giovedì, 28 luglio 2005

Le avventure erotiche di Ironica

Ho visto tanti blog in giro dove donne molto più spregiudicate di me mettono le foto di sederi e capezzoli, e lingue che fanno capolino da labbra tumide. 219 commenti.

E raccontano incontri bollenti con dovizia di particolari. Anzi, solo i particolari. 450 commenti.

Ora vi faccio vedere io.

Stamattina ho preso un taxi, ero tutta bagnata e ansimante. Arrivata al grande edificio ho raggiunto la stanza. Uno sconosciuto vestito di verde mi ha fatto entrare, il suo sguardo era lubrico. Almeno credo. Io ero troppo impegnata a tossire. Comunque sono entrata e senza troppi complimenti mi ha chiesto di denudarmi il petto. Ho obbedito, schiava della lussuria. L'uomo mi ha sbattuto (beh, non proprio) contro un attrezzo, chiedendomi di divaricare le turgide mammelle e di avvolgerlo (l'apparecchio) con un abbraccio forte e deciso. Egli non mi ha toccato. Era un peep-show. E' andato nella stanza adiacente, da dove mi comandava nei gesti e nei respiri e mi scrutava da una finestrella. Lo sguardo sempre più lubrico, ovviamente.

Poi, soddisfatto, mi ha lasciato rivestire e andare via. Per 21,69 euro ho rimediato due brutte foto in bianco e nero e almeno venti giorni di prognosi.

(Non è soltanto che io non ci sia portata per certe cose, è che proprio non mi capitano).

produzione neuronale di ironica | 28/07/2005 15:41 | commenti (31)
mercoledì, 27 luglio 2005

Quando c'è la salute... (quando?)

Mi è presa un'uggiolina triste. Sono di nuovo malata, questa volta con febbre alta. Gli antibiotici nulla hanno potuto contro il male. Sto spulciando tutte le possibilità, anche le meno probabili. Ho pensato alla SARS, all'influenza dei polli. Oggi leggo di questo nuovo morbo trasmesso dai maiali. I sintomi non corrispondono, però potrebbe essere una variante.

Qualcuno potrebbe obiettare che non sono un allevatore cinese di maiali. E' vero. Ma non si sa mai. Con qualche maiale ho avuto a che fare, ho fatto male a tornare a lavorare in questi giorni.

Torno ad agonizzare nel mio letto di dolore. 

produzione neuronale di ironica | 27/07/2005 09:55 | commenti (26)
domenica, 24 luglio 2005

News Peaks

Cercando notiziole interessanti, ho visto questa e ho pensato, ma guarda David Lynch anche lui è nostalgico della propria infanzia. Poi ho capito che avevo frainteso, e del resto non sarebbe stato giusto per Bubu.

produzione neuronale di ironica | 24/07/2005 18:34 | commenti (8)
sabato, 23 luglio 2005

Dottori

Per motivi professionali e non soltanto, purtroppo, di medici ne ho conosciuti parecchi. Non tutti sono spocchiosi e attaccati al denaro, ma buona parte sì.

I medici dei telefilm invece sono diversi. I protagonisti, intendo, perché i comprimari di solito sono quelli classici che puzzano di baronia e di presunzione, in modo che l'eroe brilli per contrasto come fulgido esempio di dedizione alla medicina come missione umanitaria.

I medici in tv son sempre andati di moda. Fin dai tempi del Dr. Kildare*, di M.A.S.H. (uno dei migliori telefilm in assoluto), di Trapper John, Chicago Hospital, Doc, per non parlare di "Dottori in allegria" e "Dottori agli antipodi" che credo di ricordare solo io.

In generale a me le scene ospedaliere, soprattutto quelle operatorie, fanno molta impressione e le guardo con la mano davanti agli occhi, sbirciando tra le dita, pronta a chiuderle per evitarmi i momenti più cruenti. Esattamente come mi piacerebbe poter vivere.

Non ho mai seguito ER, invece ho avuto occasione di vedere qualche puntata di "Nip/Tup", la serie truculentissima su due chirurghi estetici, dove non si andava tanto per il sottile in argomenti come sesso e carnazza. Gli episodi più gustosi sono quelli in cui separano due gemelle siamesi e poi le ricuciono insieme da morte, e quando uno dei due dottori ha un bollente incontro con una real doll.

Peccato che li trasmettessero così tardi, chissà che mi sono persa.

In questo periodo ci sono molti medici in tv, ma il mio preferito è Andy Brown di "Everwood". Prima di tutto perché lo fanno in orario pre-cena e mi torna molto comodo, e poi perché lui è niente popo' di meno che Treat "Berger" Williams, il capellone che muore in Vietnam nella versione cinematografica di uno dei miei musical preferiti, "Hair".

La cosa bella dei medici dei telefilm è che, sebbene abbiano specializzazioni avanzatissime, sono versatili come i medici condotti di una volta. Sono cardiochirughi, fanno trapianti multipli in circolazione extracorporea, usano robot, eseguono interventi lunghi 14 ore, ma all'occorrenza sanno curare il morbillo, riconoscere la rarissima sindrome studiata in Birmania nel 1904 e, se capita, ti fanno pure figliare la vacca.

Il Dr. Brown per esempio è un neurochirurgo, taglia crani anche col black & decker, ricuce arterie, estrae cervelli, li rimette a posto, insomma fa delle cosine abbastanza complicate, eppure cura anche l'influenza, le malattie veneree, la leucemia e il ginocchio della lavandaia e non escludo che, se glielo chiedessero, farebbe pure figliare la vacca.

Sono certa che se esistesse un medico come questo io non sarei ancora qui a tossire.

 

*Anche se parrebbe un volo pindarico, mi fa venire in mente la beatificazione dei papi. Secondo me Benedetto XVI beato lo è già. Non so se avete notato la somiglianza del segretario del nuovo papa col Dr. Kildare (Richard Chamberlain), quel biondone che lo segue sempre. Beato lui. Appunto.

produzione neuronale di ironica | 23/07/2005 12:44 | commenti (24)
venerdì, 22 luglio 2005

Pronto, mi vedi?

Tutte le mattine alla fermata dell'autobus c'è un gruppetto di babbione (della mia età) che aspettano l'autobus per andare a lavorare. Sono truccatissime, vestite con grande cura, piene di accessori. Una è grassa, piena di orecchini, collane e porta gli occhiali, un'altra è secca secca e col naso rifatto, la mia preferita è una finta bionda leopardata abbronzatissima che, coi tacchi di 20 cm è alta meno di me. Ad libitum se ne possono aggiungere altre due molto pitturate e damascate anch'esse.

Parlano di vacanze, di vestiti, parlano male di qualcuno che non c'è, ridono. Io la mattina invece sono spesso ingrugnata, essendo di risveglio lento, e quando mi appendo agli appositi sostegni (cioè mi attacco al tram) cerco di raggiungere gradualmente e senza traumi lo stato di veglia.

L'altra mattina erano tutt'e tre sedute sul muretto alla fermata e stavano "vicine vicine" facendo le boccacce verso il videofonino che quella in mezzo teneva alla debita distanza. Facevano ciao ciao con la manina, ridevano, facevano un sacco di versi.

Avevo una mezza idea di comprarlo il videocoso, diciamo come presidio ausiliario per una persona di famiglia.

Ma ora che ho visto i danni che può provocare, sto rivalutando il mio proposito. Perché ho paura che neppure io sarei immune al virus della smorfia (oltre a quello dell'influenza dei polli; sono malata da oltre una settimana, che altro può essere? Ma le punture io non le voglio).

produzione neuronale di ironica | 22/07/2005 19:12 | commenti (5)
martedì, 19 luglio 2005

Oddly enough

Per la prima volta mi trovo ad essere una lavoratrice dipendente malata. E così ho scoperto che quando si è in malattia si deve portare o inviare, tramite raccomandata, il certificato all'INPS entro due giorni dalla data di rilascio. Se uno è malato per tre o quattro giorni lo stesso. Il che significa che, se non ha nessuno che lo faccia per lui, il lavoratore deve andare presso un Ufficio Postale, prendere il numerino, compilare modulo e cartolina, fare la coda attendendo il proprio turno, recarsi presso lo sportello, pagare e tornare a casa. Questo anche se ha due gambe rotte, la lebbra o la febbre a 40.

Mi pare assurdo e incredibile non solo il fatto in sé, ma anche che nessuno abbia mai trovato nulla da ridire. O forse sono io l'unica in Italia che si deve sbrigare le faccende da sola?

produzione neuronale di ironica | 19/07/2005 10:25 | commenti (23)
lunedì, 18 luglio 2005

Hobby ossessivo compulsivo

A causa dello stato di malattia in cui mi trovo da qualche giorno, ho a disposizione tanto tempo pieno di cose che posso fare senza sentirmi minimamente in colpa. Come guardare i film da femmina alla tv, giocare a Diablo II (lo so che non è un'attività da signore, ma io sono ancora signorina), vagare in internet, dormicchiare e dedicarmi a un recente hobby che mai avrei pensato di esercitare. Il decoupage. Una cosa molto femminile che produce oggetti leziosi, pieni di fiorellini, angiolini, animaletti. Terribili.

Però ora che ho imparato non riesco a fermarmi. Ho realizzato: tre cornici, tre scatole di varie dimensioni, un bauletto, un portavasi. Ho adocchiato un portamatite, due mobiletti e la scatola della sacher. Proseguendo con il legno potrei decorare le porte, gli armadi, le librerie, la seggiolina di legno di quando eravamo piccoli, il parquet.

Spero di guarire presto.

produzione neuronale di ironica | 18/07/2005 10:27 | commenti (14)
sabato, 16 luglio 2005

Piccola notazione per ingenui e illusi

Quella lassù, col cappello rosso non sono io. A occhio e croce la signora in questione appartiene a un'epoca in cui, se ero nata, ero incapace di intendere e di volere.

In questo blog non sono presenti mie foto eloquenti scattate negli ultimi trent'anni, né mai ci saranno. Sono una sostenitrice della virtualità e credo che un certo alone di mistero nasconda le magagne meglio di qualsiasi lifting e collant contenitivo.

Ovviamente è solo una metafora.

produzione neuronale di ironica | 16/07/2005 12:12 | commenti (20)
mercoledì, 13 luglio 2005

Dipartimento dei passi perduti

Fino a poco tempo fa, se a qualcuno fosse venuta la curiosità di sapere dove ho lavorato prima di fare la scrittrice di cartelli, avrebbe avuto non poche difficoltà per raggiungere quei moderni laboratori universitari, dove la scienza trasuda da ogni provetta. La struttura che si è venuta a creare negli ultimi anni, con l'ampliamento in larghezza e in altezza, è un vero labirinto di corridoi, diramazioni, ala nord, sud, est, ovest. Inoltre, essendo poggiata su un declivio, il secondo piano a valle diventa primo sull'altura.

L'orientamento non è banale.

Per questo motivo, nell'ottica di favorire la comunicazione col pubblico e di facilitare l'avvicinamento del popolo alla scienza, da poco tempo vengono fornite alla comunità dettagliate istruzioni attraverso il sito web del Dipartimento. Ecco, qui di seguito, le indicazioni copiate pari pari.

<<Gli utenti che arrivano a Firenze in treno possono utilizzare la linea ATAF N° 14C, direzione Careggi, e scendere alla prima fermata di viale G. Pieraccini, proseguendo oltre il N° 6, ingresso per le auto dei dipendenti e degli autorizzati, fino al vicino passaggio pedonale che conduce davanti al complesso detto "Cubo", una volta entrati nell'edificio seguire i cartelli fino alla stanza N° 1. quindi girare a sinistra ed entrare nel corridoio parallelo, al principale con le vetrate. salire le scale subito a sinistra che portano al piano ammezzato, dove si trovano gli uffici amministrativi e la Direzione del Dipartimento. N.B. Esattamente prima del numero civico 6 c'è un parcheggio pubblico a pagamento.
E' possibile raggiungere Careggi utilizzando anche le linee N° 2 e N° 8.

Per chi viene da fuori Firenze in autostrada si consiglia di lasciare "l'A1" e prendere l'autostrada "Firenze mare" in direzione Firenze Peretola, quindi seguire i cartelli per "Careggi", si può parcheggiare a pagamento subito prima del numero civico 6 di Viale G. Pieraccini, quindi seguire le indicazioni date sopra.>>

Volendo essere ottimisti e fantasiosi, si potrebbe pensare alla volontà ludica di far partecipare l'utenza ad una caccia al tesoro fornendo indicazioni criptate. Posso prevedere che gruppi di ricercatori dovranno organizzarsi per fornire viveri e conforto agli sventurati perduti nel corridoio parallelo, una sorta di deviazione spazio-temporale in cui gli utenti vagano disperati (e furiosi) alla ricerca dell'ambulatorio, o laboratorio, perduto.

Un pensiero devoto va all'autore del sito, e un ringraziamento particolare a G.D. e F.R., segnalatrici di questa perla, nonché lettrici fedeli.

P.S. Per la cronaca, un aggiornamento del 12 luglio ha ridimensionato e "aggiustato" la sezione incriminata. A maggior ragione questo post resta a testimonianza del lavoro intellettuale di un oscuro addetto alla comunicazione.

produzione neuronale di ironica | 13/07/2005 19:12 | commenti (5)
sabato, 09 luglio 2005

M

C'è questo film del 1931. Regia di Fritz Lang, con Peter Lorre che interpreta un maniaco che uccide le bambine a Dusseldorf. La polizia si lancia in indagini serratissime che disturbano fortemente la criminalità cittadina. E allora ecco che tutti i delinquenti "comuni" si organizzano per scovare il colpevole di quegli efferati delitti e poter continuare la loro normale attività criminosa.

Vengono allertati tutti gli accattoni, i senzatetto, i ladruncoli, tutta la gente che vive per la strada si impegna in indagini parallele a quelle ufficiali. Il mostro viene identificato e segnalato con una M sulla schiena. Viene catturato e, dopo un sommario processo, condannato a morte dal tribunale dei malviventi.

Fatte le dovute proporzioni, è quello che mi è venuto in mente leggendo questo articolo.

produzione neuronale di ironica | 09/07/2005 12:27 | commenti (10)
mercoledì, 06 luglio 2005

Un lavoro creativo

Oggi il capo mi ha chiesto di sistemare un quadro fermando la tela con due chiodi. I pazienti in sala d'attesa mi hanno visto passare col camice e il martello in mano. Chissà cosa hanno pensato.
Siccome sul cartellino c'è scritto dr.ssa molti credono che sia dentista anche io e più di una volta mi sono trovata a esplorare le fauci doloranti di signore anziane. Io guardo, le ascolto, cerco di dire qualcosa di buon senso sperando che nel frattempo arrivi un medico vero. Se questo non accade devo confessare loro che io sono solo una biologa. Nei loro occhi compare un velo di delusione mista alla domanda inespressa "Che diavolo ci fa qui una biologa?". La stessa domanda che mi faccio io quasi tutte le volte che varco la soglia dello studio.

Nel mio lavoro posso assecondare la mia inclinazione per la scrittura.

Ieri per esempio ho prodotto tre cartelli.

Questa parte del lavoro mi gratifica e mi soddisfa molto, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello estetico. Io, modestamente, faccio degli avvisi bellissimi. Uno dei più riusciti è il seguente: "Si prega di limitare l'uso dei telefoni cellulari al di fuori dei locali dell'*** (nome dell'Istituto). Grazie per la collaborazione. La Direzione".

Il più bello degli ultimi è quello che comunica ai gentili pazienti che lo studio rimarrà chiuso dal 6 al 28 agosto compresi. Tutto intorno una cornicetta di palmette decora l'augurio di buone vacanze che non mancherà di allietare i pazienti in segreteria mentre pagano il conto.

Data questa mia scioltezza con le parole, sono stata incaricata di comporre il depliant per il corso che il capo terrà a San Paolo (Brasile) il prossimo dicembre. La parte più difficile è scrivere senza vergognarsi il costo di tre giorni di corso. Duemilaottocento euro a partecipante, escluso il viaggio, vitto e alloggio.

Organizziamo corsi per milionari, e le brossure devo farle io per risparmiare i soldi del grafico.

produzione neuronale di ironica | 06/07/2005 15:33 | commenti (13)
lunedì, 04 luglio 2005

Ingenua riflessione (discorsi a pera)

Quando entra in vigore una legge che proibisce o obbliga i cittadini, tutti noi siamo costretti a comportarci (o a non comportarci) in un certo modo. Ma quando la legge offre la facoltà di fare qualcosa, non è obbligatorio fare questa cosa. Se i single potessero adottare un bambino, non sarei costretta ad adottarne uno. Però potrei farlo, se lo volessi. Sarebbe una conquista di libertà.

Se fosse possibile il matrimonio tra omosessuali anche in Italia nessuno costringerebbe il rag. dr. Marcello Pera a convolare a nozze con un uomo. Qualcuno glielo dovrebbe spiegare, perché mi pare piuttosto preoccupato.

produzione neuronale di ironica | 04/07/2005 17:14 | commenti (28)
domenica, 03 luglio 2005

The long and winding road (to justice)

Non ho seguito con molta attenzione tutto il concerto del Live 8, ma mentre nel pomeriggio mi dedicavo alle applicazioni manuali e pratiche (ovvero bricolage), ho potuto verificare che molti di quelli che si sono esibiti erano per me degli illustri sconosciuti. L'altra volta li conoscevo quasi tutti invece. Vent'anni non sono trascorsi invano, nemmeno per Simon Le Bon che, oltre ad essere paffuto come al solito, ora sfoggia una tintura castano-rossiccia modello climaterio in arrivo. La regia italiana non ha nemmeno fatto vedere tutta l'esibizione dei Duran, piccini. Sic transit gloria mundi.

Mi piacciono questi calderoni. A un certo punto dopo Will Smith, Angelina Jolie (le ho guardato la pancia, ma non sembra incinta), Kofi Annann e Bill Gates sembrava il gioco "Indovina l'intruso". Padre Zanotelli ha liquidato le belle parole dell'uomo più ricco del mondo con un "Sì, fa bene a dire quelle cose, ma quello che non capisce è che bisogna cambiare il sistema". Sistema operativo, in un certo senso.

Dice che Pino Daniele all'ultimo momento non ha voluto partecipare per protestare contro lo strapotere degli inglesi.

Da Londra hanno cominciato con "Sgt Pepper" cantato da Paul McCartney e U2. Speravo di vedere Bono in giacca con i fregi d'oro, e invece c'erano 4 controfigure corno-munite che hanno rievocato i Beatles. Senza nulla togliere a Pino Daniele, e neppure a De Gregori che ha aperto il concerto italiano, ma come si fa a rispondere degnamente a un duetto del genere? Ho letto che in serata la Pausini ha cantato con Baglioni. E allora ben venga lo strapotere anglofono (compreso Michael Stipe con la mascherina blu dipinta sulla faccia). 

Io comunque ci sarei andata lo stesso.

produzione neuronale di ironica | 03/07/2005 22:35 | commenti (9)

 
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