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Angolo cottura
Quando sono nella nuova casa dell'astrombettista convalescente mi trovo, come ho già detto, alle prese con le quotidiane incombenze domestiche. Mi sento molto donnina delle figurine Mira Lanza, anche se alla Coop del paesello la Calinda non l'ho trovata, perché ora ci son delle cremine detergenti che non graffiano le superfici. Il settore ricerca e sviluppo dei detersivi ha fatto passi da gigante.
Ammetto che non sono una gran cuoca. Per fortuna il dolore e la fame rendono le papille meno esigenti, e il poverino ha ingoiato tutto quello che gli ho preparato, compresa la soluzione perfettamente disciolta di nimesulide.
E' che io son più portata per i dolci.
Mi è tornato in mente che da ragazzina avevo imparato a fare le lingue di gatto, che sono quei biscotti ellittici e molto sottili adatti per il the delle cinque (ma anche in altri orari).
L'impasto va depositato in piccole quantità sulla teglia con la tasca da pasticcere mantenendo le distanze perché durante la cottura si allargano. Una volta ignorai le esigenze prossemiche e così, una volta messi nel forno, i biscotti si fusero coi vicini formando un'enorme, unica lingua di gatto a forma di teglia. Fu l'unica volta che accadde, perché poi smisi di fare biscotti.
(Scrivo questo post per cercare di far sbollire il nervoso accumulato al lavoro. Mi sono stufata perché il capo non fa che combinare pasticci e ribaltare sempre la frittata a suo favore, ma se mi salta il coperchio lo mando a farsi friggere e lo lascio a cuocere nel suo brodo.)
Servizio sanitario
Non mi sono trasferita, sono più pendolare del solito. Fornisco assistenza domiciliare, diciamo. Senza entrare nei dettagli, che son questioni delicate e intime, c'è qualcuno che ha bisogno di cibo e medicamenti ed io, padrone permettendo, mi presto volentieri per la cura e il sostegno psicofisico del convalescente.
Sono diventata un'esperta in minestroni. Li scongelo con grazia e perfezione.
La stagione dell'amore (viene e va), e le altre? (ovvero non ci sono più le stagioni)
Fa caldo, il deserto avanza e non si sa più dove metterlo. La gente è contenta, si mette la giacchettina invece del cappotto, pensa già alle vacanze, come se fosse una questione di temperatura e non di calendario. Qualche giorno fa in TV intervistavano alcuni cittadini milanesi, gioiosi per l'inconsueto clima. Ce ne sarà stato uno che mostrava un certo fastidio, uno solo. A me il caldo non piace. L'estate è da oziosi, per gente senza fantasia. Cerco l'inverno tutto l'anno e che fa? non arriva? salta il turno?
Posso anche soprassedere sul fatto che non posso indossare i miei maglioncioni a collo alto, ma gli effetti sulla flora e sulla fauna mi preoccupano. Gli orsi non vanno il letargo. I ghiacci si squagliano. Gemmea l'aria. Anacronistiche fioriture. Roba da dover riscrivere tutto il Sesto Caio Baccelli.
Ma è ovvio che sia così. Siamo beati inquinatori automuniti, troppo pigri e stupidi per capire che tutti avremo la fine che molti si meritano. Però andremo al mare a marzo, impagabile vantaggio.
L'effetto serra ci uccide
ma noi siamo contenti,
coi nostri vestimenti
leggeri,
e i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
Coglione.
Nervi saldi (Di scarpe e vecchie signore)
Sono invecchiata. E non perché ieri ho superato la boa che dagli anta mi conduce agli anta. Non solo per quello. Sono invecchiata perché in mezzo alla folla non ci sto più bene, stasera via Roma era un pullulare di gente di Pitti Uomo, vestita male, brutta e ingombrante.
Sono uscita per cercare qualche cosa da acquistare, per farmi un regalo, visto che per il mio compleanno l'unico che ho ricevuto è una promozione di Vodafone, e francamente mi pare un po' pochino. Volevo un paio di stivaletti, possibilmente non con le punte a punta che ormai mi hanno stufato. In un negozio i commessi chiacchieravano fitti tra loro, entrare e uscire è stato un tutt'uno. In un altro la commessa straniera mi ha proposto un paio di calzature da mandriano texano usate e per fortuna non c'era il mio numero. (Io devo avere un modello di piedi molto diffuso perché spesso il numero è terminato. Mi domando per quale motivo allora non ne producano maggiori quantità).
Un'altra signorina scarpaia mi ha detto che quest'anno gli stivaletti non vanno molto e quindi c'è poca scelta. In pratica mi ha dato di poco aggiornata su flussi e tendenze. Mica me la prendo per questo, povera commessa idiota.
A me piacerebbero delle scarpe molto femminili, coi tacchi alti e sottili, coi laccetti di brillanti e le piume. Non ne ho mai possedute così, perché da quando ho imparato a camminare l'ho sempre continuato a fare. Quelle sono scarpe per stare sedute oppure per fare piccoli spostamenti, dalla limousine al ristorante, dal taxi alla boutique. Io oggi in centro ci sono andata con lo scooter.
Alla fine ho effettuato un acquisto di cui sono molto moderatamente soddisfatta. Domani ci riprovo, sono in ferie per due giorni (il capo è in viaggio) e prima di ripartire verso le nebbie bolognesi vorrei comprarmi qualcosa di giovan... stavo scrivendo la parola terribile. Giovanile. E' andata.

L'occhio lungo del padrone
Non è che sia sempre nervosa e suscettibile. È che mi ci fanno diventare. Io stamattina sono tornata a lavorare e ho salutato gentilmente tutti, rispondendo a tono e ricambiando gli auguri. Mi sono un po' sforzata, ma sono una donna di mondo e so come si fa.
Ma quando sulla scrivania mi sono ritrovata puntata in faccia questa COSA qui, e quando la segretaria mi ha detto ridendo (e non c'è nulla da ridere) che in tutti gli studi ce ne sarà una per poterci tenere sotto controllo, quando mi sono resa conto di essere finita nella versione becera di "1984", quando ho dovuto immaginare di imbracciare un kalashnikov (o come diavolo di scrive) per sentirmi meglio, ho mandato all'aria tutti i buoni propositi di questo e degli anni a venire.
L'art. 4 dello statuto dei lavoratori è dalla mia parte. Intanto la telecamera da quella scrivania è stata rimossa per altra destinazione.
Vorrei tanto subire la stessa sorte.