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Sexy Moretti
Ieri sera ho visto "Caos calmo". È probabile che sarei andata comunque a vederlo, ma la voglia di sbugiardare la C.E.I. mi ha fatto rinunciare a Ewan Mc Gregor diretto da Woody Allen.
Mi è piaciuto, nonostante la recitazione molto morettiana di Nanni Moretti, irrinunciabile nei suoi film, un po' fastidiosa in quelli degli altri. Una storia surreale, piena di personaggi comprensivi e solidali con il protagonista, alle prese con la faticosa elaborazione di un lutto. Miscuglio apprezzabile di attori, dall'ovviamente presente Silvio Orlando, alla stavolta tollerabile Valeria Golino, per finire con un cameo di lusso di Roman Polanski.
E la scena di sesso? Sebbene utile ai fini della narrazione, la visione del sedere di Moretti ci poteva essere risparmiata, senza togliere assolutamente nulla alla storia. Ho sentito anche qualche risolino in sala. E quindi, anche se l'appello agli attori affinché si rifiutino di girare certe scene (bona Ugo, come si dice dalle mie parti) è ridicolo, dichiaro che io l'avrei fatta più corta e meno esplicita. Bastava fare come nei vecchi film, dove una dissolvenza incrociata tra gli sguardi anelanti dei due e un camino acceso segnalava l'amplesso imminente.
È che non ci sono né gli sguardi né i camini di una volta. I preti sì invece, son sempre gli stessi e non si smentiscono mai.
Svalentino
Stamattina la segretaria superstite (ieri ne abbiamo persa un'altra, dopo soli due mesi) mi ha chiesto con aria complice "Cosa fai stasera?"
Nel pomeriggio, il parrucchiere dando il colpo finale di spazzola mi ha detto "Ecco sei pronta per stasera!"
I casi sono due, o questa gente mi conosce tanto poco da pensare che io possa tenere in una qualche considerazione una festa insulsa come San Valentino, oppure mi hanno organizzato un incontro a sorpresa con... non so, il Dr. House, per esempio. Nel dubbio, stasera il pigiamone cogli orsacchiotti non me lo metto.
Mercanti d'arte
Avere a che fare col pubblico espone a situazioni potenzialmente rischiose e, per quanto si cerchi di prevenirle, non si potranno mai evitare del tutto.
No, non siamo stati rapinati.
Tempo fa siamo stati contattati da una signora che, presentatasi come "artista di fama internazionale" (sue testuali parole), proponeva di effetture uno scambio d'opera: quadri in cambio di prestazioni odontoiatriche. Naturalmente, annusando il potenziale aneddoto da raccontare nelle sere d'inverno a veglia davanti al camino, ho incoraggiato e alimentato questo insolito rapporto economico-sanitario. Dopo un tira e molla di due mesi, stamattina l'artista di fama internazionale si è presentata in studio in compagnia del suo agente commerciale, un anziano signore indiano (che parlava come Kabir Bedi, ma con accento francese) con un florilegio dei suoi dipinti.
Di fronte a un preventivo di svariate migliaia di euro, la proposta era quella di appendere al chiodo una o più opere di valore equivalente. Per convincere il dottore hanno cominciato a tirare fuori, oltre che ad articoli e recensioni di famosi (dicevano loro) critici, la filosofia alla base dell'opera artistica della signora. Dopo trenta secondi lui esibiva il suo famoso sguardo vacuo che significavava "non ho tempo da perdere, non capisco nulla, voglio solo sapere quanto costano". Visto che quelli imperterriti continuavano a parlare, ha pensato bene di andarsene lasciandomi da sola con loro con l'incarico di estirpare i prezzi. Dopo quasi due ore di filosofia tibetana ("Lei conosce la cultura tibetana?" e io ""Sì, un po'. Anzi, non molto"), di relazione tra arte e matematica, passando dalla successione di Fibonacci alle caratteristiche della musica indiana, sono riuscita a scrivere le famigerate cifre.
Ce ne siamo liberati solo per l'ora di pranzo. Non so se poi la transazione andrà a buon fine (io credo di no), ma provata da questa inconsueta mattinata, ho deciso che d'ora in poi, la sera davanti al camino (che non ho) sto zitta a fare meditazione.
Dentiful (mobisode) Ovvero "Non tutto il male..."
Abbiamo avuto una settimana complessa, convulsa e a tratti drammatica. Stavolta nella saga ci son finita più o meno direttamente anche io, era tanto che covava questa puntata da co-protagonista, e la tragicommedia è arrivata in una fase di sereno stallo, dopo che ho fatto apparire all'orizzonte la prospettiva di una mia dipartita (relativa, non assoluta per il momento).
Anche per questo il mio spirito è un po' evaporato, e l'episodio, consumato nel giro di due giorni lavorativi e un fine settimana, ha lasciato molto nervosismo ma anche la speranza di liberarci di qualche personaggio zavorra (per es. HCl).
Devo passare la nottata, e la passerò.