...) Robe', siente a me, ccà nun ce sta nessun limite, nessun diplomato e cosa, Robè... tu devi uscire, Robè, ti devi salvare Robè, chisti t'hanno chiuso 'nt'a 'stu museo ccà... Siente a me, Robè, tu devi uscire da qua dentro, va' 'mmiezo 'a strada, tuocch'è femmene, va a rubbà, fa chello che vuo' tu!
E pure voi, uscite da qua dentro, 'iate 'mmiezo 'a strada, tuoccat'e femmene, fate chello che vulite... e buona Pasqua assaje a tutt' quant'!
Carta Sprecata (con quiz per cinefili in appendice)
Oggi nella cassetta della posta ho trovato due buste indirizzate proprio a me.
La prima conteneva una lettera di Gianfranco Fini che inizia così: "La Patria, la famiglia, la giustizia sociale, la pacificazione nazionale sono i valori che la destra italiana ha sempre difeso (...)". E termina dicendo che lui, il 3 e 4 aprile, conta sul mio voto.
Sotto, vicino alla firma, c'è una tesserina col mio nome, la AN-Card, che dà diritto a sconti esclusivi su libri, video, bandiere firmate e gadget ufficiali di AN.
La seconda busta veniva dall'Università degli Studi e conteneva il CUD relativo al 2004. Io l'anno scorso non lavoravo più all'Università degli Studi, però risulta che nel 2004 abbia percepito dei compensi arretrati per i quali è possibile fruire delle detrazioni, pari alla cifra di euro 0,26 da cui sono state operate ritenute per un totale di euro 0,06 (copiato pari pari dal modulo).
Per darmi questa comunicazione essenziale hanno utilizzato un tabulato lungo 120 cm, in duplice copia.
Con i privilegi della mia AN-Card e con il profitto universitario dello scorso anno mi sento finalmente un'altra. Si prega quindi d'ora in poi, di inviare tutta la posta di questo genere a un'altra.
Appendice ludica:
Il primo che individuerà il nesso tra l'immagine qui a destra e il presente post, vincerà la fantastica AN-Card con la foto di Gianfranco Fini.
Mi capita spesso di non avere la battuta pronta. A volte la risposta folgorante e azzeccata arriva in ritardo. Anche molto tempo dopo. Ma non si può telefonare per dire "Le volevo rispondere a quello che ha detto il 15 maggio del 1993 alle 18,30". Per certe cose bisogna cogliere l'attimo.
Ora però mi si prospetta la possibilità di prepararmi a puntino.
Il fatto è che nel condominio dove abito si sta discutendo sull'opportunità di installare un ascensore esterno. Io sono contraria perché sto al primo piano, perché voglio evitare spese e fastidi, e soprattutto perché mi ritroverei l'ascensore a mezzo metro dalla finestra.
Una minoranza dei condòmini invece insiste. Uno di questi, fighetto di mezza età, guidatore di SUV e grandi arie da artista perché ha a che fare con arredamento d'interni (è geometra), se n'è uscito per ben due volte con questo fantastico ultimatum: "Se non mettiamo l'ascensore, me ne vado e vendo la casa agli albanesi".
Purtroppo, o per fortuna, io non ero presente. Coltivo però il sogno che l'episodio si ripresenti davanti ai miei occhi e alle mie orecchie, perché allora avrò la risposta del secolo, quella che seppellirà di vergogna il meschino.
Così d'amblé avrei pensato a "Meglio gli albanesi di uno stronzo come lei". Ma quel "meglio gli albanesi" esprime lo stesso concetto razzista proposto nella minaccia, e non mi piace.
Intendiamoci, sarebbe solo una mera e piccola soddisfazione personale, giacché (credo di non aver mai usato fino ad oggi "giacché", è proprio vero che c'è sempre una prima volta) temo che l'oscura minaccia rappresenti uno spauracchio assai efficace per il resto dei miei vicini di casa, tanto dabbene e timorati di dio (e degli albanesi).
Seguiranno aggiornamenti su questa avvincente vicenda.
P.S. avevo pensato di scrivere un post sulle riforme costituzionali o sulla vicenda Terry Schiavo, ma poi ho optato per questo spaccato di vita vera. Sono certa di aver fatto la cosa giusta.
Santi, poeti, navigatori e pizzaioli
E' sconcertante e buffo scoprire che all'estero hanno ancora di noi italiani l'immagine di gente allegra, solare e rumorosa pe
rché - così dicono- qui si mangia bene, si beve meglio e di conseguenza saremmo portati naturalmente alla musica, al canto e alle arti amorose.
Sarebbe bello.
Il problema è che - incredibile dictu (è latino, non rumeno)- non tutti gli italiani sono intonati, e alcuni invece del ritmo nel sangue hanno il colesterolo alto. Per questo ed altri motivi non abbiamo sempre voglia di cantare, ballare e far l'amore.
A corredo del post precedente la mia giovane amica polacca (hi, polish girl!) ha lasciato un commento che è stato ripreso da un altro lettore (ciao williamnessuno) in un modo che poteva sembrare brusco, ma non lo era. Vorrei riportare la pace tra i popoli della Terra con un gesto di Fratellanza e di Giustizia.
Per dimostrare che tutti abbiamo i nostri bei pregiudizi, ecco qui una serie di grossolani stereotipi su alcuni paesi europei e dintorni, con annesso adeguato accompagnamento musicale (canticchiatevelo da soli).
Francia: eau de parfum, oui je suis catherine deneuve, spocchiosi (Allonsanfan de la patrie)
Svizzera: orologi, cioccolato, banche, sempre puntuali (Lugano addio, Ivan Graziani)
Spagna: sangria, nacchere, calienti (Granada, Claudio Villa)
Polonia: lavavetri, Solidarnosc, cattolici (Messa cantata, Giovanni Paolo II)
Russia: matrioska, Bolscioi, (Oci ciornie)
Olanda: formaggio, zoccoli, marijuana. (Amsterdam, Gigliola Cinquetti)
Gran Bretagna: Regina, pioggia, kilt, grandi bevitori (Viva l'Inghilterra, Claudio Baglioni)
Irlanda: verde, birra, capelli rossi, fanno tanti figli perché sono cattolici (Sunday bloody Sunday, U2)
Germania: crauti, birra, heil hitler (Lili Marlen, Marlene Dietrich)
Austria: Sacher Torte, principessa Sissi (Il bel Danubio blu, Johann Strauss jr)
Repubblica Ceca: golem, birra (Primavera di Praga, Francesco Guccini)
Danimarca: Amleto, Sirenetta (Splendida Copenaghen, Danny Kaye)
Belgio: Unione Europea, merletti, piove sempre (La notte, Salvatore Adamo)
Lussemburgo: N/A
Romania: Dracula (Dragostea Din Tei, Haiducii)
Bulgaria: le spie, le rose (Il Pipppero®, Elio e il Coro Femminile di Stato della Radio e Televisione bulgara)
Svezia: alto tasso di suicidi, Nobel, donne alte, bionde e disponibili (Mamma mia, Abba)
Islanda: geyser, ghiaccio, capitale col nome impronunciabile (It's so quiet, Bjork)
Portogallo: fado, non pagano il biglietto (Coimbra, Amalia Rodriguez)
Grecia: sirtaki, yogurt, naso aquilino (Zorba il greco, Mikis Theodorakis)
Vorrei concludere degnamente questa dissertazione etno-antropologica ricordando che "Tutto il mondo è paese", "Mogli e buoi dei paesi tuoi" e "Paese che vai, usanza che trovi".
Vivere... senza malinconia (di C.A. Bixio, 1937)
Ho letto questa notizia sul "Piano strategico nazionale per prevenire la depressione".
Trovo molto interessante e socialmente utile l'iniziativa del Ministero della Salute. Finalmente una bella idea, dopo il librino con i consigli per gli acquisti sulle medicine che non mi era parso un granché.
Questo Piano si articola su cinque livelli di intensità di cura: prevenzione, riconoscimento precoce, trattamento dei casi lievi e gravi.
Sono seriamente interessata al primo punto, la prevenzione. E anche incuriosita; cosa farà il nostro Ministro per prevenire la depressione degli italiani?
Potrebbe per prima cosa eliminare le principali cause di stress che notoriamente sono i lutti, le separazioni, le vacanze. Quindi finalmente lo Stato Italiano provvederà a cancellare questa piaga terribile che è la morte. Bene per noi, un po' meno per gli impresari di pompe funebri che rischieranno la depressione, ma tanto poi ci penserà il Ministero della Salute.
Poi farà di tutto per riconciliare coniugi, conviventi e fidanzati in crisi, e con questo provvedimento prenderà due piccioncini con una fava, garantendo l'unità della famiglia che è alla base della nostra società nel rispetto dei sani principi cattolici (e così anche il Papa sarà contento).
Verranno abolite le festività natalizie e le vacanze estive (così lavoreremo e produrremo di più). Resta il nodo dello stress lavorativo, ma non possono pensare a tutto loro, poverini.
Si dovrà poi passare ad alleviare il male oscuro idiopatico, cioè quello senza apparenti motivi scatenanti. Immagino che secondo il cosiddetto schema operativo piramidale si provvederà alla distribuzione di farmaci antidepressivi. Così come succede nel "Mondo nuovo" di Aldous Huxley, ci ritroveremo in coda per la periodica dose di soma e così saremo tutti solari. La smetteremo di lamentarci e protestare, sconfiggeremo la depressione e saremo tutti fan del Costantino di turno.
Scommetto che ci saranno i soliti anarchici eversivi che rivendicheranno il diritto alla depressione come segno di libertà, sputeranno il soma e si ritroveranno in circoli segreti dove la gente potrà starsene in pace a piangere, a guardare nel vuoto, a scrivere nei blog.
Ovviamente è solo fantasia, nulla di questo avverrà mai. Ringraziamo comunque per il pensiero il Ministro della Salute. Mentale.
Lo sciopero della fame dell'omonima Mussolini è finito tra le notizie curiose della Reuters, insieme al sollevatore di pesi col pene e ad altre mostruosità simili.
Intanto a Ginevra zia Sophia Lorèn manifesta la sua solidarietà rinunciando al babà quotidiano.
Si attendono le reazioni indignate di Moira Orfei che farà lo sciopero della cotonatura e del Mago Silvan, idem.
Oggi Firenze è tappezzata dalle locandine dei giornali che annunciano la morte di un grande uomo. Lo era davvero, era un frate, un teologo, ma soprattutto un uomo sorridente (senza essere per forza "solare") che ha segnato in bene generazioni di liceali. E' stato anche il mio insegnante di religione al Miche, e ne sono fiera.
Dopo Luzi, padre Ciolini.
A volte i luoghi comuni sono reali.
Un tempo si entrava al cinema anche a film iniziato e poi si restava a vedere l'inizio dello spettacolo successivo facendo un piccolo sforzo per ripristinare la corretta sequenza degli eventi. Che se uno l'avesse fatto con "Memento" si sarebbe perso tutto il gusto del film...
Ora non si fa più e così ieri sera, in ritardo per "Million dollars baby", ho visto "Nascosto nel buio". Il titolo si riferisce al regista, che sta nascosto nel buio per non farsi prendere dagli spettatori.
Se qualcuno lo trova gli dica da parte mia che non si fa così. Quando si mette un indizio, un'allusione, poi alla fine del film si deve dare una spiegazione razionale, soprattutto quando non si tratta di una storia soprannaturale. Non si può suggerire, insinuare e poi più nulla. Altrimenti sarebbe troppo facile. Perché il vicino di casa pare un maniaco? Perché l'agente immobiliare sembra che sbavi quando vede la bambina e si aggira nottetempo intorno alla casa? Perché lo sceriffo ammicca? Perché c'è sempre chi arriva alla soluzione prima di me?
De Niro interpreta uno psicologo alle prese con una bambina traumatizzata. Nella fattispecie è sua figlia, una bravissima Dakota Fanning con le occhiaie e lo sguardo nel vuoto, come da manuale.
Non racconterò il finale. Diciamo però che mi è venuto in mente quello che mi ha detto una mia amica che lavora e studia al dipartimento di psicologia, che molti tra coloro che frequentano quel corso di studi sperano di risolvere prima di tutto i propri problemi psicologici.
Citazioni spudorate da: Sesto senso, Shining e le centinaia di film di paura con le case nel bosco e i bambini inquietanti.
Da un esperimentino settato male è venuto fuori che siamo un popolo di quizzaroli (e io lo so bene), che i commenti spesso vengono scritti senza leggere i precedenti e che le persone che capitano qui hanno fantasia, predisposizione all'autoanalisi e, per fortuna in un caso solo, un'avversione profonda per le formiche (hey girl, the only animal really disgusting is the human, sometimes...)
In realtà volevo solo vedere quanti commenti avrebbe ricevuto un post praticamente vuoto se fosse stato lasciato a decantare un numero sufficiente di giorni.
L'attenzione non era sul contenuto, ma esclusivamente sul numero dei commenti.
Ma ho sbagliato. L'immagine ha fatto pensare che fosse una sorta di test di Rorschach (quello delle macchie d'inchiostro, con cui un apposito professionista, per quanto ci si sforzi di vedere qualcosa di assolutamente innocente e banale, scoprirà fobie, perversioni e nevrosi).
Ringrazio per la partecipazione tutti i commentatori, precisando che se qualcuno ha fatto da cavia questa sono io. Probabilmente già la scelta delle formiche di Escher che percorrono il nastro di Moebius è di per sé significativa. Ma preferisco ignorare che cosa nasconde.
Questo post mi serve per verificare un'ipotesi.
Che cosa ti sei messo in testa?
Periodicamente si diffondono notizie di esseri umani che, ignari, accusano mal di denti, mal di testa, mal di qualcosa insomma e accidentamente scoprono di avere dentro di sé oggetti di vario genere. Tempo fa un giovanotto col mal di denti scoprì di essersi conficcato un chiodo di 10 centimetri dentro la testa, ora è il caso di un tizio che aveva una lama di 5 centimetri nel cranio.
A parte il fatto che questa reiterazione di circostanze è sospetta, ma com'è possibile che uno non si accorga dell'entrata di un oggetto metallico di quella portata dentro la propria testa, oltretutto non attraverso un orifizio, un pertugio, una fessura preesistente?
Io non ci credo. Sono radiografie taroccate.
L'altra notte (ora italiana) hanno assegnato gli Oscar 2005. Siccome non ho visto nessuno dei film premiati mi astengo da ogni commento.
Nel sito ufficiale, nella sezione "Red carpet" ci
sono le foto dei partecipanti alla serata, tutti in ghingheri e piattini e quasi
sempre con abiti italiani.
La signora in nero nella foto è Imelda Staunton, inglese, nata il mio stesso giorno (ma qualche anno prima), pluripremiata per "Il segreto di Vera Drake" e in lizza per migliore attrice (ma non ce l'ha fatta).
Sarebbe interessante avere notizie del personaggio che si nota sullo sfondo, con indosso un modello mongolfiera dall'ardito accostamento cromatico. S'ignora lo stilista della signora.