lunedì, 29 ottobre 2007

E via andare...

Abbiamo perso per sempre il commendator Zampètti, un personaggino verosimile (purtroppo) e simile a qualcuno che ho conosciuto. Una prece per Guido Nicheli, caratterista e lombardo.

produzione neuronale di ironica | 29/10/2007 19:11 | commenti (3)
giovedì, 25 ottobre 2007

Malocchi

E' bastato questo post letto per caso che mi si è scatenata imperiosa e irresistibile la necessità di una confessione-sfogo che mi appresto a manifestare.

Da qualche anno (3 o forse 4) devo mettere gli occhiali da vecchia per leggere. Presbite, diciamo, e cioè vecchia. Sono miope dall'età di 8 anni, ma poco, e così mettevo gli occhiali solo per guardare la tv o al cinema. Da adulta, diciamo dopo i 35 anni, ho iniziato a portare le lenti a contatto. Sono sempre stata una miope molto serena e contenta di portare gli occhiali quando servivano. Li ho avuti rosa shocking, di metallo, arancioni, tondi o a goccia. Ora preferisco il nero anni '60. 

Quando porto gli occhiali da miope va tutto bene. Basta che li tolga per leggere perfettamente anche gli scritti piccini in fondo ai contratti o le note a pie' di pagina, quelle che prima di un esame ti facevano informare con ansia "Chiede anche le note?". Con le lenti a contatto impazzisco. Non leggo il giornale, non riesco a decifrare l'orario dei treni, non vedo i prezzi al supermercato, non leggo, vedo solo dei puntini, non capisco. E' una delle esperienze più fastidiose che mi sia capitata, insieme alla cistite e quando dal parrucchiere mi prude la testa mentre mi mettono il colore e non posso grattarmi. A proposito del parrucchiere. Leggere i giornali di pettegolezzi è un classico che a me è negato. Ho provato ad avvicinare gli occhiali tipo damina del settecento, ma l'effetto è di una tristezza devastante. Il giovane sciampista una volta mi ha rivestito le stanghette con la pellicola trasparente, quella che usano per separare i ciuffi colorati. Non so descrivere come mi sono sentita ridicola.

La prima volta che sono andata dall'oculista per questo problema mi ricordo che ero piuttosto risentita; insomma che diamine, non posso andare in giro con gli occhialini legati a una catenella come una professoressa vicina alla pensione. La dottoressa sembrava desolata, confermandomi che era normale, alla mia età.

Mi comprai degli occhiali viola. Per sdrammatizzare.

Ora ne uso un paio neri con gli strass, attaccati a una catenella con le perline luccicanti. Proprio da vecchia che cerca di non sembrarlo.

produzione neuronale di ironica | 25/10/2007 18:15 | commenti (15)
mercoledì, 24 ottobre 2007

Californication e altri scandali
(miniguida al palinesto telefilmico autunnale)

Mentre la California è in fiamme e siamo tutti in pensiero per i divi che dormono all'addiaccio perché gli si è bruciata la villa, l'Italia scopre che l'ex agente Fox Mulder si dà alla fornicazione in California.

Pivelli.

Ormai la prima stagione è al termine ed io, ovviamente, sono già alla decima puntata in contemporanea con la programmazione USA. A me personalmente non piace molto, lo trovo ripetitivo. L'astrombettista invece pare che apprezzi. C'è questo scrittore che fuma, beve e si accoppia con ogni femmina che incontra. Sembra quello di Denim, l'uomo che non deve chiedere mai. Io invece mi chiedo perché. Duchovny è stropicciato, invecchiato, gonfio e trasandato. Eppure deve avere i feromoni a mille perché, tempo pochi minuti, le femmine gli si avventano addosso libidinose. Il protagonista stesso è uno dei produttori esecutivi e immagino che questo influisca molto sulla sceneggiatura; nessuno mi toglierà dalla testa che in fondo i maschi scelgano questo mestiere per baciare (etc.) le attrici. E viceversa, forse.

Insomma si vedono parecchie donnine nude. Ecco perché. Certo non è solo questo, si parla di rapporti familiari, di creatività, di sadomaso, di internet (lo scrittore viene costretto a tenere un blog), di sesso, di droga e di rock 'n roll. Sesso, più che altro.

Che se a uno piace il genere allora segnalo "Tell me you love me", almeno si vedono anche gli uomini nudi, e non di spalle, o a riposo (a buon intenditor). Prima o poi ne parleranno anche qui da noi, lo daranno a tarda notte su una rete Mediaset, e il Moige protesterà.

Io continuo a preferire i telefilm ospedalieri, "House" in testa, seguito da "Scrubs" (domani inizia la settima stagione), "Grey's anatomy" e dal suo spin off (ma quante ne so?) dedicato alla dottoressa Addison, "Private practice". Che ci posso fare, mi piace rimbambirmi di finzione, perché quando poi tutte le mattine vedo il mio capo, la realtà mi piomba addosso come un pianoforte che cade dal quinto piano nei cartoni animati. Rimango spiaccicata, ma mi rialzo e faticosamente arranco fino ai titoli di coda.

Ormai sono alla terza stagione, ho meritato anche uno scatto di anzianità, ma alla mia età non sono certa che sia una bella cosa.

produzione neuronale di ironica | 24/10/2007 20:52 | commenti (8)
mercoledì, 17 ottobre 2007

Inutility

Che i leghisti si oppongano al finanziamento della ricerca sul cervello è ovvio. Mi stupirei del contrario. Come se un gruppo di calvi volesse sostenere lo sviluppo delle fabbriche di pettini.

produzione neuronale di ironica | 17/10/2007 20:31 | commenti (10)
martedì, 16 ottobre 2007

Perdente

E' un periodo di perdite questo. Il capo sta facendo andare via tutte le persone con cui potevo condividere la pena di doverlo sopportare. Il turn over di collaboratori sta diventando un fenomeno grottesco: più sono capaci, pensanti e critici più vengono costretti ad andarsene. Quello che mi trattiene dal consegnare la lettera di dimissioni è la perdita dello stipendio e i due mesi di preavviso.

Poi ho cominciato a perdere qualche colpo, così ho iniziato un giro di revisioni per controllare che il degrado umorale non corrisponda ad un inevitabile rallentamento fisiologico. Forse qui ci starebbe bene un "e viceversa", ma non ne sono sicura.

Credo anche che sia stato smarrito un pacco che aspetto dalla Germania. Sarebbe il primo da quando ho avviato la nuova attività di compravendita. Per il momento è molto più compra che vendita, e quindi tra ciò che se ne sta andando c'è anche un po' del mio denaro, in compenso abbiamo il salotto che è un incrocio tra un museo e il salotto de "L'amica di nonna Speranza". In realtà sto acquistando degli squisiti pezzi di raffinate porcellane tedesche e inglesi che propongo mensilmente durante il mercatino dell'antiquariato, ma che nessuno di quei bifolchi padani incompetenti sa apprezzare. Dovrò rassegnarmi a trattare articoli più consoni, tipo aratri arrugginiti o sacchi per letame usati.

Poi oggi ho perso anche la pazienza con l'autista dell'autobus che non mi ha aperto la portiera posteriore perché gli faceva fatica. Però mi sono appuntata il numero della vettura così ho scritto una bella segnalazione all'Ataf.

Sto diventando come uno di quei generali in pensione che scrivono lettere ai giornali (mio padre era generale in pensione, ma non ha fatto in tempo a diventare vecchio e brontolone: adesso so qual è la mia missione).

produzione neuronale di ironica | 16/10/2007 22:01 | commenti (4)
venerdì, 05 ottobre 2007

Domani si va a nozze

Sono riuscita a convincere l'astrombettista anonimo (è lui che in un commento ha definito le mie non-letture "cagate"; scusatelo, egli non è raffinato come me e soprattutto ha mancato di risciacquare i panni in Arno e usa quell'orrore di "g" al posto dell'italica "c"). Non è stato troppo difficile: "Si sposa la mia collega dentista. Le farebbe piacere che partecipassimo. Non credo sia consigliabile contrariare una che prima o poi ritroveremo con un trapano in mano dentro la nostra bocca." 

Nel frattempo lui ha scoperto solo ieri sera che l'unico completo che ha, non gli sta più. Mi ha chiesto se sarebbe stata adatta una giacca di velluto a coste con le toppe sui gomiti, stile signorotto di campagna che passeggia coi cani. Gli ho detto che certamente, sarebbe stato perfetto, magari abbinata coi pantaloni alla zuava, però avrebbe dovuto noleggiare un cane per l'occasione. E poi procurarsi un'altra socia per il mercatino di domenica. (Minacciarlo di perdere la fidanzata non avrebbe avuto lo stesso effetto).

In questo momento non so ancora come si presenterà. Ovviamente non è il problema principale della faccenda, come non lo è nemmeno il fatto che probabilmente pioverà. E' che domani, al matrimonio, ci sarà anche l'Esecrando. Il capo, con la famiglia in formato ridotto (la figlia grande è matricola universitaria all'estero, non pensavate mica che avrebbe lasciato contaminare la sua erede da una qualsiasi università italiana gestita dai comunisti?).

Sarà bello sapere che soffre per non essere al centro della scena, senza il velo della sposa né i paramenti del prete. Ora che ci penso, potrei anche trarne una qualche -minima- soddisfazione.

produzione neuronale di ironica | 05/10/2007 19:27 | commenti (15)
giovedì, 04 ottobre 2007

Mai vista prima

Ora o mai più. Siccome son passati tanti anni e ormai sono irriconoscibile, ho aderito alla simpatica iniziativa di un gruppo di simpatici e scanzonati bloggers (ma si fa il plurale di parole inglesi usate in italiano?).

Avevo la bellezza di 22 anni. Ed ero già ingrugnata.

produzione neuronale di ironica | 04/10/2007 17:10 | commenti (17)
lunedì, 01 ottobre 2007

Riflessioni condivise

Mi permetto di segnalare il post dell'amica Lisa a proposito della tragica vicenda dell'agente del Sismi in coma irreversibile.

Quando ho letto la notizia del matrimonio "in articulo mortis" ho avuto una serie di pensieri articolati ma molto confusi. E devo ammettere che istintivamente ho avuto anche qualche spunto, a proposito del significato economico del matrimonio, non propriamente corretto se riferito alla storia in questione. Invece lei l'ha trattato come non avrei saputo fare. Per cui, vampirizzo volentieri.

produzione neuronale di ironica | 01/10/2007 13:02 | commenti (5)

 
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