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Mortammazzate
In questi giorni di meravigliosa vita casalinga (come sono orgogliosa della lucentezza dei pavimenti e del profumo di lavanda che vaga nell'aere) non ho avuto molta voglia di seguire le tristi vicende del Mondo Esterno. Quest'anno l'omicidio è troppo scaduto nel cattivo gusto e nell'ovvio per interessarmi, sebbene all'inizio la presenza delle cugine gemelle mi stuzzicasse la fantasia verso una riedizione malata e scorretta di "Le due sorelle" di Brian De Palma.
Invece pare che l'assassino sia il solito prevedibile fidanzato, modernizzazione della figura del classico maggiordomo. Si vede che non c'è più la servitù di una volta. A questo proposito consiglio a tutte di evitare accuratamente ogni tipo di fidanzato e di assumere invece un più utile, servizievole e sicuro maggiordomo.
(P.S. il sindaco di Morterone si lamenta perché i sacchi con i cadaveri delle due donne avrebbero potuto essere ritrovati sei metri più in là, in territorio comunale di Lecco. Credo sospetti di un complotto del sindaco limitrofo.
Morterone. Non è che uno si lasci influenzare dal nome, però in gita preferirei andare qui).
Ho visto un film (perché a me Rondi, Fava, Cosulich e Kezich mi fanno un baffo)
Che Hitchcock fosse un Maestro del cinema è noto. Che nel cinema, come in altri campi, lo scopiazzamento sia un'attività molto praticata anche. Però c'è chi lo fa con classe e inventiva (Brian De Palma), chi con dignitosa riverenza (e qui ne parla chi ne sa più di me) e chi in modo grossolano e sconclusionato.
Iersera (detto alla maniera toscana) mi sono imbattuta in un film recente e sconosciuto (almeno per me) di Dario Argento "Ti piace Hitchcock?". E così, con questo titolo, il regista si ritiene autorizzato a citare ogni tipo di topos hitchcocchiano (l'ortografia è improvvisata), dalla chiave di "Notorious", alla donna con la parrucca sul precipizio ("La donna che visse due volte"), allo spione ingessato della "Finestra sul cortile" alla doccia con misterioso intruso di "Psycho", al presunto scambio di favori omicidi di "Delitto per delitto" e forse qualcun altro che non ricordo. Il problema è che sì, a me piace Hitchcock.
L'idea di base non sarebbe malvagia, sebbene carente di originalità, ma il film, secondo il mio neanche tanto modesto parere, risulta pasticciato e soprattutto recitato male. 
E' vero che il cast non era dei migliori, però il protagonista è Elio Germano che ha poi dimostrato di saper fare molto meglio, e soprattutto non dimentichiamo (suvvìa) la lezione di Vittorio De Sica che, alle prese con gli attori presi dalla strada nel periodo del neorealismo, riusciva a far recitare (bene) anche i sassi. Dov'era il regista durante la presa diretta (in inglese, e sarei curiosa di sapere se poi il film ha avuto una distribuzione all'estero) e soprattutto dov'era durante il doppiaggio? Stonato fino a generare fastidio, perfino la qualità dei suoni lasciava a desiderare. Che finisse alla svelta.
L'assassino era la bionda. O forse anche l'amico della videoteca. O forse la figlia. O forse mi sono distratta.
E la chiamano estate
A scanso di equivoci. Non sono in villeggiatura, ma sono in vacanza nel senso etimologico del termine, considerando le faccende domestiche attività ludiche in confronto allo stress lavorativo. Accetto scambi.
Per motivi commerciali martedi siamo stati in Svizzera e ci siamo fermati un giorno a Lugano. Ho pensato che certi confini andrebbero ridisegnati con un certo criterio di logica geometrica: il Canton Ticino dovrebbe diventare quindi italiano, eliminando stupide invaginazioni territoriali. Per non parlare dell'assurdità di Campione, scheggia impazzita della provincia di Como che usa il franco e le targhe ticinesi. Che qualcuno provveda a rimettere tutto in ordine. Sarei favorevole anche a un intervento armato, solo per il gusto di scardinare la proverbiale neutralità della Svizzera, che mi è stata antipatica fin dai tempi delle elementari quando mi fu presentata come "paese cuscinetto".
Non ci siamo sottratti alla tentazione del Casinò, ma se dovessi dire di essermi divertita... Finché si trattava di veder perdere gli altri era un interessante esercizio antropologico, ma quando la maledetta pallina della roulette girava a mie spese, mi sono seduta molto preoccupata nel posto che nei film occupa la bellona scollata in lamé. Per la cronaca, l'ambiente era terribilmente deludente e gli uomini indossavano scadenti camicie da nerd senza cravatta. Nemmeno uno smoking.
La prima settimana di ferie sta trascorrendo in un torpore letargico. Mio fratello (quello che un tempo era piccolo) manda messaggi sulla posta elettronica: saluti da Phnom Penh, saluti da Kuala Lumpur.
Noi la sera si va in cerca di mercatini e feste dell'Unità.
Saluti da Riolo Terme, saluti da Brisighella.
Vernissage
I temporali estivi di questi giorni hanno portato ristoro e un nuovo blog. Wolverine depone gli artigli, esce allo scoperto e intraprende un Viaggio Notturno (è l'unico motivo per cui gli perdono il template così buio).
Il chiodo fisso (ed altri corpi estranei)
Resto sempre impressionata dalle notizie di oggetti scoperti e rimossi dal cranio delle persone.
Già un paio di anni fa affrontai il tema e oggi, per inaugurare le mie vacanze estive, rieccoci con un altro caso. Stavolta si tratta di una signora tedesca con una matita di 8 centimetri infilata nella testa da quando aveva 4 anni. Dice che la poveretta soffriva di terribili mal di testa e di epistassi. Ma perché hanno aspettato 55 anni per operarla? La matita ha conservato dopo tutto questo tempo la capacità di scrivere? Cosa avrà provato la signora ad avere una mina nel cervello? Non aveva paura che scoppiasse? (Ah, ah).
In ogni caso, nell'articolo del Messaggero è indicata la clinica in cui il dottor Hans Behrbohm (ripulitore di teste) ha eseguito l'intervento chirurgico. Data la frequenza di questi casi, suggerisco a tutti di segnarselo da qualche parte, e di imparare a dire in tedesco "Credo di avere un ferro da calza/spiedino/penna stilografica/sturalavandini (completare a piacere), infilato proprio qui, all'interno del mio cranio. Esso mi procura un qualche disagio: può procedere con la rimozione, bitte?"
Mala tempora
L'uragano Gino si è abbattuto sulla città e ha lasciato dietro di sé distruzione e autospurghi. Solo vicino a casa ne ho contati tre (di cui uno dal nome Pippo). Un albero si è abbattuto di fronte a un cancello del cortile, ostruendo la mia uscita motorizzata preferita. Numerose le cantine allagate. La mia stavolta è rimasta perfettamente caotica ma asciutta. 
Durante il temporalone di ieri io mi trovavo in studio, e dalle finestre ho potuto ammirare la natura furiosa che mandava all'aria i barroccini del mercato. Chilogrammi di cianfrusaglie scaraventati sulla strada, vetri in frantumi, un manichino rovesciato sul marciapiede. La fornaia di fronte che testimoniava "In tant'anni 'unn'ho mai visto nulla del genere. Aveo paura che m'entrasse nella vetrina".
Ho dovuto aspettare fino alle cinque per riuscire a tornare a casa col mio scooter di seconda ma preziosa mano. Almeno abbiamo qualcosa da ricordare, perché mai settimana fu più improduttiva di questa. Il capo è di stanza nelle isole greche con la famiglia, ufficialmente per lavoro (nel suo cervello bacato un vero dirigente non fa mai vacanze). Per fortuna gli manca il campo (oltre a molte altre cose utili), così sono due giorni che non sento la sua voce monotòna e ansiogena. (Per chi se lo ricorda, sembra quel personaggio di "Alto gradimento" che chiedeva "Come vanno le cuffie?").
Il suo orgoglio di manager forse sarà soddisfatto per il fatto di riuscire a costringere un manipolo di dipendenti a tenere aperto (inutilmente) lo studio. Ma per noi è solo una condanna all'ozio. Oggi abbiamo perfino visto una replica di un episodio di "Saranno famosi" nella tv al plasma della sala d'attesa. Il giovane di bottega, che non ne conosceva l'esistenza, pensava che ci fosse Maria De Filippi ed io mi sono sentita vecchia.
Domani si chiude la baracca, e alcune delle maestranze torneranno tra due settimane. Io no, sono costretta ad attaccarci un'altra settimana, anche se gliel'ho detto che a me le ferie d'agosto non interessano, ché son volgari ed io invece son signora. Sicché fino al tre settembre quell'uomo lì non lo vedo e non lo sento e potrò dedicarmi in santa pace alle frivolezze come le mie collanine, i telefilm, le pulizie di casa (non mia), le esternazioni di questo tizio.
E vediamo se mi rigenero prima che riesca a disintossicarsi Lindsay Lohan (nel frattempo cerco anche di capire chi diavolo sia).
Buona visione
Ho appena installato il nuovo monitor. Ora leggo in cinemascope. Però non so più dove mettere i pupazzetti che stavano su quello di prima, Shrek, Babbo Natale e il robottino Marvin.
Il progresso mi costringe a svolte laceranti.
Oltre a essere vicina alla fine del romanzo (clicca la copertina) che sto leggendo e molto impegnata col sito aziendale, sono anche esaurita. Oggi era l'ultimo giorno di lavoro del capo. Da lunedi però mi chiamerà tutti i giorni. Se non temessi di essere presa per mitomane racconterei quello che sta succedendo: "Un capo paranoico, sospettando di essere vittima di un complotto, medita di licenziare tutti i dipendenti. Nel frattempo cerca di rendere loro la vita invivibile con un magistrale mobbing generalizzato".
Per evitare ripetizioni monomaniache, mi prendo una piccola pausa di riflessione. Appena la tachicardia smette, torno.