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Cose che succedono
Due notizie solo apparentemente lontane e scollegate.
Un giovane uomo di Aosta ha scoperto che il proprio padre teneva da sette anni il nonno (morto) a -20°C per continuare a ritirare la pensione e un'hostess delle linee aeree Qantas si è congiunta carnalmente con l'attore Ralph Fiennes, mentre era in servizio su un volo di linea, e per questo è stata licenziata.
Son cose che non si fanno. O almeno non si fanno così male. Lo sanno tutti che non si lascia incustodito un congelatore con un cadavere dentro. E comunque lui sarà colpevole di occultamento di cadavere e truffa, ma in sette anni agli altri parenti non è venuto nemmeno in mente di fare una visitina al nonno malato. Il congelatore di vecchi padri si è difeso dicendo che ha solo approfittato della morte (naturale) del papà per risolvere alcuni problemi economici (durante l'intervista nella sua abitazione spiccava sullo sfondo un mega televisore al plasma, si vede che li ha risolti).
Per quanto riguarda il sesso ad alta quota non ne so molto. Ho fatto solo due viaggi aerei transoceanici ed ero troppo occupata a seguire la rotta sul monitor nel sedile di fronte (era l'unica cosa che capivo senza sottotitoli). Però, siccome lo scandalo è scoppiato perché i due chiusi nel gabinetto facevano troppo rumore, bastava che avessero l'accortezza di fare le loro cosine in silenzio. Capisco che l'impeto della passione sconvolge i sensi e la ragione, e capisco anche che non capita tutti i giorni di incontrare uno così aitante e disponibile, ma un po' di cervello ci vuole anche quando si usano altri organi. Lei poverina ha provato a negare, "è stato lui a seguirmi nel bagno ma non è successo niente". No, macché. Erano spettinati, stropicciati e con le mutande in mano. (Questo ultimo particolare è un'illazione). Pare che Lisa (così si chiama) abbia dichiarato che, nonostante la perdita del lavoro, non è pentita e lo rifarebbe. Sono fortemente portata a crederle.
La morale è che l'occasione fa l'uomo ladro e la donna disoccupata (ma contenta).
Nome in codice: Miranda

Mi è capitato di vedere "Il diavolo veste Prada" e sono rimasta sbalordita.
Adesso so esattamente a chi si ispira il mio capo, compreso il giaccone scaraventato sulla scrivania quando arriva la mattina. Da domani guarderò "Miranda" con occhi nuovi. E sarà bellissimo quando anche io getterò il cellulare nella fontana.

Gli ammerecani so' forti
Settimana di non lavoro ma non di inedia. Si sbrigano le piccole commissioni, si fa ordine tra le cose. Faccio la casalinga e vedo più televisione.
Mi sono imbattuta nelle trasmissioni di MTV che vengono pari pari dagli Stati Uniti, senza nemmeno essere doppiate. Forse perché essendo rivolte ai ragazzini hanno una funzione educativa nello studio della lingua inglese. O forse perché sono talmente delle ciofeche che non vale la pena di pagare i doppiatori.
Si tratta di mini reality show, con giovanotti scialbi e brufolosi che incontrano ragazze con grossi sederi e infradito ai piedi. Poi c'è la variante in cui sono i genitori che scelgono un possibile fidanzato per la propria figlia. Per non parlare di "Sweet Sixteen" che mostra la preparazione della festa del sedicesimo compleanno di ragazzine ricche, viziate, capricciose, prive di ogni buon gusto e, anche in questo caso, spesso buzzicone. Dato che a sedici anni negli USA si può prendere la patente, i genitori amorevoli regalano alle loro ipertrofiche bimbe l'auto. Ne ho vista una che ha voluto per forza un bidone a 4 ruote della BMW da 50000 dollari.
Da cui si prende atto che negli Stati Uniti sono bravissimi a fare film e telefilm, e che l'alimentazione delle adolescenti è pesantemente squilibrata.
Io mi domando e Dico...
... ora se andassi all'anagrafe e dichiarassi che convivo con l'astrombettista e poi glielo facessi sapere per raccomandata, rischierei di ereditare i 2/3 delle trombe e dei trenini elettrici?
Hans e la tavoletta di cioccolato magico
Questa è la storia di un tedesco che chiameremo Hans. Hans ha 28 anni ed è un tipo molto goloso.
Hans decide di fare una viaggio in Italia. Perché in Italia c'è il sole, il mare, belle donne e soprattutto ottimo cibo. Durante il suo soggiorno in Italia incontra un simpatico italiano che, venuto a conoscenza della passione di Hans per i dolci, lo porta in una famosa pasticceria e gli fa assaggiare la specialità del luogo: un cioccolato così buono, ma così buono che Hans rimane incantato. 
Una volta tornato in patria, Hans ripensa a quel cioccolato e al solo ricordo gli viene l'acquolina in bocca. Allora telefona al suo conoscente italiano e gli chiede di mandargli una tavoletta di quel cioccolato tanto buono. Hans prova a mettere a frutto quel po' d'italiano che ha imparato "Caro amico - dice - manda tu a me il cioccolato buono che ho manciato in Italien."
Ma per essere sicuro che il conoscente capisse bene pensa a una parola che renda il concetto di sapidità e aggiunge "Io volio cioccolato condito".
E cioccolato con dito fu.
Canta che ti passa 
Se nelle lunghe serate d'inverno non c'è niente di buono in tv, non ci sono più libri da leggere, il decoupage è diventato mortalmente noioso, non c'è nessuno a cui telefonare e il sonno ancora non arriva si può andare su questo sito. Si canta, si registra, si ascolta chi canta, si lasciano commenti.
Se poi c'è una melodia che ci frulla nel cervello ma non si sa come s'intitola, basta mugolarla al microfono e (con una buona approssimazione) compaiono tutte le informazioni a riguardo.
Io mi sono iscritta e appena mi passa il mal di gola mi butto.
Internet non ci lascia mai soli, e soprattutto ci fa sentire meno stupidi quando si fanno delle stupidaggini come questa.
Anch'io, anch'io!
Egregio Direttore,
con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei sette anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico (nel suo Comune è abbastanza conosciuto), presidente della Banda Municipale prima e scienziato ancora da scoprire poi, qual è il mio compagno, termine che non so sostituire con nessun altro data l'età avanzata (mica lo posso definire ragazzo). Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità, equilibrio e minestroni. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi, come il recente intervento per le emorroidi, con rispetto e discrezione.
Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte dal mio compagno nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dello Gnocco d'argento, dove, riferendosi alla mia persona, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: " ...è una spaccamaroni". 
Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (sei nipoti e un nano da giardino) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. All'astronomo e al suonatore chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di "Malavitosi sciuè sciuè", debba considerarmi "'na fimmina 'e niente".
Nel corso del rapporto ho scelto di non lasciare spazio al conflitto, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Come quella volta che venni abbandonata tra la folla durante una festa di piazza, o quando durante la visione di un thriller capì quale fosse la chiave del film prima della fine del primo tempo, e me lo disse, rovinandomi la sorpresa del finale. Per non parlare della volta che in una fiera di giocattoli antichi mi dissuase dall'acquistare dei rarissimi dischi a 78 giri che possedevo quando ero piccina, da mettere sul giradischi con un prisma a specchi inserito nel foro, così che quando giravano si vedevano i disegni animati.
Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile... (no questa parte non fa al caso mio. Passiamo oltre).
RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.
P.S. Ringrazio Veronica per avermi dato un po' di spunto. Uno spuntino.
Posta in arrivo
Mi ha scritto Rosina Maccaferri. Senza nemmeno un cara, egregia (come intesta le lettere il mio capo, che schifezza) o gent.ma, mi chiede subito "A letto a volte soffri di impotenza o cmq vorresti dare di più? visita subito... " e segue un www.
Rosina, ti posso giurare che non ho mai avuto certe sofferenze, però sei gentile a preoccuparti per me. Solo che non ho capito a quale strumento ti riferisci proseguendo nella missiva: "vuoi migliorare lunghezza e larghezza del tuo strumento?" E' stato lui a dirti che ho provato a suonare il clarinetto ma oltre alle prime 5 note non arrivo? E che ho macchiato l'ancia di rossetto e ora non si leva? La lunghezza va bene così e anche la larghezza, non è quello il problema, è che non riesco a collegare dita, occhi e puntini neri sul pentagramma. E poi il più delle volte invece dei suoni mi escono stridori agghiaccianti.
Infine, Rosina cara, la domanda più inquietante: "vuoi aumentare i tuoi orgasmi di 5 volte (e relativi fluidi)?". No, che non voglio! L'idea dell'aumento di ben 5 volte dei fluidi relativi mi inorridisce, risveglia in me ricordi di acque straripanti, umori fastidiosi e soprattutto un angosciante risveglio.
Ricordo bene anche la data. Era il 4 novembre del 1966.