mercoledì, 28 dicembre 2005

Cronache narniane 'o lione

Non sono mai stata a Narni, ridente cittadina umbra in provincia di Terni, però stasera ho visto le Cronache di Narnia. Non è una battuta, è storia, lo dice anche la notizia Ansa (e anche lui). Non sono riuscita a leggere tutti i titoli di coda, come mi piace fare di solito, perché il cinema era zeppo di ragazzini coi genitori, evidentemente poco avvezzi alle proiezioni cinematografiche. Non era ancora finito il film che si sono alzati tutti, ineducati spettatori che non siete altro.

Insomma con certezza non lo so, ma mi pare di avere intravisto che il film è stato girato in Nuova Zelanda e nella Repubblica Ceca. Dell'Umbria non si fa parola, forse nella versione originale il leone interpretato da Liam Neeson aveva un accento un "dandino umbro"?

Comunque il film è bellissimo. Ci sono questi quattro fratelli che, per evitare i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, vengono mandati in un castello grandioso, dove vive un vecchio professore con la governante ovviamente burbera (non ho capito chi sia e perché li mandano proprio lì, ma ai fini della storia è irrilevante).

Un giorno la più piccina dei quattro entra in un armadio e incontra un fauno (il cui nome mi è sembrato Tumulus per tutto il film, mentre in realtà è Tumnus) che lì per lì sembra un po' pedofilo, ma poi si capisce che è solo molto peloso, anche se verso la fine avrei giurato che si sarebbero fidanzati. E poi c'è Tilda Swinton, magra, bianca e frigida di sicuro. Poi ci sono castori parlanti, centauri e sirene e poi un leone enorme doppiato da Omar Sharif, ma senza accento umbro.

A me il fantasy di solito non piace (sono uscita da "Il Signore degli anelli" senza capire chi avesse vinto chi, perché, come e quando), ma questo con gli animali che parlano ha soddisfatto gli occhi, le orecchie e il palato (patatine durante i titoli di testa, di più non sono durate) e lo consiglio a tutti. Non ai bambini, perché secondo me i bambini al cinema scocciano. Mica per loro, poverini, ma per i genitori che si portano appresso, e che non spengono il cellulare.

Concludo segnalando il gustoso cameo di Babbo Natale in persona. Che quindi (rivelazione) esiste.

produzione neuronale di ironica | 28/12/2005 21:27 | commenti (19)
domenica, 25 dicembre 2005

Pensierino di Natale

Prima di fare qualsiasi cambiamento nel template, bisogna sempre controllare l'anteprima.

Soprattutto se si è delle capre in fatto di html e non si sa più tornare indietro.

(Questo succede a chi, invece di andare alla santa Messa, si mette a cincischiare al computer il giorno di Natale).

Buon Natale da una caprona atea.

produzione neuronale di ironica | 25/12/2005 10:51 | commenti (12)
venerdì, 23 dicembre 2005

Buon Natale e così spero di voi

Bando alle solite formule di rito e che si dicono tanto per dire.

Riporto quindi le parole che mio zio Vincenzo da Melbourne ci ha scritto quest'anno, e ve le passo tutte uguali uguali. Perché io non avrei saputo fare di meglio.

<<Augurandovi a tutti in ottima salute noi stiamo bene. Il Natale è prossimo e vi vogliamo augurare un prospero Natale ed un felice anno nuovo 2006 pieno di salute e contento.

Affettuosi saluti da noi tutti per voi tutti.

Cognato Vincenzo e figlie>>

produzione neuronale di ironica | 23/12/2005 16:55 | commenti (10)
martedì, 20 dicembre 2005

Uomini

Riassunto della notizia ANSA: gli uomini di mezza età stanno più in casa e si lavano di meno.

Giustappunto discuto spesso con una persona su come le priorità cambino nel corso della vita. Io sostengo che è del tutto normale che quando uno smette di essere solo (nel senso più ampio del termine) usi e costumi subiscano delle variazioni.

Se il singolo passa il suo tempo libero a giocare a freccette, l'accompagnato preferisce condividere il suo tempo con chi ha scelto, altrimenti non si capisce perché non se ne sia rimasto beatamente a giocare a freccette senza andare a cercare altre occupazioni.

Lui invece, il giocatore di freccette (dove le freccette sono una metafora), sostiene che, anche con moglie e tre figli, se uno ha la passione per le freccette, è normale e giusto che continui a giocare come prima. Fermo restando il fatto che un'ipotetica e tipica moglie (la casalinga di Voghera, per intendersi) uno così le freccette le userebbe per infilzarlo come San Sebastiano, io sono per le vie di mezzo, meno trafficate e più sicure. Potrebbe iscriversi a un torneo a coppie, oppure piazzare un bersaglio in salotto e giocare coi bambini. Avendo l'accortezza di non fargli usare i bambini come freccette.

Capisco che le cose non sono sempre così semplici, se la passione è il free-climbing o suonare il basso tuba la condivisione è più difficile. (Non so se avete mai provato a suonare uno dei quei cosi, io sì. Il lato positivo è che vengono le labbra a canotto senza spendere nemmeno un euro).

Io conosco uno per esempio che d'estate viaggiava con lo zaino in spalla, dormiva negli ostelli, faceva un sacco di belle foto e quando tornava mi portava un sacco di regalini. Poi ha trovato una, ha comprato casa con lei, sta sempre con lei, viaggia in macchina e va negli alberghi, ha smesso di fare foto, ha messo su pancia e non mi porta più nemmeno un souvenir. Ed è anche imbruttito. Nonostante sia il fratello che mi somiglia di più. Ecco un esempio di uomo rovinato dalla coppia. (Lo dico con la certezza che nessuno dei miei consanguinei legge il blog. Comunque, per ogni evenienza "Ciao mamma, scherzavo").

Concludendo, auspico attività condivise, ma senza prevaricazioni né sacrifici, sempre rispettando l'individualità e la libertà dell'altro, in nome dell'amore e della stima reciproci, e poi vorrei che ci fosse la pace nel mondo, che non ci fossero più malattie e saluto tutti quelli che mi conoscono.

produzione neuronale di ironica | 20/12/2005 19:03 | commenti (19)
sabato, 17 dicembre 2005

Menu

Oggi mia madre ha chiesto che cosa deve fare per il pranzo di Natale. Tortellini, ravioli o crepes? Io ho risposto "ravioli". Credo che invece sarà scelta la terza opzione.

produzione neuronale di ironica | 17/12/2005 16:36 | commenti (13)
venerdì, 16 dicembre 2005

Chi protegge i testimoni?

E' in atto un'oscura storia di persecuzione di testimoni di Geova in provincia di Novara. Una cosa triste, certamente. Quasi come, nella mia immaginazione, lo è la provincia di Novara. Novara è una di quelle parole che fin da piccola mi ha dato l'impressione di noia. Non la città, che non conosco, ma il suo nome. Questione di suono. Magari è più rutilante di Las Vegas e ci si diverte un sacco (a chi piace il genere), come a Cuneo, Vercelli, Ivrea, Domodossola e tutte quelle intorno a Milano che finiscono per -ate. Tutte località dove non sono mai stata, evidentemente.

Si diceva di questi testimoni perseguitati e a rischio di uccisione. Lo so che non dovrei, che insomma la morte è una cosa seria davvero e che sto per fare peccato, ma questa invece mi sembra una cosa buffa. C'è un'amica di mia madre, quasi settantenne, che a volte, quando viene a trovarla fa gli scherzi. "Chi è?"- fa mia madre. "Testimoni di Geova"- fa lei. E mia madre "Non c'interessa"- e abbassa il citofono. Così lei risuona il campanello "Oh Anita, son la Carla", e ride. A me questa cosa sembra tanto carina, e vorrei invecchiare (se proprio devo) così anche io.

Certo che il biglietto lasciato sulla macchina è inquietante: "Morirete tutti". Perché, profeta non sarò (come diceva Demis Roussos) ma mi sa che è proprio vero.

produzione neuronale di ironica | 16/12/2005 19:22 | commenti (8)
giovedì, 15 dicembre 2005

Briciole di insipienza

So bene che è una battaglia persa in partenza. Ma, con tutta la simpatia per l'anonimo commentatore del post precedente, non posso fare a meno di precisare che il verbo "entrarci" è diverso dal verbo "centrare".

Inoltre vorrei consigliare al giornalista dell'ANSA di guardare il film del 1967 "A piedi nudi nel parco", per esempio, da cui poter arguire che il ruoloHedy "Ironica" Lamarr dell'ufficiale ne L'ammutinamento del Caine era interpretato da babbo Henry e non da figlia Jane (che nel 1954 aveva 17 anni e non il fisico da ufficiale della marina).


Per finire, un sogno: se e quando sarà possibile, vorrei che la mia faccia fosse come questa qui. 

produzione neuronale di ironica | 15/12/2005 20:06 | commenti (3)
lunedì, 12 dicembre 2005

C'è vita su Vaduz?

Durante lo scorso fine settimana ho soddisfatto una curiosità infantile. Fin dai tempi delle elementari mi chiedevo che cosa ci fosse in Liechtenstein e come si scrivesse.

Giovedi 8 dicembre, alle ore 17,30 ho calpestato (con la dovuta cautela) il suolo di Vaduz, capitale del Principato del Liechtenstein. E' stato un calpestio breve e unico.

La località potrebbe anche essere amena, gli edifici sono curati e non ci sono cicche per la strada. In verità per la strada non c'è quasi niente, nemmeno le persone. Lì per lì l'atmosfera da "Villaggio dei dannati" prima del risveglio non ci ha preoccupato, eravamo troppo intenti nella ricerca di una latrina - con rispetto parlando - che abbiamo trovato, linda e intonsa, all'interno del Museo delle Poste. Finalmente ritrovato il nostro equilibrio psico-fisico e osmotico, ci siamo guardati intorno. Inutilmente. Oltre a un gruppetto di turisti giapponesi vestiti di nero, eravamo solo noi. Veniva spontaneo camminare a debita distanza, per non rischiare di essere accusati di corteo non autorizzato, anche se dubito che esistano anche solo i vigili urbani, in quel posto.

Nei negozi illuminati si potevano intravedere commesse pallide e solitarie e nessun cliente, se si esclude un bazaar per turisti dove siamo entrati in cerca di calore umano e non solo. C'era qualche giapponese vestito di nero.

Alle ore 18,00 abbiamo rimesso i piedi sul suolo vagante della mia Seicento, e siamo ripartiti verso territori più animati, mentre la velocità spruzzava la neve sul parabrezza.

Nei giorni successivi ci siamo tolti la voglia di folla, e io ho speso una cifra in superfluo natalizio.

produzione neuronale di ironica | 12/12/2005 16:14 | commenti (10)
giovedì, 01 dicembre 2005

Apostrofo ambiguo

Letto stamattina sulla locandina de La Nazione, quotidiano locale.

EX FIDANZATO LA
PRENDE A PUGNI NELL'AUTO
NESSUNO L'AIUTA

Il titolo mi ha suggerito l'immagine di questo poverino alle prese con la ex-fidanzata recalcitrante, mentre la picchiava tutto da solo, senza nessuno che gliela tenesse ferma. Vorrei sapere se i titolisti ci pensano a certe ambiguità, e mi piacerebbe sapere che lo fanno apposta e se la ridono sotto i baffi, come ho fatto io. Metaforicamente parlando.

produzione neuronale di ironica | 01/12/2005 15:50 | commenti (20)

Che palle

Modestamente, possiedo una piccola trash-collezione di palle con la neve, tutte rigorosamente acquistate all'estero, ormai polverose e con l'acqua sotto i livelli di guardia.

In Germania, a Neugablonz, che probabilmente è una ridente cittadina, c'è una mostra. E in questa mostra c'è anche questa palla qui. E questa palla ce l'ho anch'io. Trattasi di una coppia di tirolesi in atteggiamento danzante, acquistata in Austria da un mio fratello, quando viaggiava e comprava queste abominevoli delizie.

Potrei farci dei soldi. Mettermi nel business, farne compravendita, poi passare alla produzione e/o alla distribuzione e infine tirare su un impero. Diventare la regina delle palle con la neve.

Ho visto gente appassionarsi alle sorpresine degli ovetti di cioccolato, ho visto nani da giardino issati su terrazzi cittadini, ho visto orologi a cucù in insospettabili abitazioni cosiddette civili. Il futuro è del kitsch, il mio futuro è una palla.

produzione neuronale di ironica | 01/12/2005 00:04 | commenti (9)

 
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