sabato, 29 ottobre 2005

Poeti, santi e navigatori eccì

Mi ha scritto il Gruppo Cultura Italia, un giornale informatico di lettere e cultura. Le firme sono eccellenti, e in alcuni casi eccellentissime, e l'articolo che mi è piaciuto di più è quello sull'origine della chiocciola intesa come @.

Ovvio che hanno preso l'indirizzo dal blog, ma perché proprio a me?

In fondo, dopo l'elenco dei componenti la redazione, trovo scritto: Giornale diffuso gratuitamente via e-mail a: scrittori, artisti, editori, giornalisti, comunicatori, politici, testate giornalistiche, regioni, province, comuni, associazioni, fondazioni, università, scuole, musei, biblioteche, librerie, istituti italiani di cultura, comunità italiane all’estero, enti pubblici e privati, siti Internet culturali, ecc.

Ho cercato di capire a quale categoria possa appartenere. Scrittrice no, semmai scrivente. Artista per le scatole decoupate (non so più dove metterle, si accettano ordinazioni) mi pare un po' esagerato. Giornalisti saranno loro. Comunicatrice, ma mi faccia il piacere. Va bene che ho qualche chilo in più, ma non faccio provincia. Che nessuno si azzardi a definirmi museo. Istituto italiano di cultura invece mi piacerebbe parecchio. Non sto in comunità e neppure all'estero. Ente pubblico decisamente no, forse un'entità privata. Escludiamo il sito internet culturale per evidenti motivi. Resta l'unica possibilità, l'ultima.

Piacere, sono ecc.

produzione neuronale di ironica | 29/10/2005 00:53 | commenti (15)
martedì, 25 ottobre 2005

Finalmente!

Non posso che esultare per questa notizia che aspettavo da almeno quarant'anni. Nella sala dei gioielli della Torre di Londra ho ripetuto innumerevoli volte il giro sul tapis roulant intorno alle vetrine con i gioielli della corona, e ho smesso solo per non destare sospetti. Ho sempre sognato di indossare una corona tutta tempestata di pietre preziose, e sono certa che milioni di altre bambine lo avrebbero voluto fare.

Quindi, grazie a Tiffany che sta per rilanciare i diademi, potrò realizzare, almeno in parte il mio sogno infantile. Non mi resta che auspicare un'adesione massiccia a questa moda, affinché io possa andare in giro coi brillanti sulla testa senza dare troppo nell'occhio.



Nella foto, un sobrio modello di diadema per la donna che lavora.











A sinistra, un elegante modello per le uscite serali.

 


produzione neuronale di ironica | 25/10/2005 20:47 | commenti (10)
lunedì, 24 ottobre 2005

Allarme rosso a Paperopoli

Questa faccenda dell'influenza aviaria fa sì che i telegiornali si aprano con notizie di questo tenore: "E' morto un pappagallo in Gran Bretagna", "L'anatra olandese sta bene".

Lì per lì uno pensa che ci si dispiaccia per la salute di questi animali. Ho visto che in Turchia le galline le ammazzano così, da vive. Senza un po' di anestesia, un sedativo, un conforto religioso. Proprio bestiale.

Il ministro della salute Storace (come suona male, però) ha detto che l'Italia ha le risorse per produrre i farmaci adatti per combattere il virus dei polli, ammesso i detentori dei brevetti dicano come farlo.

Insomma non c'è nulla di cui preoccuparsi, a meno che non siate uccelli.

produzione neuronale di ironica | 24/10/2005 21:11 | commenti (13)
venerdì, 21 ottobre 2005

Uomini & shopping

Sono stata sollecitata a parlare di uomini e shopping, ma non ho capito se è un unico argomento o sono separati.

Il primo uomo con cui ho avuto esperienze di shopping era mio nonno. All'epoca in realtà lo shopping non esisteva, semplicemente si andava nei negozi a comprare.
Mio nonno era un personaggino interessante. Nato nel 1900, aveva trascorso la giovinezza a Livorno frequentando i Bagni Pancaldi, un luogo modaiolo dell'epoca, dove si poteva incontrare Pietro Mascagni e assistere a spettacoli di varieté e bal tabarin. Mio nonno era sempre ben vestito, con le scarpe bicolori e i capelli impomatati e quando morì Rodolfo Valentino e fecero un concorso per trovare il suo sostituto, lui si fece fare una serie di fotografie ad hoc e le mandò al concorso. Ma vinse Alberto Rabagliati. Livorno, 1929: il nonno di Ironica

Comunque mio nonno aveva questa fissa per i bei vestiti, e siccome non era facoltoso aveva anche la terribile abitudine di chiedere lo sconto nei negozi. Io sono stata segnata da queste scene penose. Ero piccola ma mi vergognavo da morire, e infatti ora non riesco a contrattare nemmeno nei suk arabi. (Mi è capitato di doverlo fare all'estero ed è stata una vera sofferenza).

Ovviamente mio nonno mi comprava dei vestitini bellissimi da indossare con le scarpe nere di pelle lucida che mi piacciono ancora, e quando sarò abbastanza vecchia da essere rincoglionita me le ricomprerò.

Mio nonno era sordo.

Ogni anno a settembre i miei nonni andavano al mare a Castiglioncello e io e mio fratello più piccolo passavamo quindici giorni per uno con loro. Per andare allo stabilimento balneare "Tre scogli" (proprio sotto al Ciucheba), dovevamo attraversare un passaggio a livello. Si trovava dietro a una curva e le sbarre non avevano i pannelli protettivi appesi sotto. Quando trovavamo il passaggio chiuso, mio nonno chiedeva al nipote di turno "Senti niente? Arriva il treno?" E noi "No". Allora passavamo sotto le sbarre e di corsa attraversavamo i binari. Ancora oggi quando lo ricordo a mia madre, lei sbianca.

In seguito non mi è mai più capitato di fare shopping con uomini che non fossero recalcitranti e annoiati, di quelli che aspettano fuori dal negozio e che quando esci chiedono "Hai finito?". Per questo credo che l'uomo migliore con cui andare in giro nei negozi (a parte mio nonno e le sue richieste di sconto) sia una donna.

produzione neuronale di ironica | 21/10/2005 13:24 | commenti (14)
giovedì, 20 ottobre 2005

Adieu

Folon se n'è andato.L'uomo della pioggia - Firenze

L'omino della pioggia resta qui. (Proprio qui a due passi...)

produzione neuronale di ironica | 20/10/2005 15:04 | commenti (7)
mercoledì, 19 ottobre 2005


Cattivi pensieri

Sto seguendo con grande apprensione i movimenti di Wilma.

Il mio capo è a Città del Messico fino a domenica.

produzione neuronale di ironica | 19/10/2005 16:33 | commenti (5)
martedì, 18 ottobre 2005

Contact

Ho passato un fine settimana spaziale. Ero qui, con la Margherita "Maga Magò" Hack, che ha spiegato, con la sua consueta perfetta dizione, come la figura dell'astronomo con l'occhio appoggiato al telescopio sia ormai obsoleta e sorpassata. Che ci sono altri strumenti, 'iobono (non l'ha detto, ma il senso era quello).

Ma io lo sapevo già. Prima di tutto perché conosco qualcuno che lo sa, e poi perché ho visto il film. E anche lo sceneggiato. E siccome mi sento dell'ambiente anche io, mentre proseguo nella lettura della "Guida galattica per gli autostoppisti", dopo almeno sei anni, ho riscaricato e reinstallato il software del progetto Seti@home per la ricerca di segnali intelligenti. Extraterrestri per il momento.



In attesa che venga inventato qualcosa di analogo per i segnali di intelligenza terrestre.

produzione neuronale di ironica | 18/10/2005 22:25 | commenti (9)
giovedì, 13 ottobre 2005

Reality? Scio'

Ho visto l'Isola dei famosi. Quasi tutta la puntata. L'ho trovata agghiacciante, tra le emorroidi di Enzo Paolo e le battute razzistoidi su Idris. Subito dopo la rivelazione ad Al Bano che la Loredana lo lascia e quando tornerà a casa non troverà più le creature che hanno generato, ho smesso.

Il momento migliore della puntata è stato quando la figlia di Al Bano stava inciampando e la Ventura l'ha apostrofata con un imbarazzante "Non ti ammazzare eh?". Non so se l'ho notato solo io, ma se quel pover'omo del su' babbo l'ha sentita avrà pensato "No, anche questa?"

Martedì invece c'era La Talpa, quel reality in vernacolo toscano dove la gente mastica gli occhi e si fa sputare in faccia. Mi piace, lo trovo istruttivo, pieno di congiuntivi e di belle persone.

E mi diverto anche a scrivere fesserie.

Freaks, di Tod Browning. Un grande film.



Nella foto, i concorrenti di un reality show. Uno qualunque.





produzione neuronale di ironica | 13/10/2005 00:50 | commenti (17)
martedì, 11 ottobre 2005

Beautiful mind

Sta succedendo qualcosa di strano qui dentro. Intendo nel blog. O forse nella mia testa.

I link perdono l'ordine alfabetico e le date appaiono scritte in inglese. Ma non sempre. A volte sì, a volte no. Devo scoprire cosa si nasconde dietro alla frequenza con cui i refresh fanno apparire queste anomalie. Dev'essere un messaggio in codice da parte di un'entità aliena.

Oppure è ora che vada a dormire, prima di vincere il Nobel.

produzione neuronale di ironica | 11/10/2005 00:24 | commenti (8)
lunedì, 10 ottobre 2005

Semantica moderna

Kate Moss viene fotografata mentre sniffa cocaina. E' stata incastrata dagli spacciatori.

Amedeo Goria viene filmato mentre promette a una ragazzotta procace "Farò di te una stella baby, se vieni a casa mia". E' stato incastrato dall'aspirante aspirante (se tanto mi dà tanto) con la complicità di una troupe televisiva.

"Incastrare" = dare evidenza oggettiva di una realtà che, se non documentata, può costituire un pregiudizio.

produzione neuronale di ironica | 10/10/2005 22:29 | commenti (4)
sabato, 08 ottobre 2005

Partorirai con dolore (e zitta)

La notizia che Tom Cruise abbia inseminato la fidanzata, Katie "boccatorta" Holmes, mi lascia notevolmente indifferente. La notizia che, secondo i dettami di Scientology, la ragazza dovrà sgravare in silenzio e senza antidolorifici mi indigna e mi ricorda la volta che ebbi un contatto diretto con questa setta.

Fu una mia ex compagna di teatro, P., che, una volta lasciata dal fidanzato, venne adescata dai seguaci di Ron Hubbard (che purtroppo era anche un discreto scrittore di fantascienza). Incontrai la prima volta P., dopo la conversione, ad uno spettacolo teatrale. Mi disse che aveva deciso: avrebbe fatto il cinema. Immediatamente la immaginai, con la cazzuola in mano e il cappellino di carta in testa, a costruire un muro.

Dopo un po' di tempo mi telefonò per dirmi quanto meravigliosa fosse diventata la sua vita da quando aveva incontrato Scientology e di quanto lo sarebbe diventata anche la mia, se mi fossi unita a loro. Io lì per lì feci una gran risata perché pensavo che scherzasse. Poi provai a farla ragionare, poi mi scocciai e tagliai corto.

Dopo qualche mese tornò all'attacco invitandomi a uno spettacolo nella sede locale. Di nuovo provai con pazienza a dissuaderla, mentre lei ripeteva a pappagallo frasi fatte e slogan. Fu la prima volta (e l'ultima per ora) che alzai la voce al telefono, intimandole di non farsi più sentire. Il giorno dopo la sventurata mi ritelefonò. Per fortuna sua non ero in casa.

Non l'ho più sentita, né vista. Il cinema poi non l'ha fatto. Chissà se si è riprodotta, zitta zitta, sopportando i dolori fantozzianamente, senza nemmeno un gemito, un "ohiohi", nulla.

Questo l'ha deciso Hubbard, che non possedendo un utero, si poteva pure permettere di pontificare sui dolori degli altri, anzi delle altre. Tanto che gliene fregava a lui? Non oso immaginare il resto della "filosofia".

Ma non la voglio sapere, non m'interessa. Statemi alla larga, perché io urlo. A volte.









Nella foto, L. Ron Hubbard: comprereste un'auto usata da quest'uomo?

produzione neuronale di ironica | 08/10/2005 15:19 | commenti (14)
martedì, 04 ottobre 2005

Benigni: un uomo, un perché (fai recitare la tu' moglie?)

Dopo il grande successo de "La vita è bella", in cui, con un'interpretazione da Oscar, Roberto Benigni era un padre che reinterpretava le atrocità dell'Olocausto ad uso e consumo del figlioletto, torna sugli schermi l'attore-regista toscano con "La tigre e la neve", dove Benigni è un poeta che segue la donna amata (Nicoletta Braschi) fino in Iraq, dove imperversa la guerra che Benigni riesce a rappresentare con la consueta visione surreale e stralunata.

Più o meno questo si leggerà in giro in questo periodo. Ma io so qualcosa che nessun critico al mondo sa. Io, e solo io, sono riuscita a sapere in anteprima assoluta, mondiale anzi universale, le tracce dei prossimi progetti cinematografici di Roberto Benigni.

  • Un povero contadino (Roberto Benigni) della Val di Chiana, inviato a combattere in terra santa durante le Crociate, immagina di essere in un enorme spettacolo di pupi siciliani e s'innamora di Angelica (Nicoletta Braschi) già promessa al paladino Orlando, ma invaghita di Medoro. Il povero contadino si trova in mezzo ai combattimenti, ma riesce a salvarsi facendo amicizia col re degli infedeli, il feroce Saladino (Jean Reno) e riuscendo a completare la collezione delle figurine Liebig torna felice in Val di Chiana acclamato dai villici e dal borgomastro del paese (Carlo Monni).

  • Durante la spedizione dei Mille, un barbiere di Quaracchi viene assoldato da Giuseppe Garibaldi (Jean Reno) facendogli credere di essere in una compagnia di saltimbanchi. Il barbiere, segretamente innamorato di Anita Garibaldi (Nicoletta Braschi), segue il Generale in tutte le sue battaglie, continuando a credere di dover fare barba e capelli a Mille attori. Alla fine, dopo aver perso in battaglia il suo migliore amico (Carlo Monni), apre una bottega a San Giovanni in Persiceto e sposa una maestrina (Nicoletta Braschi) sosia di Anita Garibaldi.
  • In un prossimo futuro la Terra è minacciata dagli alieni provenienti dal pianeta Venere (Nicoletta Braschi), e Benigni è un romantico impiegato delle Poste che subisce le angherie da un capo tirannico (Carlo Monni). Una sera, mentre scruta il cielo sognando l'arrivo dell'amore (Nicoletta Braschi), vede all'orizzonte miriadi di luci avvicinarsi e credendo trattarsi di stelle cadenti rimane lì a esprimere desideri. Ma in realtà sono le astronavi degli invasori guidati dal perfido Lord Fenner (Jean Reno) che lo rapiscono. Sull'astronave madre (Nicoletta Braschi) verrà incantato dalla bellezza dell'Ammiraglio Leila (Nicoletta Braschi) affascinante quanto crudele, e così l'impiegato delle Poste passerà dal lato oscuro della Forza (Nicoletta Braschi) e smetterà di fare film. Con la Braschi.

Sipario

produzione neuronale di ironica | 04/10/2005 19:19 | commenti (14)
lunedì, 03 ottobre 2005

Frasi sfatte

Domani, 4 ottobre, sarà un anno esatto che sono alle dipendenze di un privato. Di cosa sia privato ci si può rendere conto dalle poche battute, tra le tante, che ho raccolto diligentemente in questi dodici mesi. Perché non sia una sorpresa per nessuno, quando me ne andrò sbattendo la porta per seguire il Circo di Moira Orfei.

  • "Questa è casa mia, io sono il padrone, comando io e si fa come dico io. Non lego nessuno alla sedia, se non va bene, la porta è quella."
  • "Qui nessuno ha capito, dipendenti e collaboratori, che devono pensare col MIO cervello. Perché pensando come penso io sono arrivato molto lontano."
  • "Toglietemi dai piedi gli psicologi. Non voglio psicologi, alcolizzati, drogati e chi prende psicofarmaci."
  • Rivolto a me quando seppe che stavo studiando per un Concorso nella Pubblica Amministrazione: "Certo che se preferisci andare in Comune a mettere i timbri..."
  • La moglie: "I (dentisti) convenzionati mi sembrano degli sfigati."
  • "In Regione Toscana non lavora nessuno perché sono comunisti."
  • "In Svezia sono sempre in vacanza perché sono comunisti."
  • "Mia figlia prende voti bassi perché in quella scuola sono tutti comunisti."
  • "La Moratti è una donna con le palle."
  • Ancora rivolto a me: "Ti regalo i libri della Fallaci, così li leggi."
  • "Gli odontotecnici non capiscono molto, perché hanno fatto un istituto tecnico."

 

produzione neuronale di ironica | 03/10/2005 18:25 | commenti (13)

 
:: template version 1.1 :: optimized for Mozilla browser :: graphic project by ThePassenger ::