giovedì, 28 dicembre 2006

Vide ‘O mar

Ultimamente la mia vita mondana ha avuto un’insperata impennata.

E’ doveroso precisare che per me “impennata” significa anche una sola uscita serale, data l’infima media annuale, e ora che le occasioni sono state due in due settimane, mi sento satolla di cotanto vortice festaiolo e il prossimo impegno sarà il pigiama party di capodanno.

Comunque ieri sera abbiamo ritrovato un amico reduce dai successi televisivi di uno dei numerosissimi reality show che ormai ci hanno “scassato i maroni”, come si dice raffinatamente nella bassa padana, da dove scrivo e dove resterò fino al prossimo anno.

Venuta a conoscenza di una serie di anticipazioni e svelati retroscena che qualcuno potrebbe anche definire gustosi (a chi piace il genere), ho pensato che sarebbe stato gentile da parte mia porgere gli auguri per il nuovo anno in modo inconsueto.

Questo è il risultato (il cartello spara a causa della mia imperizia fotografica).

 

A chi si chiedesse chi caspita è il buffo tipo rappresentato, faccio i miei complimenti per essere riuscito ad evitare il fenomeno mediatico dell’anno. O giù di li.

Auguri.


(P.S. Monti, come da richiesta lo sponsor è bene in vista)

produzione neuronale di ironica | 28/12/2006 15:00 | commenti (24)
mercoledì, 27 dicembre 2006

Poli  

Come augurio di fine anno segnalo l'intervista a questo uomo intelligente e ironico. E fiorentino.

produzione neuronale di ironica | 27/12/2006 09:59 | commenti (4)
domenica, 24 dicembre 2006

Sim Sala Bim

Ieri ho santificato le feste andando al cinema.

La multisala vicino a casa è piena dei cosiddetti film di Natale, così, tra Boldi, Bonolis e De Sica, ho scelto Hugh Jackman, diretto da Christopher "Memento" Nolan, per motivi ben illustrati dall'immagine.

Il film è "The prestige" e racconta di una sfida portata agli estremi tra due illusionisti alla fine dell'Ottocento. E mi è piaciuto assai nonostante abbia una particolare avversione per imitatori, ventriloqui e prestigiatori. Nel film due illusionisti tipo David Copperfield (non quello di Dickens) passano la vita in competizione per ottenere l'effetto più spettacolare, cercando di rubarsi a vicenda i trucchi del mestiere. Al limite della fantascienza, si segnala la partecipazione di un imbolsito David Bowie (certa gente non dovrebbe mai invecchiare) nel ruolo di Nikola Tesla, da cui prende il nome l'unità di misura dell'induzione magnetica, come sono certa che tutti sappiano. La storia termina con una serie di colpi di scena, capovolgimenti eccetera; si esce abbastanza soddisfatti e il prezzo del biglietto merita la spesa. Tre o quattro palle se le merita tutte.

Il mio rapporto con la prestidigitazione è sempre stato di rifiuto da quando il mago Silvan tagliò a fette Raffaella Carrà. Io ero piccola ma già m'innervosivo se qualcuno tentava di farmi fessa. Quel gioco mi ha perseguitato per anni perché non ho mai capito come funzionasse. E poi sorrideva, il mago, con quella faccia da Jolly intonacato, e mi sentivo ancora più presa in giro.

Qualche anno fa ho avuto l'occasione di comunicare con un prestigiatore. Lo adulai sfacciatamente, lasciandogli intendere una grandissima simpatia per lui. In realtà il mio progetto era uno solo: estirpargli il segreto. Ovviamente mi disse che non poteva dirmelo; credo che i prestigiatori facciano una specie di giuramento, come i medici. Quindi se tanto mi dà tanto, ho pensato, qualcosa riesco a sapere. In effetti qualcosa mi lasciò intendere, il piede che faceva capolino non era vero e c'era un gioco di specchi.

Tutt'oggi non mi è chiaro come si potessero staccare le scatole coi vari pezzi della Carrà mentre lei continuava a parlare e a muovere la manina col fazzoletto. Potrei fare pazzie per provare di persona il trucco ed entrare in quella scatola. So che per ora è un sogno irrealizzabile.

Ma dopo le feste mi metto a dieta.

produzione neuronale di ironica | 24/12/2006 18:28 | commenti (4)
mercoledì, 20 dicembre 2006

Un piccolo grande freddo

Potrei scrivere di come anche questa volta ci siamo ritrovati e riconosciuti, che dopo 26 anni non è poi così scontato. Oppure di come la galantina di pollo che avevo portato è tornata quasi intonsa dentro il mio frigorifero, e ora sappiamo cosa ci toccherà mangiare nei prossimi giorni. Potrei raccontare che non sono state tutte battute e risate, ma anche della malinconia e pensieri bui, e tanti auguri per tutto.

Potrei svelare che anche le rockstar si preoccupano quando le figlie adolescenti cominciano a uscire.

Ma a volte una sola immagine vale più di mille parole. Figuriamoci l'immagine di queste parole.


Buonanotte.

produzione neuronale di ironica | 20/12/2006 02:28 | commenti (19)
martedì, 19 dicembre 2006

Intervallo

Stasera vado a cena coi miei ex compagni di liceo. Son qui tutta rivestita, fresca di parrucchiere e pittata a dovere, e sto aspettando che la mia compagna di banco passi a prendermi.

Si va nella casa di campagna della Chicca. Ci sarà anche la guest star.

Mi si sta sciogliendo il rossetto e ho già sonno.

produzione neuronale di ironica | 19/12/2006 20:21 | commenti (2)
giovedì, 14 dicembre 2006

Pacsami e sarò tuo per sempre un po'

Dunque nessuno mi ha convinto. Ancora non so perché dovrei essere contraria ai pacs, alle coppie di fatto, eccetera.
Qualcuno nei commenti però ha suggerito perché si potrebbe esserlo e io concordo, ma per me stessa, non per il resto della popolazione.

La mia opinione è che tutte le opzioni devono essere disponibili. Per tutti, in ogni combinazione di sesso, etnia e segno zodiacale.

Spostiamo il dibattito. Io non metterei in dubbio se sia giusto offrire più opportunità a tutti (etero, omo e ragionieri), ma che cosa sceglieremmo noi e perché. Ma questa è un'altra storia e non servono preti o politici.

Che ci forniscano i mezzi, che agli interi ci pensiamo noi.

produzione neuronale di ironica | 14/12/2006 23:05 | commenti (11)
martedì, 12 dicembre 2006

Fatti di coppie

Ci sto riflettendo da un po'. Ma non riesco a focalizzare esattamente le ragioni di chi è contrario alla legge sulle coppie di fatto. In generale resto sempre un po' sconcertata quando si contrasta una legge che permette qualcosa.

Se si impedisce qualcosa allora sì. Domani viene promulgata una legge che vieta le sciarpe rosse di giovedì. E io potrei anche scendere in piazza a protestare, perché se un giovedì io voglio uscire con una sciarpa rossa voglio essere libera di farlo. Per dire.

Oppure supponiamo, tanto per restare in tema, che venga fuori l'obbligo di sposarsi. Di sposarsi con uno del proprio sesso. Me lo ricordo il povero Pera come si agitava all'idea di due uomini coniugati. Mi agiterei anch'io se mi costringessero a sposarmi e con una donna per di più. (Ma lui poverino non aveva capito che non sarebbe stato obbligatorio farlo, era solo un'opzione in più). Gli obblighi sono a volte necessari, come fermarsi al semaforo rosso o pagare le tasse (eh si), spesso sono odiosi. In questo caso sarebbe un obbligo idiota, e sarebbe giusto andare davanti a Montecitorio a sputare pallini di stucco con la cerbottana addosso ai deputati.

Le coppie di fatto, dicevo. Non mi pare che chi si oppone offra delle reali motivazioni. Dice, si gretola la famiglia.

Ragioniamo per assurdo. Supponiamo che sia vero. In seguito alla legge che riconosce le coppie di fatto non si sposa più nessuno. E' colpa della legge? Non è che prima i matrimoni si celebravano perché non c'erano alternative? Magari il matrimonio è un'istituzione che non funziona più. La legge servirebbe solo per portare alla luce la vera tendenza della società. E poi se si sgretola la famiglia intesa come mammababbofiglioli... mi verrebbe da dire chi se ne frega, e lo dico. E allora? Ci sarebbe qualcos'altro, siamo animali abbastanza sociali, socievoli e ingegnosi da provare e trovare forme alternative di organizzazione. Magari migliori.

Io non credo che succederebbe una cosa così però. La gente continuerebbe a sposarsi, con le bomboniere, i serviti da 12 e i viaggi di nozze alle Maldive.

Quindi non capisco dove sta il problema. Chi si vuol sposare si sposa, chi non si vuol sposare no. Chi si vuol fare dichiarare coppia di fatto, chi fa i pacs, chi vive col gatto, chi con miliardi di acari. Non sono affari nostri. O meglio, sono solo affari nostri, ognuno ha i suoi, sceglie, decide e lasciateci in pace. Perché mai mi dovrebbe dispiacere se i miei vicini di casa sono due uomini che dormono nello stesso letto, se non ballano il tip tap dopo le dieci di sera, o stendono i panni gocciolanti sui miei?

Ruini, Casini e compagnia brutta, perché? Perché vi rode tanto che la gente faccia scelte diverse dalle vostre? Cos'è, invidia, gelosia, cattiveria, gastrite?

Vorrei che qualcuno contrario a questa legge esponesse una sola ragione per cui non dovrebbe essere approvata. Ma dev'essere bella motivata, con ragionamenti articolati e ben condotti, fondati sulla ragione e non sulla religione. E se qualcuno riesce a convincermi lo sposo. (Non in chiesa però).

produzione neuronale di ironica | 12/12/2006 19:18 | commenti (15)
mercoledì, 06 dicembre 2006

Chi fa la spia

Bisogna ammetterlo, la storia delle spie che mangiano il sushi radioattivo sembra un film. In genere non amo le storie di spie, perché dopo un po' perdo il filo e non capisco chi sta da una parte e chi dall'altra, chi è amico e chi è nemico. Uno dei pochi film che ricordo di aver apprezzato è "Ipcress" con Michael Caine, molto inglese. Aleksandr Litvinenko invece era abbastanza russo. Perché mangiava il sushi? E con uno che pare un personaggio della commedia dell'arte con la faccia di Mastella. Ecco a voi Scaramella, 'o spione. Michael Caine non l'avrebbe mai fatto.

In questa storia i personaggi sono surreali. Il presidente della Russia che dice: "Sono affari interni. Fatevi i fatti vostri". Guzzanti (il padre del comico) dichiara: "Scaramella sta malissimo, muore". E quell'altro disgraziato che fa gli scongiuri: "Berlusconi mi aveva promesso un posto all'ONU". Il Cavaliere redivivo: "Veramente io questo non l'ho mai visto e conosciuto". Io vedrei bene a questo punto l'entrata in scena dell'Avv. Taormina. Così, per fare numero.

Vorrei terminare con un'inquietante premonizione che ho scoperto proprio io in William Shakespeare. Amleto, durante il colloquio con la madre, vede muovere l'arazzo dietro il quale si era nascosto il padre di Ofelia.

POLONIO : (dietro l'arazzo) Oh oh! Aiuto!

AMLETO : Che c'è? Un isotopo! Un ducato che è morto, morto! (Affonda la spada nell'arazzo)

POLONIO : (dietro) Ah, mi ha ucciso!

Da  cui si deduce che sarà il principe del dubbio a sconfiggere il male e però alla fine moriranno tutti.

La morale è che il pesce crudo fa male, e che, come dicevano i Kraftwerk, radioactivity is in the air for you and me.

(Ho appena letto che ricontano le schede e che forse la Lollobrigida non si sposa più. Non si può mai stare tranquilli).

produzione neuronale di ironica | 06/12/2006 19:41 | commenti (13)

 
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