lunedì, 30 gennaio 2006

Se sei ironica non ti sposo

Su "Evolution and Human Behaviour" appena uscito (no, non si trova in edicola), è stato pubblicato l'articolo di due psicologi americani (in senso lato, perché uno è canadese) dal titolo "The influence of humor on desirability", cioè "Tira più una battuta o qualcos'altro?". Questi due professori hanno condotto uno studio sugli studenti delle loro università, valutando come il senso dell'umorismo influenzi l'attrazione tra i due sessi (sono state considerate solo combinazioni eterosessuali, non pretendiamo troppo, in fondo sono americani che, come disse quello, "son quaccheri rifatti").

Il risultato è in parte sorprendente. Le donne preferiscono gli uomini spiritosi (e infatti tutte le veline dichiarano che il loro uomo ideale deve farle ridere), invece i maschi scelgono una donna ironica magari per un'avventura, ma non la sposerebbero mai. Per chi interessasse qui troverà l'abstract dell'articolo.

Non che la cosa mi preoccupi, prima di tutto perché non ho nessuna intenzione di impalmare uno studente dell'Università dell'Ontario (che sarà senz'altro un essere triste e ottuso), poi perché ho un'età che se mi volessi recare all'altare dovrei farlo all'alba con i soli testimoni e vestita con un triste color begiolino (da leggersi con la "g" molto scivolata), ma soprattutto perché io sono musona e con nessun senso dell'humor. Prego volerne prendere nota uomini militassolti, automuniti e con serie intenzioni (scrivere fermoposta).

produzione neuronale di ironica | 30/01/2006 19:24 | commenti (20)
lunedì, 23 gennaio 2006

'I ROSSO E 'I NERO (Stendhal 'un c'entra nulla)

Indove lavoro io c'è sempre un gran viavai di gente di tutt'i mondo, Grecia, Svezia, Spagna, Turchia e perfino Varese. Giustappunto venerdì, mentre che s'era ni'mmezzo di un evento formativo (che a'mi tempi si sarebbe detto corso, ma ora fa più fino chiamarlo così), t'arrivano due signore che dovevano conferire co'i mi' capo, ni' senso di padrone. La prima l'era una bassina, di mezza età, con la parlata settentrionale, di Varese appunto. La mi fa (immaginatevi l'accento di lassù) "Non riuscivo a trovarvi, cercavo il numero 4". Gni fo io (in perfetto italiano) "Infatti qui siamo al numero 4". Lì per lì l'ho vista un po' stranita, ma non ho approfondito, perché sinceramente il soggetto 'un mi parea che meritasse.

Dopo un pohino gli arriva un'altra babbiona tutta trafelata, e anche lei la dice che l'era in ritardo perché la 'un ci trovava. Allora io "Non avevate le indicazioni giuste?", e lei risponde scocciata "Sì, ma qui non si capisce come va la numerazione!". Proprio così, ci ha messo il punto esclamativo.

Allora ho avuto un lampo di genio. "Forse è perché non sapete che qui a Firenze ci sono i numeri neri e i numeri rossi, che indicano i negozi. Sono due numerazioni indipendenti." Per noi l'è normale, ma forse a un forestiero gni pòle parere un fatto del tutto straordinario. Maremma, 'un l'avessi mai detto. Tutta stizzita la mi si rivolta contro "E a quelli che vengono da fuori non ci pensate?".

Ora, io, da quando sono nel mezzo del cammin di nostra vita, son diventata molto più pacifica e tollerante, epperò si vede che l'indole polemica la rimane sveglia anche in vecchiaia, perché mi son ritrovata a risponderle "Cambiare la numerazione per quelli che vengono da fuori mi pare un po' eccessivo". E ho ghignato. Mi sa che dev'esse quello che non gli è garbato, perché poi l'è andata anche dalla segretaria a lamentarsi per questa faccenda de' numeri. Solo che la segretaria l'è una ragazza parecchio sveglia e parecchio linguacciuta, peggio di me, e sicché quella poerina la s'è presa una dose doppia di sghignazzo (sempre con una certa classe e signorilità, s'intende). Pare che a Varese i numeri su' muri li mettano a sinistra sui portoni, mentre il nostro l'è posizionato malauguratamente a destra. Queste du' minchione co'i capo ritto pell'aria guardavano a sinistra il numero rosso del vinaino accanto, per questo s'eran perse.

La morale è che paese che vai numero che trovi. Però un po' di gnegnero ni'ccapo 'un guasterebbe.

produzione neuronale di ironica | 23/01/2006 19:01 | commenti (23)
mercoledì, 11 gennaio 2006

A casa col morto

Dunque, la notizia è questa. C'è gente che si tiene in casa i parenti morti.

Quello di Alessandria teneva la mamma da tre anni nell'armadio, una famiglia di Cincinnati invece più carinamente l'aveva lasciata su un dondolo davanti alla TV, perché potesse seguire la sua soap opera preferita. Del resto capisco benissimo il problema, io sarei impazzita se fossi morta senza aver visto l'ultima puntata di Capitol.

Un signore francese invece conserva i genitori nel congelatore (e mi pare la soluzione più accettabile, a meno che non sia lo stesso in cui tiene i sofficini).

Ammetto che a volte i parenti siano coinquilini più gradevoli da defunti, ma immagino che anche così la convivenza (se così si può dire) sia problematica. E poi si sa come sono, se organizzi un party se ne stanno lì tutta la sera a fare tappezzeria e non muovono un dito per rimettere a posto dopo.

La verità è che condividere spazio, tempo e abitudini non è mai facile, con nessuno. Dice che una donna svedese ha vissuto per un mese con un ragno nell'orecchio. Ci sono donne che vivono per anni con un uomo tra i piedi, non vedo dove sia la notizia.

produzione neuronale di ironica | 11/01/2006 21:22 | commenti (17)
martedì, 10 gennaio 2006

Breaking news

Un rapido aggiornamento per amici e parenti. L'audit per la certificazione ISO 9001 è stato superato abbastanza brillantemente, ma c'è da lavorare ancora e quindi non mi sentirete per un po'.

Ho passato il compleanno in sala d'attesa coi vecchini. Ho festeggiato coll'antibiotico. Non c'è bisogno di fare gli auguri, l'evento è già stato archiviato e cerco di dimenticarlo. (Per favore).

Il cellulare preso coi punti è davvero forte. Gli ho messo una suoneria che non ha eguali, la sigla di UFO-Shado. Ci scommetto tutta la mia attrezzatura del decoupage che ce l'ho solo io. Non ho nemmeno un amico da videochiamare però. L'unica speranza restano i nemici, fatevi avanti.

Le mie consulenze immobiliari proseguono, disserto di gres porcellanato e metri quadri con maestria. Non per niente avevo un nonno geometra. Ho scoperto di essere portata per le opere murarie e l'arredo di interni. Ho un debole per il grassello di calce. Potrei avere un futuro da imbianchino.

Il mio capo inventa quotidiamente motivi per animarci la giornata. In questo periodo è alle prese con "I mille sistemi per evadere le tasse di un capo vessatorio". Mi fermo qui per riservatezza, se ci fosse un finanziere in sala è pregato di contattarmi privatamente.

produzione neuronale di ironica | 10/01/2006 20:16 | commenti (8)
venerdì, 06 gennaio 2006
Sono stata nominata (che strano)

Benche' sia fuori sede, e per questo sprovvista del mio carattere (inteso come "Lucida" dei titoli) e della mia tastiera (e quindi senza accenti), mi sorge l'urgenza di scrivere queste poche righe. Voglio ringraziare pubblicamente coloro i quali (lui e lei) hanno pensato di invitarmi a partecipare a una di quelle simpatiche (ironico) catene che vanno di moda nei blog.

A me e' toccato rispondere alle cinque stranezze. Per la precisione sarebbe toccato, perche' non posso proprio partecipare. I motivi sono molteplici, oltre alla mia naturale ritrosia tipica delle fanciulle di altri tempi. Il principale e' che a me pare di non avere nessuna stranezza. Con questo non voglio dire che ne sono priva, ma solo che sono incapace di individuarle. Dovrei sapere usi e costumi di tutti gli altri per definire i miei "stranezze", e non mi sento di avere la conoscenza necessaria della popolazione umana.

Ma siccome non mi va di fare quella che si astiene, che fa la snob, che ostenta indifferenza, ecco che ho pensato di chiedere cinque mie stranezze alla persona che mi sta accanto in questo momento (e di cui sto utilizzando tastiera, pc e tutto il resto). Queste sono le sue risposte:

1. Non capisci le cose ovvie;
2. Pensi di essere piu' carina truccandoti;
3. Vuoi sempre far regali;
4. Non vuoi tagliarti i capelli;
5. Non ti piace niente da mangiare.

A questo punto, dopo aver sottolineato che ho scritto sotto dettatura, non mi resta che constatare che ci sono persone molto piu' interessanti di me in fatto di stranezze. Peccato che lui il blog l'abbia praticamente abbandonato e non posso passare la palla (in tutti i sensi).

Non fatelo mai piu', ma vi voglio bene lo stesso.
produzione neuronale di ironica | 06/01/2006 20:12 | commenti (6)

 
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