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N.B.
Periodicamente mi tocca ribadire un concetto che pensavo di aver chiarito a sufficienza nell'avvertenza qui a sinistra.
Ognuno di noi ha qualche fissazione, qualche piccola mania. Io ne ho molte di fisime e alcune nemmeno piccole, purtroppo. Prometto di cercare di migliorare, ma nel frattempo continuerò a eliminare le risposte ai miei commenti lasciati altrove. Stavolta non darò doviziose spiegazioni con ironiche iperboli come ho fatto in passato perché fa caldo, perché non ne ho voglia e perché non mi piace parlare di blog nel blog.
Extraterrestre, portami via
Per chi non avesse mai visto neppure una puntata di X-Files, l'"alien abduction" è quando un essere umano viene rapito dagli alieni, per condurre su di lui esperimenti scientifici, e poi viene riportato sulla Terra. Alcune volte l'individuo che ha avuto questa esperienza rimane un po' scosso, comincia a dire e fare cose strane, come collezionare le figurine degli eroi del wrestling, stazionare per le vie principali della città con un cartello che dice "I vostri figli non vi ubbidiscono perché hanno troppi soldi in tasca" (a Firenze ce n'era uno una trentina d'anni fa), travestirsi da Elvis convinto di essere Elvis (qualsiasi fenomeno paranormale è associato a Elvis).
Nella maggior parte dei casi però resta solo un vago sentore di quello che è successo, e un piercing nel collo. Non tutti quelli che hanno il piercing nel collo sono stati rapiti dagli alieni, però sarebbe stato meglio.
La questione è che solo alcuni sono stati rapiti dagli alieni. Magari qualcuno ci resta male, si sente emarginato, si chiede perché io non sono stato scelto, ho qualcosa che non va, non sono interessante neppure come cavia per gli alieni figuriamoci se trovo una fidanzata... per questo soffre e fa la pipì a letto.
Per risolvere questa diffusa frustrazione è nata la Alien Abduction Incorporated che provvede a far vivere l'esperienza a chi ne faccia richiesta. In pratica uno scrive, fa dei test, paga e loro gli organizzano un rapimento alieno coi fiocchi. Così anche lui tutto contento potrà dire "Anch'io so cosa si prova ad essere stati rapiti dagli alieni!". E non importa se lo metteranno sotto osservazione, lui sarà soddisfatto. Lui. O lei. Ma, ci scommetterei, più lui che lei.
Nel sito non è indicato il prezzo della prestazione e così ho scritto chiedendo il tariffario.
<<Hello, my name is A. and I'm writing from Italy. I'm really interested to your service of Alien Abduction. But I haven't found in any section of the web site the prices of this service. Please, could you let me know how much does it cost to be Alien abducted?
Sorry for my english.
Best regards
A.>>
Questo è l'inglese tipo che uso quando scrivo le e-mail di lavoro, però di solito i turchi, i greci e i brasiliani rispondono senza esitazioni. Gli abductalizer invece non l'hanno ancora fatto.
Non solo gli alieni si disinteressano di me, ma perfino i loro surrogati. C'è di che perdere il sonno e l'autostima.
Figli delle stelle
Ho conosciuto dei raeliani. Non personalmente, ma grazie a paltalk abbiamo parlato. E' stato molto istruttivo per me.
Io non lo sapevo mica che noi (noi esseri umani) siamo il risultato di esperimenti di ingegneria genetica condotti da un popolo extraterrestre che si chiama Elohim. Quindi non solo non siamo stati creati da un unico Dio (che, diciamolo, ha sempre saputo di bufala, con quella storia della costola), ma nemmeno è attendibile la teoria dell'evoluzione. Darwin si è inventato tutto per pubblicare e potersi pagarsi il viaggio sul Beagle (si sa, una crociera... costa). Io, memore delle lezioni impartitemi durante il mio corso di studi, ho ribattuto anche piuttosto decisamente, ma mi è stato spiegato che all'Università dicono tante cose sbagliate, che le teorie sono inventate da scienziati che vogliono nascondere la verità. Ovviamente la verità è quella che dicono loro, i raeliani.
Dicono che questi alieni nel 1973 si sono manifestati a un giornalista sportivo francese (il cui nickname è Rael, appunto), lo hanno usato come segreteria telefonica e gli hanno lasciato il messaggio da diffondere. A essere cinici viene da pensare che già 30 anni fa c'era "grossa grisi", che le risposte erano dentro di loro ma erano sbagliate. A essere buontemponi viene in mente che avrebbero potuto scegliere Aldo Biscardi e che sarebbe stato grandioso ascoltarlo "Miei gari amigi, questa sera gi sarà un evento eccezionale... Per la prima volta al Processo vi porterò perzonalmente la parola esaustiva che ci gondurrà verso un mondo di serie A, dove non ci saranno né morte, né guerra e né calci di rigore". Cosmico.
I raeliani sono gente simpatica, alla mano, sono quasi uguali a noi, vivono generalmente in ambienti che condividono con altri gruppi come cattolici, ebrei e ragionieri; hanno votato sì al referendum sulla fecondazione assistita e credono ciecamente nel potere della scienza. Sostengono la clonazione e dicono che potremo diventare immortali.
Non vorrei esacerbare i toni, ma io non ci credo. Non credo in Biscardi, non credo che diventeremo immortali e non credo nemmeno che ci siano degli alieni che ci stanno osservando. A meno che non ci si riferisca alla signora bionda del palazzo di fronte che sta sempre a curiosare dal suo terrazzo.
Eppure a me piacerebbe tanto credere in qualcosa di così favoloso (etimologicamente parlando, questi credono alle favole), e guardo con indulgenza a questi babb romantici ottimisti e un po' li invidio, perché hanno delle certezze, perché condividono un sogno e perché a fine luglio si riuniscono in un albergo sulla costa spagnola e si dedicheranno tutti insieme alla meditazione sensuale, che dev'essere una gran bella cosa.
Se qualche raeliano dovesse capitare qui, non si adombri, né si crucci e neppure si senta deriso (beh, un po' forse sì), perché in fondo tutti siamo un po' raeliani, c'è chi crede negli omini verdi, e chi crede nell'omino calvo, chi crede che Michael Jackson sia innocente e chi crede che Elvis sia vivo.
Nano nano a tutti.
Nella foto: la signora del palazzo di fronte.
Primi amori (3)
E poi c'era la Famiglia Benvenuti. Enrico Maria Salerno era il padre, Valeria Valeri la madre (due attori veri, non le mezze calzette delle fiction). Musica di Armando Trovajoli (presente nella mia collezione di sigle). Due figli maschi, Ghigo il più grande, e Andrea.
Ricordo quando il padre accompagna il figlio minore il primo giorno di scuola, entrano in classe e lui fa "Siamo i Benvenuti" tutti ridono e a me parve una battuta molto divertente.
Il mio personaggio preferito era appunto il figlio piccolo, interpretato da Giusva Fioravanti, in seguito apparso in un filmone con Edwige Fenech "Grazie nonna", e poi davanti al tribunale imputato per omicidi, rapine e concorso in strage. Una carriera fulminante davvero.
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Riunione col nuovo consulente per la qualità
"E la dr.ssa Ironica è la responsabile della soddisfazione dei pazienti"
Primi amori (2)
Tanti anni fa (ancora...) qualche millennio dopo l'età dell'oro venne l'età dello Zecchino d'Oro. Ma non è di questo che voglio parlare.
La domenica pomeriggio (sì, ancora) durante i primi anni '70, andarono in onda le otto puntate di uno sceneggiato per ragazzi "Les Galapiats" che, in italiano si chiamava "Il tesoro del castello senza nome" e in portoghese "Os pequenos vagabundos". Anche in questo caso mi ero presa una cotta per uno dei personaggi, il ragazzino Jean-Loup (tale Philippe Normand, perso nel nulla, che alcune voci non confermate danno per deceduto in un incidente stradale) che da Parigi veniva mandato in un campeggio estivo sulle Ardenne, e lì con un gruppo di ragazzi viveva un'avventura sulle orme del tesoro dei templari (altro che Dan Brown).

Grazie a internèt dopo trent'anni ho ritrovato le tracce, le foto, la sigla e molto altro di questo sceneggiato. Ho ritrovato perfino lo sceneggiato. Ora è proprio qui dentro due DVD. Ne ho rivisto solo pochi minuti, e ho notato che il ragazzino che mi piaceva tanto somiglia a quel tipo strano de "La Fattoria", il nullafacente milanese con movenze ambigue. Non ho il coraggio di proseguire.
"A guardare nei ricordi sembra ancora ieri
che salivo su una sedia per guardare i treni
da dietro alla finestra un cortile grande, un bambino, un bambino.
E tutto mi sembrava andasse bene, e tutto mi sembrava andasse bene
tra me e le mie parole, tra me e le mie parole, e la mia anima."
F.D.G. "Il '56"
Primi amori (1)
Tanti, tanti anni fa la domenica pomeriggio la Rai, Radiotelevisone italiana, mandava in onda sul primo canale dei telefilm bellissimi, molto più belli di qualsiasi programma di oggi. Come si dice, la bellezza è negli occhi di chi guarda, e tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 io ne avevo gli occhi pieni.
Fu così che fui folgorata dagli occhi azzurri del biondissimo comandante della S.H.A.D.O. Che poi non so esattamente come facessi a sapere di che colore fossero, dal momento che li vedevo in bianco e nero. Anzi, ora mi ricordo che, grazie a mio padre, che aveva connivenze enigmistiche con la famiglia Panini, riuscii ad ottenere l'intero album di UFO S.H.A.D.O., con tutte le figurine da appiccicare. Lì c'erano l'azzurro degli occhi di Straker e il viola dei capelli delle centraliniste di Base Luna.
Andavo matta per le storie di fantascienza.
Mi piaceva credere che la sede dell'ENEL vicino a casa, in realtà fosse la copertura per la sede italiana dell'organizzazione. Quando passavamo lì davanti sbirciavo cercando di intravedere un qualche indizio che avallasse il mio sospetto. Un ascensore travestito da montacarichi, per esempio, che portava fino al centro di comando sotterraneo. Magari con un po' di fortuna avrei potuto incontrare il comandante Straker, che entrava nel cancello con quella macchina tantissimo futuribile con le portiere che si aprivano verso l'alto. Mai avuta nessuna prova ovviamente. La S.H.A.D.O. sa nascondersi bene a una bambina.
Se Ed Straker (Ed Bishop) era lo stratega, il colonnello Paul Foster (Michael Billington) era l'uomo d'azione, il pilota. Entrambi ci hanno lasciato pochi giorni fa, gettando nello sconforto una o due generazione di terrestri.
E' come se si fosse perso un pezzettino di infanzia, si resta con una specie di uggiolina dentro lo stomaco. E anche con un po' di preoccupazione, perché ora chi ci difenderà dagli alieni invasori?
Previsioni del tempo (passato)
Su questo blog sta per abbattersi un'ondata di regressione nostalgica. I giovinetti sono avvertiti.
Chi non va a votare è brutto e cattivo.
E puzza.
Votate, votate, votate!
(Ritorno nel guscio)