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Poeti, santi e navigatori eccì
Mi ha scritto il Gruppo Cultura Italia, un giornale informatico di lettere e cultura. Le firme sono eccellenti, e in alcuni casi eccellentissime, e l'articolo che mi è piaciuto di più è quello sull'origine della chiocciola intesa come @.
Ovvio che hanno preso l'indirizzo dal blog, ma perché proprio a me?
In fondo, dopo l'elenco dei componenti la redazione, trovo scritto: Giornale diffuso gratuitamente via e-mail a: scrittori, artisti, editori, giornalisti, comunicatori, politici, testate giornalistiche, regioni, province, comuni, associazioni, fondazioni, università, scuole, musei, biblioteche, librerie, istituti italiani di cultura, comunità italiane all’estero, enti pubblici e privati, siti Internet culturali, ecc.
Ho cercato di capire a quale categoria possa appartenere. Scrittrice no, semmai scrivente. Artista per le scatole decoupate (non so più dove metterle, si accettano ordinazioni) mi pare un po' esagerato. Giornalisti saranno loro. Comunicatrice, ma mi faccia il piacere. Va bene che ho qualche chilo in più, ma non faccio provincia. Che nessuno si azzardi a definirmi museo. Istituto italiano di cultura invece mi piacerebbe parecchio. Non sto in comunità e neppure all'estero. Ente pubblico decisamente no, forse un'entità privata. Escludiamo il sito internet culturale per evidenti motivi. Resta l'unica possibilità, l'ultima.
Piacere, sono ecc.
Finalmente!
Non posso che esultare per questa notizia che aspettavo da almeno quarant'anni. Nella sala dei gioielli della Torre di Londra ho ripetuto innumerevoli volte il giro sul tapis roulant intorno alle vetrine con i gioielli della corona, e ho smesso solo per non destare sospetti. Ho sempre sognato di indossare una corona tutta tempestata di pietre preziose, e sono certa che milioni di altre bambine lo avrebbero voluto fare.
Quindi, grazie a Tiffany che sta per rilanciare i diademi, potrò realizzare, almeno in parte il mio sogno infantile. Non mi resta che auspicare un'adesione massiccia a questa moda, affinché io possa andare in giro coi brillanti sulla testa senza dare troppo nell'occhio.
Nella foto, un sobrio modello di diadema per la donna che lavora.
A sinistra, un elegante modello per le uscite serali.
Allarme rosso a Paperopoli
Questa faccenda dell'influenza aviaria fa sì che i telegiornali si aprano con notizie di questo tenore: "E' morto un pappagallo in Gran Bretagna", "L'anatra olandese sta bene".
Lì per lì uno pensa che ci si dispiaccia per la salute di questi animali. Ho visto che in Turchia le galline le ammazzano così, da vive. Senza un po' di anestesia, un sedativo, un conforto religioso. Proprio bestiale.
Il ministro della salute Storace (come suona male, però) ha detto che l'Italia ha le risorse per produrre i farmaci adatti per combattere il virus dei polli, ammesso i detentori dei brevetti dicano come farlo.
Insomma non c'è nulla di cui preoccuparsi, a meno che non siate uccelli.
Uomini & shopping
Sono stata sollecitata a parlare di uomini e shopping, ma non ho capito se è un unico argomento o sono separati.
Il primo uomo con cui ho avuto esperienze di shopping era mio nonno. All'epoca in realtà lo shopping non esisteva, semplicemente si andava nei negozi a comprare.
Mio nonno era un personaggino interessante. Nato nel 1900, aveva trascorso la giovinezza a Livorno frequentando i Bagni Pancaldi, un luogo modaiolo dell'epoca, dove si poteva incontrare Pietro Mascagni e assistere a spettacoli di varieté e bal tabarin. Mio nonno era sempre ben vestito, con le scarpe bicolori e i capelli impomatati e quando morì Rodolfo Valentino e fecero un concorso per trovare il suo sostituto, lui si fece fare una serie di fotografie ad hoc e le mandò al concorso. Ma vinse Alberto Rabagliati.
Comunque mio nonno aveva questa fissa per i bei vestiti, e siccome non era facoltoso aveva anche la terribile abitudine di chiedere lo sconto nei negozi. Io sono stata segnata da queste scene penose. Ero piccola ma mi vergognavo da morire, e infatti ora non riesco a contrattare nemmeno nei suk arabi. (Mi è capitato di doverlo fare all'estero ed è stata una vera sofferenza).
Ovviamente mio nonno mi comprava dei vestitini bellissimi da indossare con le scarpe nere di pelle lucida che mi piacciono ancora, e quando sarò abbastanza vecchia da essere rincoglionita me le ricomprerò.
Mio nonno era sordo.
Ogni anno a settembre i miei nonni andavano al mare a Castiglioncello e io e mio fratello più piccolo passavamo quindici giorni per uno con loro. Per andare allo stabilimento balneare "Tre scogli" (proprio sotto al Ciucheba), dovevamo attraversare un passaggio a livello. Si trovava dietro a una curva e le sbarre non avevano i pannelli protettivi appesi sotto. Quando trovavamo il passaggio chiuso, mio nonno chiedeva al nipote di turno "Senti niente? Arriva il treno?" E noi "No". Allora passavamo sotto le sbarre e di corsa attraversavamo i binari. Ancora oggi quando lo ricordo a mia madre, lei sbianca.
In seguito non mi è mai più capitato di fare shopping con uomini che non fossero recalcitranti e annoiati, di quelli che aspettano fuori dal negozio e che quando esci chiedono "Hai finito?". Per questo credo che l'uomo migliore con cui andare in giro nei negozi (a parte mio nonno e le sue richieste di sconto) sia una donna.

Cattivi pensieri
Sto seguendo con grande apprensione i movimenti di Wilma.
Il mio capo è a Città del Messico fino a domenica.
Contact
Ho passato un fine settimana spaziale. Ero qui, con la Margherita "Maga Magò" Hack, che ha spiegato, con la sua consueta perfetta dizione, come la figura dell'astronomo con l'occhio appoggiato al telescopio sia ormai obsoleta e sorpassata. Che ci sono altri strumenti, 'iobono (non l'ha detto, ma il senso era quello). 
Ma io lo sapevo già. Prima di tutto perché conosco qualcuno che lo sa, e poi perché ho visto il film. E anche lo sceneggiato. E siccome mi sento dell'ambiente anche io, mentre proseguo nella lettura della "Guida galattica per gli autostoppisti", dopo almeno sei anni, ho riscaricato e reinstallato il software del progetto Seti@home per la ricerca di segnali intelligenti. Extraterrestri per il momento.
In attesa che venga inventato qualcosa di analogo per i segnali di intelligenza terrestre.
Reality? Scio'
Ho visto l'Isola dei famosi. Quasi tutta la puntata. L'ho trovata agghiacciante, tra le emorroidi di Enzo Paolo e le battute razzistoidi su Idris. Subito dopo la rivelazione ad Al Bano che la Loredana lo lascia e quando tornerà a casa non troverà più le creature che hanno generato, ho smesso.
Il momento migliore della puntata è stato quando la figlia di Al Bano stava inciampando e la Ventura l'ha apostrofata con un imbarazzante "Non ti ammazzare eh?". Non so se l'ho notato solo io, ma se quel pover'omo del su' babbo l'ha sentita avrà pensato "No, anche questa?"
Martedì invece c'era La Talpa, quel reality in vernacolo toscano dove la gente mastica gli occhi e si fa sputare in faccia. Mi piace, lo trovo istruttivo, pieno di congiuntivi e di belle persone.
E mi diverto anche a scrivere fesserie.

Nella foto, i concorrenti di un reality show. Uno qualunque.
Beautiful mind
Sta succedendo qualcosa di strano qui dentro. Intendo nel blog. O forse nella mia testa.
I link perdono l'ordine alfabetico e le date appaiono scritte in inglese. Ma non sempre. A volte sì, a volte no. Devo scoprire cosa si nasconde dietro alla frequenza con cui i refresh fanno apparire queste anomalie. Dev'essere un messaggio in codice da parte di un'entità aliena.
Oppure è ora che vada a dormire, prima di vincere il Nobel.
Semantica moderna
Kate Moss viene fotografata mentre sniffa cocaina. E' stata incastrata dagli spacciatori.
Amedeo Goria viene filmato mentre promette a una ragazzotta procace "Farò di te una stella baby, se vieni a casa mia". E' stato incastrato dall'aspirante aspirante (se tanto mi dà tanto) con la complicità di una troupe televisiva.
"Incastrare" = dare evidenza oggettiva di una realtà che, se non documentata, può costituire un pregiudizio.
Partorirai con dolore (e zitta)
La notizia che Tom Cruise abbia inseminato la fidanzata, Katie "boccatorta" Holmes, mi lascia notevolmente indifferente. La notizia che, secondo i dettami di Scientology, la ragazza dovrà sgravare in silenzio e senza antidolorifici mi indigna e mi ricorda la volta che ebbi un contatto diretto con questa setta.
Fu una mia ex compagna di teatro, P., che, una volta lasciata dal fidanzato, venne adescata dai seguaci di Ron Hubbard (che purtroppo era anche un discreto scrittore di fantascienza). Incontrai la prima volta P., dopo la conversione, ad uno spettacolo teatrale. Mi disse che aveva deciso: avrebbe fatto il cinema. Immediatamente la immaginai, con la cazzuola in mano e il cappellino di carta in testa, a costruire un muro.
Dopo un po' di tempo mi telefonò per dirmi quanto meravigliosa fosse diventata la sua vita da quando aveva incontrato Scientology e di quanto lo sarebbe diventata anche la mia, se mi fossi unita a loro. Io lì per lì feci una gran risata perché pensavo che scherzasse. Poi provai a farla ragionare, poi mi scocciai e tagliai corto.
Dopo qualche mese tornò all'attacco invitandomi a uno spettacolo nella sede locale. Di nuovo provai con pazienza a dissuaderla, mentre lei ripeteva a pappagallo frasi fatte e slogan. Fu la prima volta (e l'ultima per ora) che alzai la voce al telefono, intimandole di non farsi più sentire. Il giorno dopo la sventurata mi ritelefonò. Per fortuna sua non ero in casa.
Non l'ho più sentita, né vista. Il cinema poi non l'ha fatto. Chissà se si è riprodotta, zitta zitta, sopportando i dolori fantozzianamente, senza nemmeno un gemito, un "ohiohi", nulla.
Questo l'ha deciso Hubbard, che non possedendo un utero, si poteva pure permettere di pontificare sui dolori degli altri, anzi delle altre. Tanto che gliene fregava a lui? Non oso immaginare il resto della "filosofia".
Ma non la voglio sapere, non m'interessa. Statemi alla larga, perché io urlo. A volte.
Nella foto, L. Ron Hubbard: comprereste un'auto usata da quest'uomo?
Benigni: un uomo, un perché (fai recitare la tu' moglie?)
Dopo il grande successo de "La vita è bella", in cui, con un'interpretazione da Oscar, Roberto Benigni era un padre che reinterpretava le atrocità dell'Olocausto ad uso e consumo del figlioletto, torna sugli schermi l'attore-regista toscano con "La tigre e la neve", dove Benigni è un poeta che segue la donna amata (Nicoletta Braschi) fino in Iraq, dove imperversa la guerra che Benigni riesce a rappresentare con la consueta visione surreale e stralunata.
Più o meno questo si leggerà in giro in questo periodo. Ma io so qualcosa che nessun critico al mondo sa. Io, e solo io, sono riuscita a sapere in anteprima assoluta, mondiale anzi universale, le tracce dei prossimi progetti cinematografici di Roberto Benigni.
Sipario
Frasi sfatte
Domani, 4 ottobre, sarà un anno esatto che sono alle dipendenze di un privato. Di cosa sia privato ci si può rendere conto dalle poche battute, tra le tante, che ho raccolto diligentemente in questi dodici mesi. Perché non sia una sorpresa per nessuno, quando me ne andrò sbattendo la porta per seguire il Circo di Moira Orfei.